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Sindacati COBAS – Operai ALIA usa e getta

di Leonardo Romagnoli

Leggiamo con stupore e meraviglia le prese di posizione della CGIL sulla questione degli inidonei, che denunciano – giustamente – la decisione di Alia di lasciare a casa, senza stipendio, lavoratori che per malattie gravi o infortuni non sono più ricollocabili in base alla loro mansione. Operai usa e getta.

Nel 2021 aprimmo lo stato di agitazione sul problema della ricollocazione a seguito di idoneità sopravvenuta che non si concretizzò con sciopero in quanto la direzione garantì in sede prefettizia che era allo studio un nuovo accordo con le OO.SS. che garantiva dignità e non metteva a rischio il lavoratore. L’accordo fu sottoscritto e mai divulgato né da parte aziendale né confederale nonostante le nostre richieste scritte, abbiamo potuto visionare questo scellerato accordo integrativo solo grazie al nostro recente ricorso sull’art. 28 che ha obbligato Alia Spa a pubblicare i contratti integrativi.

È probabile che la CGIL dimentichi di aver firmato nel 2021 (in pieno post-pandemia), assieme alle altre sigle sindacali stipulanti, un accordo integrativo che in deroga al CCNL dava la possibilità all’azienda di lasciare a casa i lavoratori fino a un massimo di sei mesi, senza stipendio.

Il ricollocamento senza regole certe sembra essere sempre più basato sulle simpatie e sulla eventuale iscrizione all’una o all’altra organizzazione sindacale. Bisogna raccontare la verità sia ai lavoratori sia alla cittadinanza: dunque, se la CGIL ha cambiato idea nel frattempo, la invitiamo a dare disdetta dell’accordo e a rinnegare anche il CCNL di settore che, in virtù dell’integrativo del 2021, ha permesso di modificare l’articolo 44 del nostro contratto nazionale, creando l’art.44 bis.

Bisogna essere seri e dire la verità ai lavoratori ed alle lavoratrici!

Invitiamo le organizzazioni sindacali a coinvolgere i lavoratori prima di prendere decisioni affrettate sul loro futuro e a leggere meglio gli accordi prima di firmarli. E’ altrettanto inaccettabile l’atteggiamento inumano della nuova direzione di Alia Multiutility, che affronta situazioni gravi come fossero questioni di carattere burocratico, senza rendersi conto del disagio che possono vivere persone che ad esempio combattono per la vita, o a seguito di infortuni hanno perso la mansione. Fa male vedere dirigenti che usano gratuitamente macchine per uso personale, (grazie ai fringe benefit) quando abbiamo decine e decine di colleghi e colleghe a casa senza stipendio.

Questa non è l’azienda e la Multiutility che vogliono i lavoratori e lavoratrici di Alia: chiediamo un intervento dei proprietari (Comuni) e di tutta la cittadinanza perché è ora di cambiare rotta.

Alla luce di questa grave situazione, coscienti del malessere generalizzato che viviamo all’interno dell’azienda e dei tanti problemi ancora esistenti e già più volte denunciati relativi a: stipendi, carichi e condizioni di lavoro, sicurezza, reinternalizzazione di tutti gli appalti, stabilizzazione ed assunzione di tutti i lavoratori e lavoratrici somministrati, conciliazione tempi vita tempo lavoro, eliminazione dei turni 7su 7 in DT1 con riduzione dei servizi sulla domenica ai soli essenziali.

CON QUESTE PREMESSE NEI PROSSIMI GIORNI VALUTEREMO LE INIZIATIVE DA INTRAPRENDERE 

Fonte: Comunicato stampa COBAS

 

Alia – Operatrice al lavoro

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