Home » Sciopero autobus a Firenze, domenica 10 maggio possibili disagi per 24 ore

Sciopero autobus a Firenze, domenica 10 maggio possibili disagi per 24 ore

di Leonardo Romagnoli

Domenica 10 maggio 2026 il trasporto pubblico urbano di Firenze potrebbe subire rallentamenti e cancellazioni. Alla base, uno sciopero aziendale di 24 ore proclamato da Cobas Lavoro Privato che coinvolge il servizio gestito da Autolinee Toscane.

Fasce garantite e orari a rischio

Il servizio sarà comunque assicurato in due finestre precise: dalle 4:15 alle 8:14 e dalle 12:30 alle 14:29. Al di fuori di questi orari, la circolazione degli autobus e l’apertura delle biglietterie dipenderanno dal numero di lavoratori che aderiranno alla protesta.

Lo sciopero riguarda non solo gli autisti, ma anche il personale amministrativo e gli addetti alle biglietterie. Per queste categorie, l’astensione è prevista per l’intero turno di lavoro.

Adesioni e precedenti

Un dato utile per orientarsi arriva dall’ultima mobilitazione simile: lo sciopero del 14 febbraio 2025 registrò un’adesione del 23,53% nel servizio urbano fiorentino. Un numero che lascia intendere possibili disagi, ma con un impatto variabile sulla rete.

Le motivazioni della protesta

Al centro dello sciopero c’è una lunga serie di criticità segnalate dai lavoratori. Tra queste emergono turni considerati troppo lunghi, pause giudicate insufficienti e tempi di percorrenza ritenuti non adeguati alla realtà del traffico urbano.

Vengono inoltre segnalate soste ai capolinea troppo brevi e difficoltà nel rispettare le cadenze previste. Sul piano organizzativo, si evidenzia l’assenza di strumenti concreti per favorire la conciliazione tra vita privata e lavoro.

Non mancano le criticità legate ai mezzi: problemi di manutenzione, condizioni delle cabine di guida e malfunzionamenti nei sistemi di climatizzazione, sia per il riscaldamento che per l’aria condizionata.

Organizzazione del lavoro sotto osservazione

Tra i punti contestati figurano anche la mancanza di mansionari chiari, la gestione dei cosiddetti “salti zona” e alcune pratiche legate alle ferie, come assegnazioni d’ufficio o modifiche unilaterali.

Viene sollevata anche la questione della formazione, ritenuta insufficiente e spesso non svolta durante l’orario di lavoro, soprattutto per quanto riguarda l’introduzione di nuovi veicoli.

Infine, resta aperto il tema economico: le indennità, ferme da oltre trent’anni, risultano ancora parametrate a valori antecedenti all’euro. Tra le richieste anche il riconoscimento dell’indennità per gli evitati sinistri.

Cosa aspettarsi domenica

Per chi si sposterà in città domenica, la situazione resta incerta. Nelle fasce non garantite, il servizio potrebbe ridursi sensibilmente, con attese più lunghe e corse soppresse. Meglio programmare gli spostamenti in anticipo e valutare alternative.

Potrebbe anche piacerti

Lascia un commento

Mostra/Nascondi Podcast Player
-
00:00
00:00
Update Required Flash plugin
-
00:00
00:00