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ORA Barberino contraria all’estensione della zona industriale della Lora

di Leonardo Romagnoli

Riceviamo e pubblichiamo

La sovrintendenza dice no all’estensione della zona industriale della Lora

Abbiamo da sempre espresso una posizione nettamente contraria al progetto della maggioranza volto ad estendere la zona industriale della Lora oltre l’area Ovest.

Si tratta di un intervento già presentato in passato e successivamente ritirato, ma che oggi viene riproposto, riprendendo un tentativo che riteniamo lesivo per il territorio.

Il paesaggio toscano che circonda la quattrocentesca chiesa di Sant’Andrea costituisce un elemento identitario che deve essere preservato e non può essere oggetto di compromessi.

Per questo il nostro gruppo, in compagnia di cittadini e professionisti, aveva presentato specifiche osservazioni all’approvazione del Piano Operativo, sottolineando come l’area interessata rappresenti un patrimonio di rilevante valore naturale e artistico, non negoziabile.

Esistono limiti oltre i quali un ambiente perde la propria riconoscibilità; superarli significherebbe compromettere in modo irreversibile l’identità del nostro territorio. Le caratteristiche e l’equilibrio del panorama che ci rappresenta non possono essere subordinati ad altri interessi.

In questa direzione si inserisce un procedimento, di cui abbiamo appreso, attraverso il quale la Soprintendenza pone un vincolo speciale nelle aree attigue alla Chiesa di Sant’Andrea a Camoggiano, un vincolo che di fatto bloccherà lo sconfinamento della zona industriale nell’area a ovest della strada comunale, confermando la fondatezza delle nostre preoccupazioni.

Con questo progetto senza futuro, riteniamo inoltre che la maggioranza abbia arrecato un danno anche all’imprenditoria locale, alimentando aspettative che non potevano essere concretamente soddisfatte. Le aziende del territorio si trovano così a perdere tempo e risorse, inseguendo prospettive irrealizzabili, oltre a promuovere la trasformazione di aree di pregio ancora intatte.

L’amministrazione, in questo senso, non ha reso un buon servizio né al territorio né al tessuto economico locale.

In sintesi, un esempio di pessima politica e di pessima programmazione per la giunta in carica, ma una bella vittoria per chi, come noi, ha a cuore uno sviluppo armonioso del territorio, un modello che concili innovazione e cura.

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