
COME E PERCHE’ COSTRUIRE UN CONTRATTO DI FIUME PER IL SANTERNO
La situazione attuale
Il reticolo dei corsi d’acqua che alimenta il fiume Reno nasce in Toscana. Nel territorio del Comune di Firenzuola si trovano le sorgenti di Santerno, Sillaro ed Idice, gli affluenti orientali.
Eventi climatici estremi, succedutisi in tempi recenti, hanno prodotto evidenti mutamenti sulla morfologia dei corsi d’acqua nel tratto montano al punto di suggerire interventi complessi e coordinati lungo l’asta fluviale.
La contingente situazione economica ed istituzionale condiziona profondamente i consolidati modelli di intervento delle Istituzioni Competenti.
Le politiche finanziarie orientate verso la revisione della spesa pubblica comportano una progressiva riduzione delle risorse a disposizione degli Enti Locali. Questi pertanto devono attivarsi autonomamente per recuperare finanziamenti sul proprio territorio e per il proprio territorio coinvolgendo le realtà economiche e sociali presenti su di esso.
Relativamente alla possibilità di destinare risorse per la gestione del bacino fluviale e del bacino idrografico – specificatamente per quanto attiene le competenze in capo alle Provincie – si aggiungono le problematiche connesse con la soppressione delle stesse ed il conseguente passaggio di funzioni e competenze all’Area Metropolitana.
Nel contempo, i tradizionali schemi di intervento pubblico (programmazione e gestione ) sul reticolo fluviale, scontano le carenze della normativa di settore che ha abolito le Autorità di Bacino senza trasferire effettivamente le competenze ai neo istituiti Distretti Idrografici. Per quanto riguarda i corsi d’acqua Tosco Romagnoli, è in itinere un trasferimento di competenze dal Distretto Idrografico dell’Appennino settentrionale (ex Autorità di Bacino dell’Arno) al Distretto Idrografico Padano (ex Autorità di Bacino del Po).
Lo sbocco a queste incertezze contempla l’attuazione di politiche intersettoriali, di integrazione tra i vari livelli di governo del fiume, di partecipazione dei cittadini alle decisioni che li coinvolgano.
Prtecipazione e sussidiarietà
Allo schema consolidato. per cui davanti ad una diminuzione del trasferimento di risorse dal centro al territorio si fa fronte con un aumento della tassazione locale, si prospetta una alternativa in termini di governance partecipata delle comunità rivierasche. Allo schema “paghi le tasse locali – ricevi servizi” si contrappone: “ negoziamo le priorità del territorio – si concorre in termini di partecipazione e sussidiarietà “
L’assunto di base è che le politiche pubbliche, per poter produrre effetti significativi sul territorio, devono attivare azioni volte a coinvolgere l’utenza attraverso forme di partecipazione e concertazione.
I presupposti.
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La partecipazione dei Cittadini
E’ una costante nelle direttive Europee che individuano 2 principali soggetti da coinvolgere nel processo di partecipazione:
Il pubblico: una o più persone fisiche o giuridiche, secondo la normativa o la prassi nazionale, e le loro associazioni, organizzazioni o gruppi.
I portatori di interesse: qualsiasi persona, gruppo o organizzazione con un interesse in una questione, sia perché direttamente coinvolta, sia perché in grado di avere una qualche influenza sugli esiti. Tra i portatori di interesse è necessario comprendere coloro che ancora non sono consapevoli del fatto che subiranno gli effetti di una problematica, ovvero la maggior parte dei singoli cittadini e molte società o ONG di piccole dimensioni.
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Unitarietà territoriale
Il bacino idrografico è l’ambito territoriale nel quale si esplicano le azioni. L’acqua scende dalla sorgente al mare, le Comunità che si affacciano sul corso d’acqua , devono avere la consapevolezza che il fiume è al tempo stesso risorsa e problema e per questo va considerato e gestito complessivamente perché ogni attività in un posto qualunque può condizionare chi si trova a valle. Costoro a loro volta, devono sostenere le azioni di chi, a monte, conserva le condizioni per in mantenimento di standard qualitativi negoziati.
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Unitarietà di governance
La partecipazione dei soggetti, istituzionali o che concorrono con funzioni di sussidiarietà ed integrazione deve garantire una visione di insieme ed una capacità di azione locale efficace. Esprimere la capacità di saper integrare diverse politiche settoriali. Valutare ed indirizzare le ricadute positive e negative delle diverse azioni perseguite.
I contenuti
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La qualità dell’acqua di superficie e di falda (sotterranea)
Giunti ormai alla scadenza temporale della Direttiva 2000/60/CE possiamo considerare che gli obiettivi posti dalla Direttiva – 2^ classe di qualità / Buono – siano stati perseguiti. Le azioni da attuarsi devono garantire il mantenimento del livello acquisito e tendere al raggiungimento della 1^ classe / Ottimo.
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Rischio inondazioni
L’oggetto ricade nella azioni previste dalla Direttiva Alluvioni 2007/60/CE. Entro il 2015 la Direttiva prevede l’adozione delle mappe di rischio idraulico.
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La promozione del territorio.
Un ambito territoriale caratterizzato da una elevata qualità delle acque e da un alto livello di sicurezza idraulica, ha raggiunto i presupposti per essere proposto e promosso come meritevole di essere visitato e frequentato.
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La qualità dei prodotti e dei servizi.
Il contesto ambientale di qualità che richiama visitatori deve offrire prodotti e servizi di qualità. Vanno pertanto sviluppate le attività economiche ed il turismo recuperando le tradizioni e le produzioni agricole di eccellenza. Gradualmente il livello e l’estensione dei servizi vanno ampliate. Si individuano i target di utenza compatibili con la protezione e la valorizzazione del patrimonio naturale.
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Informazione e sensibilizzazione
Il confronto nell’ambito del tavolo di negoziazione dovrà portare a:
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Valorizzazione delle conoscenze locali
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Valorizzazione delle competenze e professionalità locali
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Riduzione dei conflitti (potenziali / eventuali)
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Attivazione di sinergie ed economie di scala
Metodo
La Regione Toscana, con Legge regionale 2 agosto 2013, n. 46 “Dibattito pubblico regionale e promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali”, propone il coinvolgimento dei Cittadini ai processi di elaborazione delle politiche regionali e locali.
Analogamente la Regione Emilia-Romagna con Leggere regionale 9 febbraio 2010 n. 3 ha attivato un analogo processo.
Tutto questo si inquadra nel più ampio quadro legislativo della Comunità Europea. Il Programma “Europa per i cittadini 2014 – 2020” promuove la partecipazione attiva dei cittadini europei e delle associazioni della società civile alla vita democratica dell’Unione Europea ed al dibattito su questioni di interesse generale dell’Unione.
Un’azione comune delle Comunità rsidenti lungo il corso del Santerno, sia in Toscana che in Emilia-Romagna, per attivare un processo di riqualificazione del Santerno in un’ottca di sostenibilità è dunque possibile.
Con la promozione di un Contratto di Fiume si intende attuare il passaggio da politiche di tutela dell’ambiente a più ampie politiche di gestione delle risorse paesistico-ambientali, agendo in molteplici settori. Ciò comporta la sottoscrizione di un accordo che permetta di adottare un sistema di regole in cui i criteri di utilità pubblica, rendimento economico, valore sociale, sostenibilità ambientale intervengano in modo prioritario nella ricerca di soluzioni efficaci per la riqualificazione di un bacino fluviale.
Normativa Comunitaria
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Direttiva 2000/60 – Quadro per l’azione comunitaria in materia di acque
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Direttiva 2006/118 – Protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento
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Linee guida
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Updated 2004-2005 Reporting sheets – This document provides the final draft of the structure and content of the monitoring reporting sheets specifying the reporting requirements for the Commission in the context of monitoring programmes to be reported in March 2007.
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Reporting Sheets for Reporting Monitoring Requirements – The 2004-2005 reporting sheets were agreed for the purpose of the electronic reporting in WISE linked to obligations under article 3 and article 5 of the WFD1.
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2010 Reporting sheets – According to the mandate for Working Group D, the guidance for reporting the river basin management plans (RBMP) needed to be prepared by mid-2007.
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Consolidated Reporting Guidance – Common Implementation Strategy for the Water Framework Directive (2000/60/EC)
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Direttiva 2008/105 – Standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive del Consiglio 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE e 86/280/CEE, nonché modifica della direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
Normativa di riferimento Nazionale
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D. Lgs. 152/06 – Norme in materiale ambientale
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Legge 13/09 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, recante misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell’ambiente
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DM 131/08 – Regolamento recante i criteri tecnici per la caratterizzazione dei corpi idrici (tipizzazione, individuazione dei corpi idrici, analisi delle pressioni) per la modifica delle norme tecniche del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152
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D.Lgs. 4/2008 – Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale.
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D.M. 17/07/2009 – Individuazione delle informazioni territoriali e modalità per la raccolta, lo scambio e l’utilizzazione dei dati necessari alla predisposizione dei rapporti conoscitivi sullo stato di attuazione degli obblighi comunitari e nazionali in materia di acque.
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Decreto 56/09 – Criteri tecnici per il monitoraggio dei corpi idrici e l’identificazione delle condizioni di riferimento per la modifica delle norme tecniche del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante Norme in materia ambientale, predisposto ai sensi dell’articolo 75, comma 3, del decreto legislativo medesimo.
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D.Lgs. 30/2009 – Attuazione della direttiva 2006/118/CE, relativa alla protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento. (09G0038)



