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Si decide sul parco eolico del Monte Gazzaro

di Leonardo Romagnoli

gazza1A due giorni dalla Conferenza dei Servizi per autorizzare l’impianto eolico sul Monte Gazzaro, che si aprirà questa mattina alle dieci presso la Regione Toscana, oltre sessanta persone hanno percorso il tratto della GEA  dalla Futa alla cima del Gazzaro.  In una assolata domenica dai comuni del Mugello, da Vicchio a Firenzuola, da Barberino a Scarperia, ma anche da Firenze e da Bologna si sono ritrovati al muraglione della Futa cittadini giovani e anziani, bambini e cani, aderenti al Cai di Imola e di Bologna insieme ai membri del Comitato monte Gazzaro – no eolico selvaggio al completo, ai rappresentanti di Italia Nostra e della Rete di Resistenza dei Crinali, accomunati dalla volontà di difendere quel  territorio.   Si sono mossi lungo il sentiero degli  Dei attraverso una faggeta stupenda, con alcun esemplari straordinari per dimensioni e bellezza, su un terreno colorato dalle precoci fioriture primaverili.  Molti di loro si erano schierati contro quest’opera dopo aver visto le foto e i progetti che vogliono distruggere questo bene straordinario. Attraversarlo e goderne direttamente in prima persona è stata per tutti un’esperienza emozionante. gazza3

Cogliere con uno sguardo  il lago di Bilancino e le cime che gli fanno da fondale in simultanea con le vette innevate del Corno alle Scale, i borghi disseminati lungo la statale della Futa è un’esperienza facilmente accessibile, il tracciato è relativamente facile, ma soprattutto è un’esperienza fatta da migliaia di persone ogni anno come dimostra  il “ libro vetta Monte Gazzaro” contenuto in una scatola di metallo ai piedi della croce.

Se quanti oggi devono decidere se autorizzare o no l’impianto eolico industriale sul Gazzaro avessero anche solo una  volta percorso quel tracciato e disteso lo sguardo su quel  panorama sterminato, non avrebbero dubbi:  il no all’impianto sarebbe rapido deciso e incontrovertibile. 

Al rientro dall’escursione i rappresentanti del Comitato, entusiasti per la riuscita dell’iniziativa, hanno dichiarato di confidare in un esito positivo della vicenda, certi che i funzionari che dovranno prendere la decisione abbiano quella sensibilità auspicata dall’assessore Marson  nei confronti del nuovo  Piano del  Paesaggio approvato dalla Giunta Regionale Toscana il quale tutela in maniera inequivocabile e con ricchezza di espliciti riferimenti  l’area del Gazzaro. Sarebbe intollerabile che al danno prodotto dall’impianto si aggiungesse la beffa di vederlo  autorizzato  a un passo dall’approvazione di una legge che lo renderebbe  addirittura improponibile.

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2 commenti

Bernardo 18 Marzo 2014 - 17:36

Se venti persone possono fermare qualsiasi progetto ambientale – non questo che potrebbe anche essere da rivedere – in Italia siamo messi proprio male. Basta un comitato e l’impianto è già morto.
Ma siamo troppo furbi noi e troppo stupido il resto del mondo dove gli impianti si fanno o l’esatto contrario?

Luciano 18 Marzo 2014 - 19:29

Non è una questione di numero, ma di argomenti. Se anche una sola persona vede che qualcosa è sbagliato e riesce ad argomentare con chiarezza il suo giudizio, può succedere che le istituzioni, che sole hanno il potere di autorizzare o meno un “progetto ambientale”, dicano no a quel progetto.
Ad esempio, per quanto riguarda l’impianto eolico del Gazzaro, in Conferenza dei Servizi il rappresentante della Soprintendenza ai beni ambientali e paesaggistici, che in un primo momento aveva espresso parere favorevole, ha cambiato posizione e si è dichiarato contrario all’impianto. Non certamente perché domenica scorsa 60 persone sono salite sul Gazzaro, ma perché le osservazioni di quelle persone e di molte altre sono state riconosciute valide da chi ha il potere di decidere.

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