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Tre milioni e mezzo per il diritto allo studio scolastico in Toscana

di Leonardo Romagnoli

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Tre milioni e mezzo per il diritto allo studio scolastico. Per l’anno scolastico 2013/2014 li mette a disposizione la Regione Toscana approvando gli indirizzi necessari per la concreta assegnazione alle famiglie bisognose. Devono ancora arrivare le risorse statali dedicate ai contributi per i libri di testo scolastici. Lo scorso anno, dallo Stato, arrivarono alla Toscana – per questa voce – circa 3,5 milioni.

Il “pacchetto scuola” viene riconfermato anche per il prossimo anno scolastico come unica forma di incentivo economico individuale: destinato a studenti residenti in Toscana e iscritti a una scuola primaria o secondaria di primo o secondo grado (statale, paritaria privata o di enti locali), il “pacchetto” viene distribuito a nuclei familiari con Isee (Indicatore economico equivalente) non superiore a 15 mila euro (20 mila per gli studenti delle secondarie superiori residenti nelle isole minori).

Il “pacchetto scuola” è indirizzato a sostenere le spese necessarie per la frequenza scolastica: libri, altro materiale didattico, servizi scolastici. L’importo del “pacchetto” (i beneficiari lo ricevono dai Comuni di residenza) varia in base a tre elementi: ordine e grado di scuola, anno di corso, dislocazione geografica. Nella scuola primaria l’importo standard è 120 euro. Nella secondaria di primo grado gli importi (sempre standard) sono 210 euro per le prime classi e 150 euro per le seconde e terze classi. Nella secondaria di secondo grado si passa, nei cinque anni di corso, dai 280 del primo anno e dai 170 del secondo ai 190 del quinto anno (190 euro anche per il terzo e il quarto anno) per un totale di 1.020 euro nei cinque anni Queste sono le cifre “standard”: nei rispettivi bandi, i singoli Comuni potranno cioè disporre, anche per ampliare il numero dei beneficiari, una diminuzione che comunque non dovrà essere inferiore al 70% dell’importo standard. Potranno, i Comuni, anche aumentare gli importi standard: ma solo se riusciranno a integrare i fondi regionali con risorse proprie e se sarà verificata la copertura di tutti gli aventi diritto.

Per accedere al “pacchetto scuola”, oltre a quelli economici dovranno essere valutati – ma non per gli studenti diversamente abili – anche altri requisiti: di merito e anagrafici (età non superiore ai 20 anni).

Previsto inoltre uno scadenzario: i Comuni, ad esempio, dovranno adottare entro il 30 settembre i bandi per l’erogazione dei benefici e trasmettere alle Province, entro il successivo 20 dicembre, le graduatorie dei soggetti idonei. Successivamente la Regione assegnerà i fondi definitivi alle Province che poi li passeranno ai Comuni per il passaggio finale alle famiglie.

I controlli sulle veridicità delle dichiarazioni Isee prodotte sono affidate ai Comuni e dovranno interessare almeno il 20% dei soggetti (in caso di dichiarazioni non veritiere il soggetto decade e deve restituire quanto eventualmente già erogato. Con l’applicazione di norme penali per fatti costituenti reato). Gli elenchi dei beneficiari sono comunque inviati alla Guardia di Finanza.

Per quanto riguarda i libri, i Comuni – sui fondi statali – potranno decidere di destinarne una parte anche per progetti di comodato gratuito .

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