Un futuro per il Mugello

Un futuro per il Mugello

Quale futuro per il Mugello? Quali prospettive per i giovani? A queste domande doveva rispondere il convegno organizzato  a Borgo san Lorenzo da varie associazioni professionali analizzando come la nuova attenzione alle Aree Interne possa portare ad una valorizzazione e sviluppo del territorio.

Il Convegno si proponeva in continuità con quello organizzato nel 2019 e non mi sembra abbia disegnato passi avanti significativi anche se in questo lasso di tempo sono stati approvati atti che dettano alcune linee di possibile sviluppo del territorio del Mugello. L’approvazione del Piano Strutturale Intercomunale, il Distretto Rurale e il documento Mugello 2030 che è stato più volte richiamato ma di cui non è stata valutata la reale possibilità di attuazione.
Grande spazio ha poi occupato la riflessione sulla Faentina come collegamento principale tra il Mugello e la Città di Firenze con proposte progettuali interessanti ma non so quanto realizzabili.
Non potevano mancare i riferimenti al PNRR e ai finanziamenti che interessano vari comuni del territorio  per interventi che vanno dagli immobili culturali all’edilizia pubblica.

Assistendo al convegno ho però avuto la sensazione che in molti interventi il Mugello fosse ridotto a due comuni ovvero Borgo san Lorenzo e Scarperia e San Piero con una coda su Vicchio e un accenno a Barberino per la presenza del lago di Bilancino (su cui esiste un progetto di paesaggio della Regione Toscana). L’alto Mugello (che per la norma è la vera Area interna) ha rivestito un ruolo molto marginale mentre dovrebbe essere quello su cui concentrare le maggiori risorse provenienti dal programma nazionale per mantenere servizi e impedire lo spopolamento.

Il tema dell’agricoltura è stato affrontato  con una relazione sui  primi dati diffusi da Istat del 7° censimento da cui è emerso come dato nazionale una perdita del 27% degli addetti e del 30% delle aziende  ma solo un 2% della Sau con però il 64% di aziende che hanno meno di 5 ettari e il 93% che hanno una gestione individuale e familiare. Ancora non sono disponibili i dati dettagliati sul Mugello, ma una riflessione su come il Distretto Rurale può aprire  nuove opportunità per questo settore sarebbe stata opportuna perché quella fatta dall’Unione si configura come una scelta strategica che vorrebbe avere ricadute economiche e occupazionale per un comparto considerato di qualità (non a caso si parla anche di distretto biologico).Anche in questa occasione ci si è dimenticati del ruolo del Gal sia come soggetto referente del distretto sia come un’unica agenzia di sviluppo che redige una strategia di sviluppo finanziata dal PSR. Una presenza che sarebbe stata ancora più importante in un periodo che precede la nuova programmazione 2020/27.

Sulla mobilità si sono dette le stesse cose di tre anni fa con l’aggravante che qualcuno ha pensato di  tirare fuori il progetto di una bretella autostradale Barberino – Incisa che , per fortuna, è stata consegnata agli archivi della storia dati i costi ambientali e finanziari che comporterebbe. Non si riesce a completare la variante alla 67 che ad oggi avrebbe un costo di 120 milioni e qualcuno pensa ad un’opera da 8/10 miliardi di euro che dovrebbe essere tutta in galleria?
A sentire alcuni relatori la Faentina funziona benissimo e il servizio si potrebbe raddoppiare inserendo anche una corsa diretta Borgo – Firenze senza fermate (28 minuti). Dal punto di vista infrastrutturale è stata avanzata la proposta di una nuova Galleria Caldine Fontebuona o anche Vaglia al costo di 15 milioni a Km per un totale di 70 milioni(visto l’andazzo delle opere pubbliche in Italia si tratta di un costo che potrebbe anche triplicare) che dovrebbe finanziare la Regione Toscana. Se poi la Faentina dovesse raggiungere i 10.000 passeggeri giorno per senso di marcia potrebbe essere valutata l’intersezione con la linea Av o addirittura la fermata. Allora perché non una fermata a san Pellegrino (Firenzuola è Mugello?)?
Se si avverasse un’ipotesi del genere (e non potremmo che esserne contenti)vorrebbe dire che le ipotesi progettuale su cui si è costruita la linea nuova AV erano sbagliate e avevano ragione coloro che la criticavano  a vantaggio di un quadruplicamento sulla linea esistente.

Il famoso documento Mugello 2030 a cui si è fatto riferimento in vari interventi presenta aspetti che richiederebbero un approfondimento che invece in questi anni non è stato fatto  e neppure in questo convegno. MI riferisco, ad esempio,   alla creazione di un collegamento con tramvia leggera tra Ferrovia Faentina, casello autostradale e autodromo “ dotando così il territorio di un sistema ferro-tramviario che permette di raggiungere tutti servizi e le infrastrutture presenti sia per i residenti che per i turisti e pendolari”. Il modello indicato è quello del “people mover” che ha costi simili a quelli dell’alta velocità ( almeno in Italia). Il people mover di Pisa che non è nemmeno 2 km è costato 71 milioni di euro quello di Bologna 5 km 129 milioni. Per il progetto indicato per il Mugello ci vorrebbero più di 500 milioni di euro vista la morfologia del territorio (prezzi 2020). Ha senso tutto questo? Come si inserisce il progetto Cafaggiolo nel contesto dello sviluppo infrastrutturale mugellano?(QUI)(QUI)

La mobilità si può sempre migliorare ma spesso i problemi sono dovuti all’inserimento nell’area urbana ( che saranno aggravati dallo scudo verde) e non è vero che questo impedisce di scegliere il Mugello come luogo di residenza. Ormai, lo hanno ricordato alcuni interventi, il basso Mugello in particolare si può considerare come facente parte della  cintura metropolitana e quindi appetibile per costi  immobiliari molto più contenuti rispetto alla piana, una migliore  qualità ambientale e una presenza di servizi diffusi . In questo poi la digitalizzazione con la possibilità di lavorare da casa è un ulteriore elemento positivo (potenziando ovviamente la rete su tutto il territorio urbano e rurale).

Ci sono problemi immediati a cui si possono dare risposte dai costi finanziari abbastanza contenuti a partire dalla Faentina (in attesa dei nuovi treni di cui si è detto anche nel convegno): Rispetto degli orari, aggiunta di corse per coprire fasce oggi senza  treni (dalle 9,32 si va alle 12,32 oppure la sera dopo le 20,40), sperimentazione di alcune corse dirette, rivitalizzazione delle stazioni per servizi ai pendolari ma anche come luoghi di aggregazione e accoglienza turistica .
In attesa della nuova gara per il trasporto locale in Mugello e Valdisieve analizzare la situazione del trasporto su gomma per potenziarne i collegamenti interni al territorio(anche verso le aree più marginali), verso le aree produttive e in rapporto al trasporto ferroviario ( ancora oggi ci sono decine di autobus che partono dalla stazione di Borgo vuoti perchè non c’è la possibilità di utilizzare il bus con il biglietto o l’abbonamento del treno).
Bisogna superare l’idea di considerare il Mugello come una zona sottosviluppata o marginale (anche se vi sono differenze spesso consistenti fra comune e comune) perché il nostro territorio è ricco di eccellenze non solo in campo agricolo ma anche manifatturiero e culturale, con una forte attrattiva turistica dovuta alla vicinanza con Firenze che deve solo essere valorizzata in un rapporto di reciprocità tra città e campagna.

Leonardo Romagnoli
20.11.22

One thought on “Un futuro per il Mugello

  1. Riscontro con molto piacere, che ha seguito con attenzione tutto il convegno.
    Mi preme evidenziare che abbiamo organizzato questa iniziativa per avviare un confronto sul tema dello sviluppo sottolineando che, a nostro avviso, la priorità è quella di “avvicinarsi ” a Firenze che si può ottenere solo con un potenziamento e velocizzazione del servizio Fs sulla faentina e con servizi estesi al sabato, la domenica e dopocena.
    Potevamo sicuramente fare di più e meglio ma riflettiamo sul fatto che è la prima volta che soggetti qualificati e competenti che hanno rivestito ruoli apicali nelle ferrovie, hanno sviluppato delle ipotesi progettuali che possono, nel tempo, permettere di trasformare la faentina in una metropolitana .
    Del servizio su gomma dei centri più lontani non ne abbiamo parlato ma questo è un tema fondamentale che dovrà essere affrontato nell’ambito di uno studio preliminare di sistema poiché altrimenti neppure la linea faentina come metropolitana può essere sostenibile.
    Con spirito di servizio sono intervenuti anche Ricercatori ,Docenti e Urbanisti altamente qualificati che si sono anch’essi impegnati su temi a noi cari e utili all’intera nostra comunità.
    Pertanto volentieri il confronto e il vostro intervento è un utile e importante contributo.
    Il Comitato Sviluppo del Mugello pur essendo costituito da cittadini con competenze professionali è aperto a tutti coloro che intendono collaborare per rendere più complete le proposte di sviluppo e per favorire maggiormente il coinvolgimento della cittadinanza alle scelte del loro futuro e con particolare attenzione a quello dei giovani.

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