La natura come patrimonio da custodire e rigenerare. Con questo spirito il Gruppo Sanpellegrino ha lanciato ufficialmente F.O.N.T.E., un programma che punta a consolidare e ampliare l’impegno dell’azienda nella tutela della biodiversità, degli ecosistemi e delle risorse idriche nei territori dove opera. L’acronimo, che sta per Futuro, Origine, Natura, Territori, Ecosistemi, racchiude la visione di lungo termine di un progetto che vuole fare sistema, unendo ricerca scientifica, istituzioni, comunità locali e mondo accademico.
Il programma è stato presentato nella suggestiva Villa Panna, nel cuore dell’Appennino tosco-emiliano, alla presenza dell’Amministratore Delegato Michel Beneventi, della Direttrice Generale Ilenia Ruggeri e della Responsabile Sostenibilità Fabiana Marchini, oltre a rappresentanti istituzionali e universitari come Sara Di Maio, Federico Ignesti, Maurizio Baracani, Lidia Bai, Matteo Finocchi, Daniele Penna e Lucio Brotto.
Al centro dell’iniziativa ci sono due aree simboliche per il Gruppo: la Tenuta di Acqua Panna, che si estende su 1.300 ettari tra boschi, prati e coltivazioni pensate per gli animali selvatici, e l’Oasi di Gabbianello, area umida di 25 ettari oggi oggetto di un importante intervento di rigenerazione.
Tenuta di Panna: hotspot di biodiversità
Negli ultimi anni, Sanpellegrino, in collaborazione con Federparchi, Etifor, 3Bee e diverse università, ha svolto un’analisi approfondita del valore ambientale della Tenuta. I risultati parlano chiaro: 121 specie censite, di cui 66 uccelli e 34 classificate come minacciate nella Lista Rossa europea. Tra gli avvistamenti più significativi, la presenza del Tritone crestato italiano e del Tritone punteggiato, entrambi a rischio.
È stato rilevato un indice di integrità ecologica del 75,5%, dato che testimonia una biodiversità vicina ai livelli naturali, non influenzati dall’attività umana. Con l’88% di habitat naturali, la Tenuta rappresenta un modello di equilibrio ambientale, dove si trovano anche numerose varietà di orchidee e anfibi di interesse conservazionistico.
Agroforestazione e corridoi ecologici
Per rafforzare la resilienza degli ecosistemi, Sanpellegrino ha avviato un piano di agroforestazione che coinvolge 150 ettari di superficie. Ad oggi sono state messe a dimora 2.750 piante autoctone, tra cui quercia, carpino, nocciolo, ciliegio selvatico e sambuco, distribuite su 23 ettari.
Accanto a questo, sono stati creati circa 6 chilometri di corridoi ecologici, fondamentali per la sopravvivenza di molte specie migratorie. Tra queste, la tortora selvatica, inserita nella Lista Rossa IUCN come “vulnerabile”, trova in questi nuovi habitat una possibilità di ripopolamento.
L’impegno riguarda anche gli impollinatori, veri sentinelle della biodiversità. Sono stati seminati campi fioriti e installati Bee Hotel, con un monitoraggio digitale che ha rilevato un aumento dell’attività delle api da 781 a 3.713 buzz in un solo anno, accompagnato da un miglioramento delle condizioni generali dell’habitat.
Oasi di Gabbianello: un esempio di rigenerazione condivisa
A pochi chilometri dalla Tenuta, l’Oasi di Gabbianello, nel Comune di Barberino di Mugello, ha vissuto negli ultimi anni gli effetti del cambiamento climatico. Per far fronte alla crisi ecologica dell’area, Sanpellegrino, in collaborazione con il Comune e con Etifor, ha dato il via a un progetto di riqualificazione idrologica ed ecosistemica.
L’intervento prevede:
- un ampliamento del 40% dell’area umida,
- un efficientamento del prelievo idrico dal torrente Tavaiano,
- la riforestazione delle aree limitrofe,
- la creazione di percorsi e punti di osservazione naturalistica.
Un’attenzione particolare è riservata a anfibi e avifauna, in particolare alle specie migratorie. Lo studio condotto dall’Università di Firenze ha documentato 91 specie di uccelli, tra cui una garzaia con 113 coppie di aironi, e una buona presenza di anfibi, incluso nuovamente il Tritone crestato.
Un approccio scientifico e integrato
Il programma F.O.N.T.E. nasce con l’ambizione di strutturare e moltiplicare le buone pratiche già attivate sul territorio. Come ha sottolineato Ilenia Ruggeri, «tutelare la biodiversità oggi richiede uno sforzo condiviso e metodico. Il nostro obiettivo è continuare a sviluppare modelli replicabili, basati sulla scienza e sul dialogo con le comunità».
A fare eco alle sue parole, Lidia Bai di Federparchi ha ricordato quanto sia importante «la sinergia tra impresa e natura» per promuovere uno sviluppo sostenibile autentico, mentre Matteo Finocchi, dell’Università di Pisa, ha definito l’agroforestazione avviata nella Tenuta di Panna come un modello di gestione ambientale avanzata.
Infine, Daniele Penna, professore di Idrologia all’Università di Firenze, ha ribadito il valore della sperimentazione scientifica come supporto alle decisioni gestionali, evidenziando il ruolo strategico dei dati nella protezione degli ecosistemi.
Sanpellegrino, con F.O.N.T.E., si propone come esempio concreto di responsabilità ambientale, capace di coniugare l’eccellenza produttiva con un forte impegno nella tutela del patrimonio naturale italiano, in un momento storico in cui agire non è più un’opzione, ma una necessità.


