Le difficoltà dei collegamenti ferroviari tra Mugello, Val di Sieve e Firenze non possono più essere affrontate come una serie di emergenze isolate. L’Ordine degli Ingegneri della provincia di Firenze chiede un piano con interventi, tempi e obiettivi verificabili, guardando anche alle opportunità che potrebbero aprirsi con il nuovo assetto ferroviario del capoluogo e il sottoattraversamento dell’Alta Velocità.
La posizione arriva dopo la lettera con cui i sindaci del Mugello e della Val di Sieve hanno chiesto l’intervento del prefetto nei confronti di Rfi e Trenitalia. Un’iniziativa giudicata positivamente da Marco Moricci e Fiorenzo Martini, coordinatori rispettivamente della commissione territoriale Mugello e Val di Sieve e della commissione Trasporti dell’Ordine.
Faentina e Val di Sieve, il nodo dei disservizi
Secondo i due coordinatori, quanto accade sulla Faentina e sulla Firenze-Pontassieve-Borgo San Lorenzo ha ormai assunto caratteristiche strutturali.
Ritardi, cancellazioni, guasti, limitazioni della circolazione e ricorso agli autobus sostitutivi incidono quotidianamente sugli spostamenti di chi dal territorio deve raggiungere Firenze per lavoro o studio.
“Le criticità della Faentina e della linea Firenze-Pontassieve-Borgo San Lorenzo non possono più essere considerate una semplice successione di disservizi”, sostengono Moricci e Martini.
Il deragliamento di Dicomano e le limitazioni per il caldo
Nel quadro tracciato dall’Ordine rientrano anche due problemi emersi durante l’estate. Marco Moricci richiama il deragliamento avvenuto nei pressi di Dicomano il 29 giugno e le limitazioni alla circolazione introdotte nei periodi caratterizzati dalle temperature più elevate.
Elementi che, secondo il coordinatore, impongono di guardare non soltanto ai convogli, ma anche alle condizioni dell’infrastruttura, alla manutenzione e alla capacità della rete di affrontare condizioni climatiche più severe.
Per l’Ordine è necessario intervenire sull’affidabilità e sulla sicurezza senza limitarsi alla gestione delle singole emergenze.
La richiesta: tempi, responsabilità e risultati verificabili
Gli ingegneri chiedono innanzitutto un quadro trasparente sullo stato delle infrastrutture e dei treni, insieme a un programma che indichi chiaramente priorità e tempistiche.
Tra i punti sollevati c’è anche la necessità di verificare l’avanzamento degli investimenti già finanziati. Gli obiettivi sul servizio dovrebbero inoltre essere misurabili, soprattutto per puntualità, regolarità e gestione delle situazioni di emergenza.
Per Marco Moricci, a questi parametri devono corrispondere “scadenze e responsabilità precise”.
Alta Velocità a Firenze, quale occasione per il Mugello
Lo sguardo dell’Ordine si sposta quindi sul futuro della rete ferroviaria fiorentina. Il completamento del sottoattraversamento dell’Alta Velocità di Firenze potrebbe liberare capacità sulla rete di superficie, creando spazio per una riorganizzazione dei servizi regionali e metropolitani.
Secondo Fiorenzo Martini, la programmazione dovrebbe partire prima che le nuove infrastrutture entrino pienamente in funzione.
“La liberazione di capacità sulla rete di superficie potrà consentire di rafforzare i collegamenti regionali e metropolitani”, osserva Martini, indicando il Mugello tra gli assi sui quali sarebbe possibile intervenire.
Faentina dentro una rete metropolitana
Una delle ipotesi indicate riguarda proprio la linea Faentina, che potrebbe entrare in un sistema più ampio di mobilità metropolitana.
L’Ordine prospetta collegamenti cadenzati verso San Piero a Sieve e Borgo San Lorenzo, con successive prosecuzioni nel Mugello. Per la Val di Sieve viene invece indicata la necessità di una maggiore integrazione con la rete fiorentina, lavorando su frequenze, coincidenze e interscambi.
L’obiettivo, precisa Martini, non sarebbe semplicemente mettere più treni sui binari, ma arrivare a un’offerta coordinata e maggiormente affidabile.
Un tavolo tra Regione, Rfi, Trenitalia e Comuni
Per trasformare queste prospettive in un progetto concreto, l’Ordine degli Ingegneri propone un confronto tra Rfi, Trenitalia, Regione Toscana e Comuni.
Il percorso dovrebbe occuparsi contemporaneamente delle criticità attuali e della configurazione futura del servizio ferroviario. Nel ragionamento vengono comprese anche le infrastrutture collegate alle stazioni, a partire dai parcheggi.
Il punto centrale è anticipare le decisioni: quando la rete fiorentina avrà a disposizione nuove capacità, secondo gli ingegneri, il progetto per i collegamenti con Mugello e Val di Sieve dovrebbe essere già definito.

