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Una targa per Carolina Milani: Scarperia ricorda una sua cittadina vittima della deportazione

di Leonardo Romagnoli

Un angolo di paese si fa luogo di memoria. Questa mattina, all’incrocio tra Via Magenta e Via dei Bastioni, è stata inaugurata una targa commemorativa dedicata a Carolina Milani (Scarperia, 1881 – Auschwitz, 1943), cittadina deportata e vittima della Shoah. Alla cerimonia, semplice ma intensa, hanno partecipato le pronipoti della donna, simbolo di una storia troppo a lungo rimasta silenziosa.

L’iniziativa si inserisce in un percorso di memoria attiva che il Comune di Scarperia e San Piero porta avanti da tempo, grazie anche alla collaborazione dell’Associazione Progetto Memoria, realtà impegnata nel recupero e nella valorizzazione delle storie locali legate alle deportazioni e alle persecuzioni del Novecento.

A prendere la parola sono stati il Sindaco Federico Ignesti e il Vicesindaco Pietro Modi, che hanno sottolineato l’importanza di riportare alla luce le storie delle persone comuni, come quella di Carolina Milani, per costruire una memoria condivisa e consapevole, soprattutto tra le nuove generazioni. La presenza degli studenti e dei docenti dell’Istituto Comprensivo di Scarperia e San Piero ha dato ulteriore significato all’iniziativa, trasformando l’apposizione della targa in un momento educativo e civile.

“Carolina non è solo un nome inciso sul marmo – ha affermato il Sindaco – ma un frammento della nostra storia che oggi riconosciamo e custodiamo pubblicamente.”

L’intervento dell’Associazione Progetto Memoria è stato, come di consueto, fondamentale, sia nella fase di ricerca che nell’organizzazione dell’evento, con un impegno costante volto a far emergere volti, nomi e vicende spesso dimenticate o rimaste ai margini della narrazione ufficiale.

Un segno concreto per coltivare la memoria

L’apposizione della targa non è soltanto un atto simbolico, ma un gesto concreto che restituisce visibilità e dignità alla vicenda di una donna nata a Scarperia e morta ad Auschwitz, una storia individuale che si inserisce nel dramma collettivo della deportazione. Un gesto che rinnova l’impegno della comunità a non dimenticare, a non rimuovere e a trasmettere la memoria come bene comune.

In tempi in cui la memoria rischia di sbiadirsi, iniziative come questa assumono un valore ancora più forte: ci ricordano che i luoghi in cui viviamo sono abitati anche dalle storie di chi non c’è più, e che sta a noi dare loro voce, ascolto e riconoscimento.

Scarperia, con questa targa, sceglie di ricordare, di tenere viva la storia di Carolina Milani e, con lei, quella di tutte le vittime della deportazione. Una scelta che parla alle coscienze, ai cittadini di oggi e di domani.

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