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Scritta sulla lapide dei martiri delle foibe a Scarperia

di Leonardo Romagnoli

Scritta sulla lapide dei martiri delle foibe a Scarperia

 fOTO TARGA FOIBE

Circa dieci giorni fa, a neanche un mese dalla sua installazione avvenuta il 10 febbraio scorso nei giardini pubblici di Scarperia, la lapide in memoria degli italiani martiri delle foibe, è stata vergognosamente imbrattata con vernice rossa e con le parole “Jugoslavia – Tito”.“Sabato pomeriggio mentre facevo una passeggiata per Scarperia – esordisce Paolino Messa di Fratelli d’Italia    ho notato che la lapide commemorativa dei martiri delle foibe non era più al suo posto. Mi sono prontamente informato ed ho saputo che la stessa è stata rimossa in quanto era stata imbrattata con vernice rossa. E’ vergognoso – continua Messa – che ancora oggi c’è qualcuno che si  ostina a negare fatti realmente accaduti o addirittura li giustifica come azioni di “giustizia”, e per far questo deturpa o distrugge celandosi vigliaccamente nell’oscurità della notte. Azioni come queste purtroppo sono il frutto dell’incapacità di discernimento di certi personaggi, a causa dell’indottrinamento che subiscono ormai da decenni, e che incoerentemente hanno anche il coraggio di parlare di democrazia e libertà.Il Consiglio Comunale di Scarperia, approvando la mozione per il ricordo della tragedia delle foibe e dell’esilio forzato di moltissimi nostri connazionali, ha dimostrato consapevolezza, maturità e umanità andando ben oltre quelle che sono le barriere ideologiche e storiche di parte.Quel tragico periodo, che vide migliaia di italiani seviziati e torturati prima di essere gettati nelle cavità carsiche denominate foibe, fa parte delle vergogne e degli eccidi compiuti da tutti i totalitarismi che vanno sempre ricordati per stimolare serie riflessioni e confronti tra le giovani generazioni al fine di favorire la consapevolezza della necessità di difendere quotidianamente i valori di democrazia, libertà e giustizia.   Questi atti, purtroppo, fanno comprendere che ancora molto c’è da lavorare al fine di promuover la cultura del ricordo e della memoria di certi fatti storici, ad imperituro monito contro ogni violenza dei diritti umani e civili delle popolazioni. In tutto questo è necessario che le istituzioni prendano le proprie responsabilità, a partire dalla scuola dove ancora certi fatti vengono ignorati o addirittura distorti.Mi auguro – conclude Messa – che la lapide torni al più presto al suo posto e che quanto accaduto resti un fatto isolato.”””

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