di Aldo Giovannini
La notizia della scomparsa, alla bella età di 92 anni, di don Bruno Malavolti, amato e stimato parroco per tantissimi anni della chiesa Abbaziale di Santa Maria Nascente di Crespino sul Lamone, in comune di Marradi, e successivamente parroco anche della vicina chiesa San Pietro a Casaglia, in comune di Borgo San Lorenzo, ci ha alquanto addolorati.
Al di là della sua vita pastorale, in seno al suo ministero ecclesiale, don Bruno si è sempre distinto come infaticabile organizzatore della giornata in memoria dei 44 crespinesi, compreso l’allora parroco don Trioschi, uccisi nel luglio del 1944 da una rappresaglia tedesca in piena seconda guerra mondiale.
Fondatore dell’Associazione “Onorcaduti”, unitamente ad altri solerti abitanti di Crespino, la terza domenica di luglio Crespino sul Lamone si poneva all’attenzione di tutto il territorio fiorentino nell’allestire ed organizzare la commovente cerimonia “In Memoriam” di tutti quei poveretti massacrati innocentemente, nello spazio antistante il Mausoleo dove sono sepolti, opera architettonica del Prof. Mario Bini di Borgo San Lorenzo.
Lo scrivente di queste note, che ha dei bei ricordi di Crespino, fu presente per la prima volta a questa cerimonia nel lontano 1958 e, da allora, salvo rarissime eccezioni per ragioni giornalistiche, non siamo mai mancati, saldando una profonda amicizia con don Bruno, che non è mai venuta meno; così anche quando, nel mese di agosto, con la collaborazione degli alpini, eccolo a ricordare con tutta la popolazione e le autorità competenti i caduti di Casaglia nella prima e nella seconda guerra mondiale.
Era una persona gioviale, attiva, restaurò la sua chiesa, fece costruire il piccolo campo sportivo, oltre ad un oratorio per i bambini; insomma, don Bruno ha speso davvero bene la sua quasi secolare vita di amato parroco.
Moltissime persone alle sue esequie, celebrate da Monsignor Marco Toso, Vescovo di Faenza e Modigliana, unitamente ad altri sacerdoti.
Negli ultimi anni questa alpestre frazione appenninica (come purtroppo tanti altri piccoli paesini) ha perso tante cose di vita sociale, come la bottega, il bar, l’ufficio postale; molti si sono poi trasferiti e, con la morte di don Bruno, viene a mancare una pietra miliare della vita sociale e cristiana del paese.
Rimangono ovviamente gli amici, con Irene Alpi in testa al comitato “OnorCaduti”, per continuare e perpetuare una pagina di storia che Crespino sul Lamone non può assolutamente dimenticare.
Don Bruno è stato sepolto nel piccolo cimitero di Crespino, in mezzo, come si dice in gergo, al suo “popolo”, che tanto ha amato nella sua lunghissima esperienza pastorale.
Ciao caro don Bruno!
Foto di copertina
Don Bruno con alcuni giovanissimi di Crespino



(Foto Luva Pieri – Aldo Giovannini)

