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Tre progetti eolici in un solo territorio – Occorre chiarezza

di Leonardo Romagnoli

Riceviamo e pubblichiamo da Firenzuola Bene Comune


In questi giorni si moltiplicano articoli e prese di posizione sui progetti eolici che interessano il nostro territorio. È un fatto positivo: mantenere alta l’attenzione è fondamentale. Tuttavia, uno degli ultimi articoli di stampa ha messo in evidenza quanto il dibattito sia ancora confuso e contraddittorio.

La nostra contrarietà è nota e va ribadita: non è ideologica né preconcetta, ma fondata su motivazioni concrete. Parliamo di interventi che entrano in conflitto con le caratteristiche e la vocazione del territorio, basate su integrità ambientale, qualità del paesaggio e sviluppo sostenibile. Per questo abbiamo agito in modo formale e responsabile, trasmettendo osservazioni scritte e motivate alla Regione Toscana e al Ministero dell’Ambiente, chiedendo la bocciatura dei progetti.

Vediamo nel dettaglio:

PROGETTO EOLICO LA BADIA–RAZZOPIANO
È il primo progetto di competenza ministeriale di cui siamo venuti a conoscenza. Accogliamo con soddisfazione il parere contrario espresso dalla nostra Regione, frutto anche di un lavoro serio e approfondito di osservazioni, al quale anche noi abbiamo contribuito. Lo stesso approccio rigoroso lo abbiamo adottato per tutti gli altri progetti.

PROGETTO EOLICO DI BRUSCOLI
È l’unico di competenza regionale. Appresa la notizia della Conferenza dei Servizi, abbiamo contattato il Presidente Giani, che ha confermato la sua posizione contraria. La Conferenza è sospesa fino a ottobre 2026. Nel frattempo metteremo in campo tutte le azioni possibili per impedire la realizzazione di un impianto lungo la Via degli Dei. A Firenzuola, però, la Giunta ha preso posizione pubblicamente (con una sola delibera di Giunta), salvo poi bocciare un atto della minoranza che diceva le stesse cose: una contraddizione evidente.

PROGETTO EOLICO DI PIANCALDOLI
Di competenza ministeriale, è in fase di iter e interessa un’area già duramente colpita dal dissesto idrogeologico. Qui emerge il vero paradosso: Sindaco e Maggioranza non hanno assunto una posizione chiara, demandando tutto a un referendum consultivo rinviato a marzo 2026, mentre l’iter procede. Emblematico l’errore apparso su La Nazione il 02/01/2026, che ha attribuito al Sindaco un’esultanza per la bocciatura di Badia–Razzopiano, scambiandola per Piancaldoli. Un imbarazzo che nasce dalla mancanza di una linea coerente della Giunta sull’intero territorio. Ancora più evidente nelle dichiarazioni del Sindaco che, dopo aver affermato nella rettifica del 03/01/2026 “Non vogliamo maxi impianti”, nello stesso articolo sostiene: “(…) Se il progetto muore, bene così, se lo terranno vivo NOI FAREMO UN REFERENDUM CONSULTIVO.” Il giorno prima, parlando di Badia–Razzopiano, denunciava un progetto “calato dall’alto”. E questo, allora, cos’è?

Chiediamo una cosa semplice ma fondamentale: lo stesso metro e la stessa coerenza per tutto il territorio.

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