Domenica 9 novembre, sotto un cielo terso e soleggiato, i Crinali Liberi di Londa hanno dato vita a una partecipata camminata sui crinali dell’Appennino in località Croce ai Mori, per opporsi all’ennesimo progetto eolico industriale a ridosso del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.
Al centro della mobilitazione, la contestazione al progetto presentato lo scorso agosto dalla Hergo Renewables, che propone un impianto eolico proprio al confine del Parco, in un’area di straordinario valore ambientale e storico. Una situazione che ricalca quanto già accaduto con il contestato impianto di Monte Giogo di Villore, sull’Appennino mugellano, i cui lavori stanno procedendo tra le proteste dei cittadini e delle associazioni ambientaliste.
La richiesta è chiara: i comitati e le associazioni della Coalizione Ambientale TESS chiedono da mesi al Sindaco di Londa un’assemblea pubblica per discutere con la cittadinanza le criticità ambientali e sociali legate all’installazione dell’impianto. Dal 26 agosto, la richiesta è rimasta senza risposta.
Nel silenzio delle istituzioni, è cresciuto invece il rumore delle preoccupazioni dei cittadini, che vedono in questi progetti una minaccia ai crinali, alla biodiversità e all’identità del territorio. Da Stia e Pratovecchio, sul versante casentinese, molti si sono uniti al corteo di Londa, attraversando insieme il Sentiero dei Partigiani, in un gesto simbolico che ha intrecciato memoria storica e difesa ambientale.
Il percorso ha toccato Casa Foresta, ai piedi del Monte Falterona, che fu base della Brigata Sinigaglia durante la Resistenza. Qui si è ricordato Sirio Ungherelli, partigiano che lega Londa alla lunga storia di lotta delle montagne del Parco. Un passato che continua a vivere nei luoghi teatro delle stragi nazifasciste – Castagno d’Andrea, Vallucciole, Molin di Bucchio, Badia Prataglia – e che oggi rischia di essere compromesso da scelte imposte senza il coinvolgimento delle comunità locali.
I crinali dell’Appennino, oltre al loro valore storico, sono un patrimonio ambientale riconosciuto: ecosistemi tra i meglio conservati in Europa, oggetto di studi e progetti del CNR, e recentemente al centro di nuovi investimenti del Parco. Le foreste dell’area sono note per i loro benefici terapeutici e ambientali, risorse preziose per il benessere delle generazioni attuali e future.
I comitati sottolineano l’urgenza di un confronto aperto e trasparente sul futuro dei territori montani: «Non si può continuare a sacrificare zone di alto valore naturalistico per progetti calati dall’alto. Serve ascolto e partecipazione. Chiediamo che venga valutato un possibile ampliamento dei confini del Parco Nazionale, anche alla luce dei finanziamenti disponibili e della necessità di tutelare il benessere della comunità di Londa».
La camminata si è conclusa con la rilettura dell’articolo 9 della Costituzione, che tutela il paesaggio, l’ambiente e la biodiversità, richiamando la responsabilità verso le generazioni future. Un richiamo alla legalità costituzionale, ma anche un atto di resistenza civile, nel segno della memoria e della cura dei luoghi.
I cittadini invitano tutti a firmare e condividere la petizione per la difesa dei crinali dell’Appennino, visibile al seguente link:
https://www.openpetition.eu/…/per-la-difesa…


