di Aldo Giovannini
Lo scorso 10 agosto 2026, la piazza di Castelvecchio ha ospitato il concerto conclusivo delle celebrazioni dedicate al patrono San Lorenzo. Una serata molto partecipata, che ha riportato l’attenzione su uno dei luoghi più ricchi di memoria del paese.
Proprio quella piazza, infatti, conserva il ricordo di una tradizione ormai scomparsa, legata a un grande olmo secolare che un tempo cresceva al suo centro. Era conosciuto, nella memoria popolare, come l’Albero degli Sposi.
La tradizione prima del matrimonio
Molti anni fa, secondo quanto tramandato, le coppie che stavano per sposarsi compivano un piccolo rito prima di entrare nella Pieve di San Lorenzo.
I due promessi sposi si prendevano per mano e si fermavano sotto le fronde dell’olmo, pronunciando insieme una filastrocca:
“Questo è l’albero con le foglie,
Voi sarete mia moglie.
Questo è l’albero fiorito,
Voi sarete mio marito.
Giro giro tondo, giro giro tondo…”
Terminato il rito, gli sposi raggiungevano la chiesa passando dal vicolino di Sant’Omobono, per poi partecipare alla cerimonia religiosa.
L’Albero degli Sposi, una memoria di Castelvecchio
Era un gesto semplice, ma profondamente legato alla vita della comunità. L’olmo non rappresentava soltanto un elemento del paesaggio della piazza, ma diventava parte integrante di uno dei momenti più importanti nella vita delle famiglie del paese.
La fotografia attribuita ad A. G. Ungania, risalente al 1904, restituisce oggi una testimonianza preziosa di quella Castelvecchio ormai lontana.
Una piazza che conserva molte storie
Il concerto per San Lorenzo ha così riportato alla memoria un frammento della storia locale che rischierebbe altrimenti di essere dimenticato.
Dietro gli edifici, i vicoli e gli spazi che ancora oggi caratterizzano Castelvecchio si nascondono racconti tramandati per generazioni. Quello dell’Albero degli Sposi è uno di questi: una piccola consuetudine quotidiana appartenente a un mondo scomparso, ma ancora presente nella memoria del paese.
Foto: A. G. Ungania, 1904

