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Valle dell’Acerreta a Marradi – Kiwi sotto pressione: raccolta osservata speciale

di Leonardo Romagnoli

Nella Valle dell’Acerreta, nel territorio di Marradi, torna l’attenzione su una delle colture più diffuse dell’Alto Mugello, il kiwi. Il comparto resta esposto a più fattori di rischio, tra eventi climatici estremi e criticità che negli ultimi anni hanno colpito la produzione anche su scala nazionale.

Il precedente delle gelate

Il punto di partenza resta quanto accaduto nel 2023, quando una gelata tardiva ha messo in difficoltà diverse aziende agricole della zona. In almeno un caso si è arrivati a stimare fino all’80% della produzione compromessa.

Un dato che ha lasciato un segno concreto sul territorio e che ancora oggi pesa nella valutazione della stagione produttiva. La vulnerabilità dei frutteti, già emersa allora, non è stata completamente riassorbita.

Un’area strategica per il kiwi

La Valle dell’Acerreta non è una realtà marginale. La presenza di aziende specializzate nella produzione di kiwi è consolidata e monitorata anche a livello regionale, l’unica in Alto Mugello. Questo spiega perché ogni anomalia venga seguita con attenzione, sia sul piano climatico sia su quello fitosanitario.

Qui il kiwi rappresenta una componente importante dell’economia agricola locale, con una diffusione significativa lungo la valle del torrente Acerreta.

La pressione della moria del kiwi

Oltre alle criticità locali, si aggiunge un problema più ampio che riguarda tutto il comparto. La cosiddetta batteriosi del kiwi, continua a incidere sulla produzione nazionale, provocando perdite consistenti.

Il fenomeno è legato al rapido deterioramento dell’apparato radicale delle piante, con effetti che portano nel giro di poco tempo al collasso delle coltivazioni colpite. Una dinamica che rende il settore più fragile anche in territori dove la produzione è storicamente radicata.

Raccolta 2026, il quadro attuale

Al momento non risultano dati ufficiali che certifichino una compromissione della raccolta 2026 nella Valle dell’Acerreta. Il quadro resta quindi aperto, senza conferme su eventuali danni estesi. I produttori comunque hanno già attivato gli impianti antibrina.

Quello che emerge è piuttosto un contesto da monitorare, in cui si sommano più elementi di incertezza, la memoria delle gelate recenti, l’instabilità climatica e le difficoltà strutturali del comparto.

Un settore da seguire

Parlare oggi di kiwi nella valle significa muoversi su un equilibrio delicato. Le aziende restano operative, ma il margine di rischio è aumentato rispetto al passato per cui un’attenzione importante da parte delle Istituzioni deve essere data.

L’attenzione resta alta tra gli operatori, in attesa di capire come evolverà la stagione. Non ci sono al momento segnali definitivi, ma il settore continua a essere osservato con cautela. Intanto i coltivatori si preparano ad altre notti di preoccupazioni per i loro raccolti perchè il meteo, non promette niente di buono.

Impianto anti brina in azione

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