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Barberino e Pesaro uniscono le forze nel nome di Giuliano Vangi

di Leonardo Romagnoli

Barberino di Mugello e Pesaro rafforzano il loro legame nel nome di Giuliano Vangi, artista che ha lasciato un segno profondo in entrambe le città. I due Comuni hanno firmato un protocollo d’intesa per collaborare su cultura, turismo e valorizzazione delle rispettive identità territoriali, con un percorso condiviso che guarda anche alle eccellenze agroalimentari.

La firma è arrivata in una data simbolica, il 13 marzo, giorno del 95° anniversario della nascita del Maestro. Un passaggio dal forte valore istituzionale e culturale, che mette nero su bianco una collaborazione pensata per durare nel tempo.

Un accordo tra due città legate dallo stesso artista

L’intesa punta a costruire una strategia comune tra Toscana e Marche, con progetti capaci di mettere insieme patrimonio artistico, promozione turistica e sviluppo locale. Al centro c’è la figura di Giuliano Vangi, nome che rappresenta un punto di contatto naturale tra i due territori.

Da una parte c’è Barberino di Mugello, dove l’artista nacque il 13 marzo 1931 e dove trascorse i primi anni della sua vita. Dall’altra c’è Pesaro, città in cui insegnò negli anni Cinquanta, dove si trasferì negli anni Sessanta e dove consolidò una parte importante del suo percorso umano e professionale.

La scomparsa del Maestro, avvenuta il 26 marzo 2024, ha reso ancora più evidente il valore di questa eredità condivisa.

Il legame di Vangi con Barberino

Per Barberino di Mugello, Vangi non è soltanto un nome di rilievo nel panorama artistico italiano. È una presenza concreta, visibile in luoghi simbolici del paese.

Tra le opere donate alla comunità ci sono “Donna con il vestito di lana”, accompagnata da disegni e grafiche conservati alla Biblioteca comunale E. Balducci, “Ragazzo con il Giubbotto”, collocato all’esterno del Teatro comunale B. Corsini, e “Tecla”, presente all’interno del Palazzo comunale.

Segni tangibili di un rapporto rimasto vivo nel tempo, nonostante gli anni trascorsi lontano per studio, ricerca e lavoro.

Pesaro e il museo in arrivo

Anche Pesaro custodisce una parte decisiva della storia del Maestro. Qui Vangi insegnò all’Istituto d’Arte locale negli anni Cinquanta, poi scelse di vivere stabilmente in città. Nel tempo contribuì ad arricchire sia le collezioni civiche sia lo spazio urbano con le sue opere.

Uno dei punti più concreti dell’accordo riguarda proprio la nascita di due musei dedicati a Giuliano Vangi, uno a Pesaro e uno a Barberino. A Pesaro il museo sarà ospitato a Palazzo Mazzolari Mosca, al termine dei lavori di restauro e rifunzionalizzazione. A Barberino, invece, il progetto prenderà forma in un immobile concesso da privati e attualmente in fase di ristrutturazione.

Cultura, scuole e turismo condiviso

Il protocollo non si limita alla memoria del Maestro. I due enti si impegnano a lavorare su programmi di lungo periodo e su iniziative comuni dedicate all’arte contemporanea, con un’attenzione specifica rivolta a giovani e scuole.

Prevista anche l’organizzazione di calendari coordinati di eventi, con l’obiettivo di mettere in rete le risorse artistiche, storiche e naturalistiche dei due territori. Il senso dell’accordo è chiaro: non due realtà separate che si promuovono da sole, ma due città che scelgono di presentarsi insieme, valorizzando ciò che le unisce.

Turismo e identità locali

Un altro asse centrale dell’intesa riguarda il turismo. Barberino e Pesaro vogliono sviluppare politiche turistiche comuni rivolte a pubblici diversi, dal turismo culturale a quello slow, fino ai percorsi per famiglie e agli itinerari legati alla natura.

La promozione sarà pensata in modo unitario, anche su scala nazionale e internazionale, con il coinvolgimento di distretti turistici, sistemi territoriali e reti tematiche. Accanto all’arte, spazio anche alle eccellenze agroalimentari, considerate parte integrante dell’identità locale e dell’offerta complessiva.

Un’intesa che guarda avanti

L’accordo tra Comune di Barberino di Mugello e Città di Pesaro nasce da una figura simbolica, ma va oltre l’omaggio a Giuliano Vangi. Il protocollo apre infatti a un modello di collaborazione che mette insieme cultura, territorio e promozione, provando a trasformare una memoria condivisa in un progetto concreto.

Per le due comunità si tratta di un passaggio significativo, perché unisce radici, patrimonio e visione futura in un unico percorso.

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