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Sorprese elettorali :stelle e buchi neri

di Leonardo Romagnoli

beppe borgoIncreddibile ammici!!!  Le elezioni politiche hanno riservato più di una sorpresa e , dal mio punto vista, non tutte positive.

Iniziamo dai votanti che sono stati  il 75,16 % a livello nazionale con un ulteriore calo del 5%, vuol dire che un italiano su  quattro non è andato a votare con punte ancora più alte in molte regioni meridionali. Gli astenuti sono il primo partito d’Italia e questo non era mai avvenuto nella storia pur breve della nostra repubblica( i voti dei partiti sono infatti calcolati sui votanti ovvero sul 75%). Una fisiologica astensione  che ci avvicina al comportamento di democrazie più mature oppure una disaffezione alla partecipazione democratica? Sono comportamenti abissalmente diversi perché nel primo caso c’è comunque una fiducia nelle regole democratiche mentre nel secondo c’è un’ostilità verso la politica che porta alla formazione della famose “maggioranze silenziose” utili a svolte autoritarie.

Il centrosinistra è stato visto da una parte dell’elettorato come responsabile della politica di austerità attuata nell’ultimo anno e del disastro economico precedente pur non avendo governato a differenza del centrodestra che ha portato il paese sul baratro del fallimento per incapacità , scarsa attenzione all’interesse collettivo e  assoggettamento agli interessi particolari del leader, con uno spregiudicato assalto alle risorse economiche pubbliche di cui sono stati protagonisti tesorieri di partito e singoli rappresentanti ai vari livelli istituzionali.  Berlusconi è riuscito a presentarsi con una campagna spregiudicata come l’oppositore vero raccontando una serie incredibile di falsità potendo contare su un impero mediatico occupato stabilmente per due mesi. Invece faceva parte della maggioranza che sosteneva Monti , era l’autore dell’istituzione dell’Imu e dell’aumento della pressione fiscale. Ha toccato il cuore di un elettorato sensibile all’illegalità e alla furbizia con i consueti attacchi alla magistratura , ma soprattutto con condoni edilizi  e tombali, abolizione di Equitalia (istituita dal suo governo) ,  pacche sulle spalle agli evasori e un bel rimborso Imu prima casa che premiava solo i più ricchi ma a cui hanno abboccato i più poveri. Berlusconi ha dimostrato di rappresentare una parte del paese , equamente divisa tra nord e sud, ostile alle regole, alla legalità e allo stato che ha nella Lega, xenofoba e antitaliana, un alleato naturale anche se molto screditato ( cosa che francamente non interessa molto certi elettori). E’ vero che ha perso il 16% dei consensi ma solo due mesi fa  il Popolo della libertà stava intorno al 10%. Questo però dimostra anche un’altra cosa politicamente molto rilevante : il Pdl come partito non esiste senza Berlusconi, cioè non è un partito ma una filiale di Mediaset.

Il Centrosinistra è il vero sconfitto ( su Monti stendiamo un velo pietoso). Se si fossero fatte le elezioni dopo le dimissioni di Berlusconi nel 2011 avrebbe vinto a mani basse , invece, per senso di responsabilità, ha appoggiato il risanamento pagandone da solo le conseguenze. Nel periodo delle primarie c’è stato un grande entusiasmo , poi un rilassamento e un atteggiamento anche troppo responsabile in campagna elettorale per evitare il gioco a chi la spara più grossa. Un partito che si dice popolare avrebbe dovuto capire che il clima stava cambiando e che sarebbe stato necessario rinnovare il personale politico ( al di là di alcuni nomi noti che a suo tempo  annunciarono il ritiro), ma c’era anche il voto di milioni di elettori del centrosinistra che erano stati chiamati a pronunciarsi nelle primarie. L’impegno di Renzi nell’ultima settimana non è stato sufficiente per invertire una tendenza che qualcuno aveva intravisto. Poi c’è stato quell’intelligentone di Ingroia che ha fatto una campagna esclusivamente contro il Pd e poi si meraviglia di aver preso percentuali ridicole e dà la colpa allo steso Pd, avendo invece favorito il transito di tanti elettori insoddisfatti verso il Movimento di Grillo. Una lista che doveva rappresentare la società civile e invece , salvo qualche lodevole eccezione, aveva imbarcato le cariatidi della  vecchia politica di sinistra con ex davvero impresentabili con una scarsa attenzione alla tematica dei beni comuni che doveva essere il pilastro della sua campagna elettorale. Se non si ripresenta non ne sentiremo la mancanza.

Risultato molto negativo per Sel di Nichi Vendola che viene sonoramente battuto anche nella sua regione, la sua è stata una campagna anonima tutta tesa a scongiurare una possibile alleanza con Monti senza affrontare con serietà e proposte concrete i temi del lavoro e dell’ambiente lasciati clamorosamente a Grillo. Perché nessuno è andato all’Ilva di Taranto? Bisognava affrontare anche  le contestazioni ma riuscire a dare delle risposte.

Infine veniamo al Movimento 5 stelle il vero vincitore delle elezioni grazie al risentimento popolare contro “la casta” e ad una campagna   elettorale mediaticamente fenomenale perché gliel’hanno fatta gli altri.
Grillo e i grillini non sono mai andati in Televisione ( che pure ha contato molto come dimostra il risultato di Berlusconi) ma tutti i programmi e telegiornali non hanno fatto che parlare del  tour di Grillo e delle sue uscite in giro per l’Italia, presentandolo come “Inaffidabile” ma anche come l’unica vera forza di opposizione estranea al mondo istituzionale e quindi interessante per un elettorato incerto e disgustato. Tutto questo senza nessun contradditorio sul programma e gli obiettivi del Movimento.  La scelta di andare in tutte le zone d’Italia pesantemente colpite della crisi anche solo per ascoltare o fare un comizio lo ha reso più vicino di tutti coloro che credono che la politica finisca a Ballarò o a Porta a Porta. Buona parte di chi ha votato 5 stelle non ne conosce il programma che ha il pregio della sinteticità ma anche dell’eccessiva semplificazione. Contiene però una serie di indicazioni di buona amministrazione facilmente attuabili e non fa nessun riferimento all’euro e all’Europa , tema sul quale Grillo ha detto delle sonore cazzate( idem Berlusconi) senza valutarne le conseguenze. ( nel  blog trovate un articolo – giocare con la svalutazione -di un economista che spiega cosa succederebbe con l’uscita dall’euro) Questo sì è populismo pericoloso perché l’Italia è in Europa e non può tornare  all’autarchia. Se il movimento 5 stelle decidesse di superare la fase orgasmica del risultato raggiunto e decidesse di confrontarsi con chi le elezioni comunque le ha vinte avrebbe un’occasione storica per far diventare realtà molte delle proposte contenute nel programma. Se qualcuno pensa che andando a nuove elezioni il M5S prenderebbe il 50% ha sbagliato i conti.
Parto dall’ultimo punto del programma che riguarda l’istruzione. Il movimento 5S chiede l’abolizione della legge Gelmini ( che non piace neppure al centrosinistra), la diffusione obbligatoria di internet, insegnamento obbligatorio dell’inglese già dall’asilo, finanziamenti dello stato solo alle scuole pubbliche, investimenti nella ricerca universitaria. Si può fare? Trovo invece ridicola la valutazione dei docenti universitari da parte degli studenti( o almeno non si capisce in che forma).
Sulla salute chiede di separare la carriera tra medici pubblici e privati impedendo a chi lavora nel pubblico di operare anche nel privato, incentivando la permanenza dei medici nel pubblico secondo i meriti.  Ticket sanitari proporzionali al reddito per le prestazioni non essenziali e conferma della gratuità delle cure ed equità di accesso. Promuovere farmaci generici e principi attivi (alcune delle cose proposte esistono già in molte regioni). Si può fare?

Per i trasporti chiede il blocco immediato della Tav in Val di susa  ma anche lo sviluppo delle tratte ferroviarie per i pendolari, le piste ciclabili e il disincentivo all’uso del mezzo privato nelle aree urbane, potenziamento mezzi pubblici e car sharing con motori elettrici. Si può fare?

Sull’energia si parla molto di riduzione dei consumi con immobili da classe C a A e sviluppo della cogenerazione e della produzione diffusa con le rinnovabili. Si può Fare?

Per la riforma dello stato si chiede l’abolizione delle province, dei rimborsi elettorali, l’accorpamento dei comuni sotto i 5000 abitanti ( San Piero e Scarperia non avrebbero bisogno di fare niente), divieto di cumulo per cariche dei parlamentari, eliminazione dei privilegi e stipendi allineati alla media nazionale, referendum abrogativi e propositivi senza quorum. Non c’è la richiesta di riduzione del numero dei parlamentari giustamente compensata dalla riduzione dei costi. Altre richieste sono , secondo me , un ‘inutile forzatura altre sono pleonastiche  ( ogni legge è subordinata alla effettiva copertura finanziaria).Si può Fare?
E’ curioso che tra i tanti votanti di Grillo figuri un’alta percentuale di dipendenti pubblici più o meno precari  perché al primo punto sta scritto che “ l’organizzazione attuale dello Stato è burocratica, sovradimensionata, costosa e inefficiente” per cui necessita di razionalizzazioni ma anche di tagli.
anche nella parte dedicata all’economia ci sono tante proposte di buon senso e alcune demagogiche. Si preoccupa giustamente di impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con prevalente mercato interno , ma non dedica neppure una riga all’agricoltura.

Potrebbe essere un’occasione unica per attuare riforme che , in parte , vanno in un senso completamente opposto a quello generalmente perseguito con scarsi risultati in questi anni.

 

Leonardo Romagnoli

26.2.13

PS I sondaggisti hanno fatto un’altra volta una pessima figura. Non hanno ancora capito che gli italiani si vergognano di dire per chi votano realmente….o almeno una parte di loro.
In realtà gli analisti più attenti già dall’ultimo voto amministrativo dello scorso anno avevano individuato che il M5S potesse arrivare al 25%.. Nell’interessante libro di Marco Revelli “Finale di partito” pubblicato da Einaudi un mese fa a p.12 c’è scritto :” tenendo conto  che la popolazione dei comuni in cui sono state presentate le liste  è pari a circa il 30% della popolazione totale interessata alla tornata elettorale, quei 200.000 voti pesano assai più del 9% ufficialmente accreditato ( con una proiezione molto rozza e discutibile si potrebbe in qualche modo valutare il “peso” elettorale dei 5 stelle intorno al 25%). E fanno dei grillini un protagonista di primo piano nella politica nazionale”. Il libro è stato scritto alla fine del 2012 e indica , attraverso le analisi dell’Istituto Cattaneo anche dove i grillini avrebbero preso i voti.  Ma in Italia anche i politici leggono poco.

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