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Sciopero treni 27 e 28 febbraio: stop di 24 ore, disagi per Frecce, Intercity e Regionali

di Leonardo Romagnoli

Due giorni ad alta tensione per il trasporto ferroviario italiano. Tra il 27 e il 28 febbraio è in programma uno sciopero che rischia di avere un impatto significativo sulla circolazione dei treni, con ripercussioni su lunga percorrenza, regionale e trasporto merci.

Chi si ferma e perché

La protesta più rilevante è stata proclamata dal gruppo auto organizzato Assemblea nazionale Pdm/Pdb del Gruppo FS, che chiede un rinnovo equo del Ccnl. Lo sciopero riguarda il personale di macchina e di bordo del Gruppo FS e durerà 24 ore, dalle 21 del 27 febbraio alle 20,59 del 28 febbraio.

A questa mobilitazione si aggiungono altre sigle sindacali.

Cub Trasporti ha indetto uno sciopero di 24 ore per il personale delle imprese ferroviarie impegnate nel trasporto merci, con la stessa fascia oraria, dalle 21 del 27 febbraio alle 20,59 del 28 febbraio. Per il Trasporto pubblico locale, lo stop è previsto per l’intera prestazione del 28 febbraio.

Anche Usb ha proclamato un’agitazione di 8 ore per le imprese del comparto ferroviario: dalle 22 del 27 febbraio alle 5,59 del 28 febbraio per il settore merci e per il Tpl.

Le aziende coinvolte

L’impatto sulla circolazione è atteso per le principali società del settore. In particolare:

  • Gruppo FS Italiane
  • Trenitalia
  • Trenitalia Tper
  • Trenord
  • Italo

Sui siti ufficiali delle singole compagnie è disponibile l’elenco dei treni a media e lunga percorrenza garantiti anche durante lo sciopero. Un passaggio fondamentale per chi deve spostarsi in quelle ore.

Cosa succede ai treni in viaggio

Durante le giornate di sciopero, Trenitalia assicura i servizi minimi di trasporto previsti dalla normativa. I treni già partiti al momento dell’inizio dell’agitazione sindacale raggiungeranno la destinazione finale se questa è raggiungibile entro un’ora dall’avvio dello sciopero.

Superato quel limite, il convoglio può fermarsi in una stazione precedente rispetto al capolinea previsto. Una possibilità concreta che può cambiare i piani di viaggio all’ultimo momento.

Fasce di garanzia per i Regionali

Per quanto riguarda il trasporto regionale di Trenitalia e Trenitalia Tper, nei giorni feriali sono garantiti i servizi essenziali nelle fasce orarie di maggiore affluenza:

  • dalle 6,00 alle 9,00
  • dalle 18,00 alle 21,00

Si tratta delle cosiddette fasce di garanzia, pensate per tutelare pendolari, studenti e lavoratori.

L’elenco completo dei servizi assicurati, suddiviso per regione, è consultabile sui portali ufficiali delle compagnie. Per Trenord le informazioni sono disponibili sul sito aziendale, così come per Trenitalia Tper, con aggiornamenti in tempo reale sulla circolazione.

Rimborso o cambio viaggio: cosa possono fare i passeggeri

Chi decide di rinunciare al viaggio può richiedere il rimborso già dalla dichiarazione di sciopero.

Per i treni Intercity e Frecce, la richiesta è possibile fino all’orario di partenza del treno prenotato. Per i treni regionali, invece, il rimborso può essere richiesto entro le 24 del giorno precedente allo sciopero.

In alternativa, è consentito riprogrammare il viaggio non appena possibile, a condizioni di trasporto simili, compatibilmente con la disponibilità dei posti.

Possibili ripercussioni anche sul trasporto merci

Lo sciopero coinvolge anche il comparto merci. Lo stop proclamato da Cub Trasporti e Usb potrebbe avere effetti sulla logistica ferroviaria, con rallentamenti nelle consegne e nella movimentazione delle merci lungo la rete nazionale.

Un aspetto meno visibile rispetto ai disagi per i passeggeri, ma comunque rilevante per il sistema produttivo.

Un fine mese complicato per chi viaggia

Le 24 ore tra il 27 e il 28 febbraio si preannunciano quindi delicate per il sistema ferroviario. L’invito è verificare in anticipo lo stato del proprio treno, controllare le liste dei servizi garantiti e valutare eventuali alternative.

Il rischio di cancellazioni e variazioni resta concreto, soprattutto al di fuori delle fasce protette. Per chi non può rimandare lo spostamento, informarsi con anticipo può fare la differenza.


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