Home » TESS e la battaglia contro la legge aree idonee: territori in difesa dell’ambiente e dell’agricoltura

TESS e la battaglia contro la legge aree idonee: territori in difesa dell’ambiente e dell’agricoltura

di Leonardo Romagnoli

Lo scorso 25 gennaio, Borgo San Lorenzo ha ospitato una vera e propria maratona di interventi durante l’evento “Territori e Comunità per una transizione energetica senza speculazione”, organizzato dalla Coalizione TESS. Un appuntamento che ha registrato un’ampia partecipazione, con delegazioni provenienti da Toscana, Emilia Romagna e Marche, e il coinvolgimento di esperti, sindaci, esponenti politici e cittadini.

Una legge che divide

Al centro del dibattito, la contestata legge aree idonee della Regione Toscana, definita dai partecipanti come un provvedimento che favorirebbe le speculazioni dell’industria delle energie rinnovabili a scapito dell’ambiente, dell’agricoltura e delle comunità locali. Secondo i relatori, questa normativa consentirebbe l’installazione indiscriminata di impianti fotovoltaici ed eolici in aree agricole, boschive e montane, mettendo a rischio ecosistemi, paesaggi e attività economiche come il turismo.

In particolare, è emerso che il provvedimento regionale non solo minaccia il patrimonio naturale, ma risulta anche in contrasto con la Nature Restoration Law dell’Unione Europea, che punta a ripristinare almeno il 50% delle aree naturali. Al contrario, la legge toscana “consegna il 30% delle ultime aree verdi alla speculazione energetica”, trasformando terreni fertili e boschi in distese di pannelli fotovoltaici e basi per pale eoliche di grandi dimensioni.

Una transizione energetica diversa è possibile

Nonostante le critiche alla legge, la Coalizione TESS ha ribadito di non essere contraria alla transizione energetica. Anzi, il loro obiettivo è accelerare il passaggio verso un modello democratico di produzione energetica, puntando sulle comunità energetiche e sull’utilizzo prioritario delle aree già urbanizzate o degradate, come capannoni industriali, parcheggi, zone dismesse e arterie autostradali e ferroviarie.

Il report ISPRA 2023-2024 certifica che tali spazi sarebbero sufficienti per raggiungere gli obiettivi imposti dall’Unione Europea senza compromettere terreni agricoli e aree naturali. Tuttavia, le industrie continuano a privilegiare aree economicamente più convenienti, spesso imponendo espropri ai danni delle comunità locali.

Le testimonianze e gli interventi

Durante l’evento, numerosi relatori hanno preso la parola. Tra questi, Paolo Pileri del Politecnico di Milano, Vincenzo Delle Site del CNR, e Massimo Rovai dell’Università di Pisa, che hanno sottolineato i rischi ambientali e sociali derivanti da una pianificazione non sostenibile. Anche esponenti delle associazioni, come Monica Tommasi (Amici della Terra) e Sandra Marraghini (Italia Nostra), hanno denunciato le conseguenze della legge sulle comunità e sull’ecosistema.

L’evento ha visto il supporto di figure di rilievo come lo storico Alessandro Barbero e sindaci come Mirco Morini (Manciano) ed Emanuele Piani (San Godenzo), che hanno richiesto con forza un ripensamento della normativa. Grande assente, invece, l’assessora regionale Monia Monni, criticata per la mancanza di confronto nonostante le numerose richieste.

Un appello al dialogo

La Coalizione TESS ha concluso l’evento con un appello all’amministrazione regionale affinché si apra un tavolo di confronto sereno e costruttivo. Senza un cambio di direzione, le promesse di ascolto e partecipazione rischiano di rimanere lettera morta, lasciando le comunità a fronteggiare da sole le conseguenze di scelte che non tutelano né l’ambiente né il territorio.

La sfida ora è trovare un equilibrio tra la necessità di una transizione energetica e la salvaguardia dei territori, affinché lo sviluppo sostenibile diventi una realtà condivisa e rispettosa di tutte le parti coinvolte.

Potrebbe anche piacerti

Lascia un commento

Mostra/Nascondi Podcast Player
-
00:00
00:00
Update Required Flash plugin
-
00:00
00:00