Sequestrata ex cava Paterno
La procura di Firenze ha disposto il sequestro a fini probatori dell’ex cava di Paterno, nel Comune di Vaglia. L’ex cava sarebbe diventata nel corso degli anni una discarica abusiva che ha ricevuto rifiuti pericolosi tra cui fanghi di conceria, pneumatici, inerti, altri materiali non definiti, scarti di salamoie della Solvay di Rosignano. Quattro gli indagati per reati ambientali. Il pm Luigi Bocciolini, che ha coordinato l’inchiesta, ha deciso di procedere per il sequestro, considerando l’area una discarica abusiva, quindi corpo del reato, da acquisire al processo per motivi probatori e di togliere ai titolari il possesso per impedire che il luogo possa essere alterato prima di arrivare al processo.
Secondo il magistrato, la Commerciale Vaglia di Lanciotto Ottaviani e della figlia Tullia , proprietaria della cava ,avrebbe acquistato quei rifiuti da aziende, tra cui la Solvay Chimica di Rosignano e la Ecoespanso di Santa Croce sull’Arno, per impiegarli nella produzione della calce. Dopo il fallimento di qualche esperimento produttivo (la calce non reggeva, si sbriciolava e alcune imprese edili l’avevano restituita alla Commerciale Vaglia), avrebbero accumulato quegli scarti pericolosi nella ex cava senza smaltirli con le procedure particolari e assai costose imposte dalla legge. Una “inottemperanza” che avrebbe procurato ad Ottaviani, secondo l’accusa, un ingente guadagno. C’e’ anche una responsabilità degli amministratori, secondo la Procura. Il sindaco di Vaglia Fabio Pieri, in carica dal 2004 al 2014, «non avrebbe provveduto, in sostituzione di Lanciotto Ottaviani, alla bonifica dell’area contaminata».


