Sabato 22 novembre alle ore 15:00 prenderà il via una nuova edizione della “Camminata rumorosa”, una marcia simbolica e collettiva organizzata dai Comuni di Pelago, Pontassieve e Rufina in occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne.
Un appuntamento ormai atteso, che unisce cittadine e cittadini in un percorso di memoria, consapevolezza e protesta contro ogni forma di abuso e discriminazione di genere. Si parte dal Circolo Arci La Rinascita 72 di San Francesco e si arriva nel cuore di Pontassieve, in Piazza Vittorio Emanuele II, davanti al Municipio.
Il tragitto attraverserà un punto simbolico del territorio: il ponte nuovo dedicato alle vittime di femminicidio, un passaggio che da solo richiama il senso profondo dell’iniziativa. La “Camminata rumorosa” nasce proprio con l’obiettivo di rompere il silenzio, di trasformare la strada in un luogo di denuncia, riflessione e comunità.
Durante il percorso, il silenzio sarà spezzato da rumori creati dai partecipanti – campanacci, tamburi, fischietti – ma anche dalle voci delle letture e degli interventi pubblici che daranno spazio alle storie di chi ha subito violenza, rendendo visibili quelle ferite spesso ignorate o dimenticate.
Tutti i partecipanti sono invitati a portare oggetti per fare rumore e a indossare o mostrare qualcosa di rosso, colore simbolo del contrasto alla violenza sulle donne. Un piccolo gesto individuale che, moltiplicato per decine o centinaia di presenze, assume un significato collettivo fortissimo. Anche chi resta a casa potrà partecipare esponendo qualcosa di rosso alla finestra, per mostrare adesione e vicinanza.
Al termine della camminata, chi lo desidera potrà visitare la mostra “Come fossi una bambola” dell’artista Emanuela Simoncini, allestita presso la Biblioteca Comunale di Pontassieve. Sarà presente la stessa Simoncini per guidare i visitatori attraverso le opere, nate da una riflessione profonda e personale sul tema della violenza di genere. Una tappa artistica e umana che arricchisce ulteriormente il senso della giornata.
L’iniziativa si inserisce all’interno di un calendario di eventi che i tre Comuni del territorio hanno messo in campo durante tutto il mese di novembre. Una mobilitazione diffusa, perché la lotta alla violenza sulle donne non può essere circoscritta a una data sul calendario, ma va rinnovata ogni giorno attraverso gesti, parole, scelte.
In un tempo in cui i numeri del femminicidio restano drammaticamente alti, iniziative come questa diventano fondamentali per creare una cultura del rispetto, della parità e della solidarietà. E lo fanno partendo dal basso, dalle persone, dalle comunità. Perché, come ricorda uno degli slogan delle passate edizioni: “Se non urliamo noi, chi lo farà per loro?”
Sabato 22 novembre non sarà solo una camminata: sarà un atto collettivo di resistenza, di ascolto e di speranza. E, soprattutto, sarà un’occasione per dire insieme che il silenzio non è più un’opzione.


