Boccascena ricorda Roberto Nazio sabato 13 a Polcanto

Quest’anno ci sarà un evento speciale a Boccascena il Festival delle Frazioni/artisti della montagna, IL MEMORIAL ROBERTO NAZIO un evento con due spettacoli per ricordare una persona a noi cara che ci ha accompagnati sempre e con entusiasmo in questi anni di Festival, Roberto Nazio, appunto.

 

 

Il primo appuntamento sarà questo fine settimana, SABATO 13 LUGLIO ore 21:15 a Polcanto in piazza Don Sazzini con lo storytellyng “THE POWER OF WOMAN, il mondo scritto e cantato dalle donne” di e con la cantante Eleonora Vittorini Orgeas e il compositore Gianluca Sibaldi, noto ai più per essere l’autore delle colonne sonore dei film di L. Pieraccioni. Questo Storytelling, che è al suo debutto, attraverso musiche completamente riarrangiate, racconterà alcune tra le più celebri cantanti internazionali che sono state, non solo interpreti, ma anche autrici dei propri brani. Dagli anni ’70 fino agli anni ‘2000, da Madonna fino ad Adele passando per Annie Lennox, Norah Jones e molte altre, verranno portati in scena non solo complessi universi emotivi ma anche importanti temi sociali. Inoltre, ogni brano verrà accompagnato dalla proiezione di un dipinto realizzato ad hoc dall’artista E. Vittorini Orgeas, per rendere l’atmosfera eclettica e immersiva.

DOMENICA 14 LUGLIO ore 21:15 a FALTONA in loc. La brocchi 24 sarà la volta dello spettacolo IL MIO AMICO CANE regia di Marco Paoli, con Marco Paoli e Daniele Locchi. Lo spettacolo è uno spaccato del disagio delle periferie urbane. Due personaggi provenienti da mondi opposti incrociano le loro vite in una apparentemente tranquilla mattina domenicale. L’azione si svolge in un parco, in prossimità di uno zoo. Uno di loro, Marco, è alla disperata ricerca di un contatto umano, di qualcuno disposto ad ascoltare quello che ha da dire. Una catapecchia è la sua dimora, un carosello di varia umanità disperata sono i suoi vicini. Un cane nemico e una padrona di casa lasciva fanno parte del suo universo. E’ inoltre mosso da una disperata, definitiva intenzione. L’altro, Pietro, si trova li alla ricerca di alcune ore di pace, in compagnia del suo libro, lontano dalla quotidianità che attanaglia la sua vita. Una famiglia tradizionale, un lavoro ripetitivo, gatti e pappagalli, un giardino, questa è la sua vita. Il fulcro di tutto è una panchina del parco. Una panchina che è per Pietro un oasi felice. Per Marco invece è un pretesto. E’ l’elemento di disequilibrio su cui far leva per arrivare all’esito da lui sperato. I due parlano e si confrontano. In una scrittura a volte scarna e diretta altre volte imponente e piena di richiami, si snocciola la trama. Lo spettatore entra in contatto con due mondi conosciuti ma descritti in modo particolare. La città e la sua periferia è di contorno ad una vicenda piena di disperata umanità. L’esito è sorprendente e spiazzante. La catarsi è irrevocabile.

La regia punta tutto sulla forza delle parole. La scena quasi inesistente non distrae dalla una drammaturgia che punta diritto al cuore della narrazione. Luci di taglio a sottolineare e avvalorare le dinamiche e le tensioni tra i personaggi. Una recitazione a tratti sincopata a tratti realistica e diretta, conduce lo spettatore in un mondo fatto di diversi disagi.

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