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Da chi discendono i Toscani?

di Leonardo Romagnoli

Da chi discendono i Toscani?

GLI ESTRUSCHI SONO DAVVERO ESISTITI?

 

Un problema che non esiste?

 

Articolo di Paolo Campidori

 

Leggo sull’ultimo nunero di Archeo n. 296 dell’ottobre 2009 a pag. 22 un articolo di Flavia Marinpietri, che suppongo sia una archeologa, dal titolo: “I Toscani? Meno ‘etruschi’ del previsto”. Si tratta dell’ennesimo articolo sulla ricerca del DNA contenuto nei mitocondri di resti umani antichi e, questa volta, condotto dai ricercatori delle Università di Firenze, Ferrara, Pisa, Venezia e Parma.  Poi spiegherò il perchédi questo titolo. Un sotto-articolo precisa: “Uno studio di recentissima pubblicazione conferma legami probabili con le popolazioni del Medioevo, ma non altrettanto certi con le genti preromane”. Qui comincia il mistero, ma non siamo ancora al clou della questione. L’archeologa Flavia Marinpietri, incalza e con un affondo, davvero preoccupante inizia il proprio articolo così: “I TOSCANI  NON DISCENDONO DAGLI ETRUSCHI”. Mi sembra logico che vi poniate subito la domanda: “Ma allora i Toscani attuali se non discendono dagli Etruschi da chi discendono?”

 

Ma  non finisce qui. Nell’articolo si legge che la ricerca è stata pubblicata sulla Rivista Molecolar Biology and Evolution con il titolo: “Genealogical Discontinuities among Etruscan, Medieval and Contemporary Tuscans” precisando che questa ricerca “individua una discontinuità genealogica tra le popolazioni contemporanee e quelle che abitavano la stessa regione fra il VII e il III secolo a.C.”. Ancora la cosa non sorprenderebbe, come vedremo avanti, quello che invece sorprende nell’articolo della Dr.ssa Flavia Marimpietri è l’affermazione seguente che segue: “Niente sangue etrusco, insomma i Toscani di oggi sarebbero pittosto parenti degli abitanti del Medioevo”. Sarebbe come dire i toscani non hanno origini etrusche o medioorientali e orientali, ma semmai origini EUROPEE, ad esempio longobarde, franche, ecc., ecc. e ciò rafforzerebbe l’idea, oggi tanto di moda, che vede la nostra Italia nel contesto europeo, piuttosto  che in quello Mediterraneo e dei paesi che si affacciano su questo mare.

 

Ecco un caso in cui la ricerca scientifica viene manipolata ad arte per distorcere la realtà delle cose. Vediamo perché. Il Prof. David Caramelli, docente di antropologia molecolare dell’Università di Firenze afferma nell’articolo: “Abbiamo analizzato il DNA mitocondriale di resti scheletrici di età medievale (X-XV secolo) e lo abbiamo confrontato con reperti ossei etruschi e moderni. Se tra gli uomini del Medioevo e gli attuali esiste una chiara relazione genetica, questa continuità è più difficile da ravvisare con individui del I millennio a.C”.  Il prof. David Caramelli, intervistato, dalla articolista continua: “In realtà abbiamo confermato uno studio del 2004, in cui avevamo già concluso che non vi era relazione genetica tra Toscani ed Etruschi. PER QUESTO ABBIAMO DECISO DI ANALIZZARE LE POPOLAZIONI ‘NEL MEZZO’,  cioè quelle Medievali”.

 

Il Prof. Guido Barbujani, docente di genetica delle popolazioni dell’Università di Ferrara, è ancora più chiaro in merito ed afferma: “ L’archeologia si occupa di continuità e discontinuità culturale nel tempo (studiando oggetti, manufatti e manifestazioni culturali), noi invece, ci occupiamo di continuità o discontinuità genetica. Quando la troviamo vuol dire che, da un certo momento ad oggi, c’è una discendenza. Così si può dire che la popolazione toscana attuale discende da quella del Medioevo. Mentre gli Etruschi erano fatti in modo diverso”.

 

Scientificamente parlando mi sembra che l’affermazione del Prof. Barbujani non faccia una grinza. In altre parole, l’esimio professore sembra volerci far capire che se vogliamo risolvere l’enigma se i Toscani siano o no i discendenti diretti degli Etruschi, per mezzo della scienza, o meglio per mezzo dell’esame del DNA mitocondriale, dobbiamo mettere in debito conto che queste ricerche hanno rilevato una continuità fino ad arrivare al medioevo, ma la negano per i perdiodi precedenti, vale a dire per il primo millennio d.C e il primo millennio a.C., periodo in cui vissero Etruschi e Villanoviani.

 

Allora i Toscani non discendono dagli Etruschi? Non mi sembra affatto così. Mi sembra piuttosto di poter affermare che la ricerca di legami genetici fra Toscani attuali ed Etruschi, facendo uso della scienza che mette a confronto il DNA nei mitocondri ossei, NON SIA PRATICABILE e di conseguenza NON SIA AFFIDABILE, almeno per quanto riguarda periodi lunghissimi di tempo. Di questo aspetto e delle sue carenze il Prof. Barbujani, nello stesso articolo, ne parla chiaramente: “Di solito, quando si parla di popolazioni, si pensa ad una carota ferma in un posto solo. Ma non è così, il  numero dei nostri antenati si moltiplica per due a ogni generazione. Così 500 anni fa (20 generazioni), ognuno di  noi aveva un milione di antenati teorici…….Ecco perché certe rivendicazioni di natura etnica o razziale, sono del tutto infondate. L’IDEA DI TROVARE NEL DNA UNA GIUSTIFICAZIONE NON FUNZIONA”.

 

Più chiaro di così….

 

In definitiva, mi sembra che l’archeologa Flavia Marinpietri, abbia ‘manipolato’, quello che giustamente ed ineccepibilmente hanno dichiarato gli scienziati delle Università fi Firenze, Pisa, Ferrara, ecc., per propri fini e per realizzare uno dei tanti scoop giornalistici e per sollevare un polverone su un problema che in realtà non esiste.

 

Mi sembra quindi chiaro, una volta e per tutte, che per saperne di più sull’origine, sulla cultura, sul modo di vivere degli Etruschi, dobbiamo praticare altre strade studiare e ricercare altre fonti e mi riferisco in modo particolare alla lingua, all’archeologia e allo studio dei reperti, alla toponomastica,  alla storia scritta, ma anche alle tradizioni orali e popolari.

 

Io, non sono mai stato un fautore delle tesi che fanno affidamento sul DNA per ricercare l’origine  genetica dei popoli antichi, lo si può leggere anche nei miei precedenti articoli, ed in particolare sul mio sito www.paolocampidori.eu nella rubrica “I miei libri”, cliccando sulla copertina del libro “Capire gli Etruschi”.

 

© Copyright: Paolo Campidori

 

Fiesole, 26 ottobre 09

 

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