Oltre 500 firmatari, tra cui più di 100 sindaci, amministratori locali, associazioni, comitati e personalità del mondo accademico e della cultura, hanno sottoscritto una lettera aperta indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’appello, inviato all’inizio di luglio, chiede al Governo una pianificazione nazionale della transizione energetica che, secondo i promotori, sia in grado di conciliare lo sviluppo delle fonti rinnovabili con la tutela del paesaggio e dell’agricoltura.
L’iniziativa è promossa da TESS, Transizione Energetica Senza Speculazione, una coalizione interregionale che si occupa di tutela del territorio.
Il richiamo alle parole di Meloni
Nella lettera vengono richiamate alcune dichiarazioni pronunciate dalla presidente del Consiglio durante una recente assemblea di Confagricoltura, quando ha definito gli agricoltori “custodi dell’ambiente e del paesaggio” e ha affermato che il territorio deve essere consegnato integro alle generazioni future.
Secondo i firmatari, questi principi dovrebbero tradursi in scelte di governo capaci di evitare che la transizione energetica produca effetti irreversibili sui territori.
“Transizione sì, ma senza consumo di suolo”
I promotori precisano di non essere contrari allo sviluppo delle energie rinnovabili né al rafforzamento della sicurezza energetica nazionale. La richiesta riguarda invece le modalità con cui vengono autorizzati gli impianti.
Nell’appello si sostiene che migliaia di progetti fotovoltaici ed eolici interessino campagne, aree montane e paesaggi rurali di pregio, spesso promossi, secondo quanto riportato nella lettera, da società riconducibili a grandi fondi di investimento privi di un legame con i territori interessati.
Le richieste al Governo
Tra i punti evidenziati c’è la necessità di una pianificazione nazionale che individui con chiarezza le aree realmente idonee agli impianti, privilegiando superfici già urbanizzate o compromesse.
Secondo TESS, gli investimenti dovrebbero concentrarsi su tetti di abitazioni e capannoni industriali, parcheggi, aree industriali dismesse, cave esaurite e altre superfici già artificializzate, limitando il consumo di suolo agricolo.
Il tema degli incentivi
La lettera affronta anche l’aspetto economico della transizione energetica. I promotori ricordano che negli ultimi quindici anni, secondo i dati riportati nell’appello, alle fonti rinnovabili sono stati destinati circa 170 miliardi di euro di incentivi, finanziati in larga parte attraverso gli oneri presenti nelle bollette di famiglie e imprese.
Secondo i firmatari, queste risorse dovrebbero essere indirizzate prioritariamente verso l’autoconsumo, le comunità energetiche e gli interventi di efficientamento energetico, anziché sostenere grandi impianti su terreni agricoli.
L’appello finale
Nella parte conclusiva della lettera, TESS invita la presidente del Consiglio a trasformare in azione politica i principi più volte espressi sulla tutela dell’identità nazionale e del paesaggio.
“L’energia si può produrre in molti modi. La bellezza del nostro Paese, invece, una volta compromessa, non potrà essere restituita alle generazioni future“, si legge nell’ultimo passaggio dell’appello.

