Un territorio che cambia, una sanità che si evolve. Il Mugello si trova oggi al centro di una trasformazione significativa del suo sistema sanitario, tra vecchi problemi da risolvere e nuove infrastrutture in costruzione. La Conferenza Zonale convocata nei giorni scorsi ha riunito i sindaci del Mugello e i vertici della Asl Toscana Centro per fare il punto su cantieri, criticità e progetti futuri. Dalla situazione dell’ospedale alle Case della Comunità, fino al problema dei medici di famiglia nelle aree montane, il confronto si è concentrato su obiettivi concreti e tempi da rispettare.
Alla riunione, ospitata dalla Società della Salute, erano presenti figure chiave del sistema sanitario: il direttore generale Valerio Mari, il direttore di zona Marco Brintazzoli, la direttrice dei servizi sociali Rossella Boldrini, il direttore del dipartimento ostetrico-infermieristico Paolo Zoppi, e molti altri responsabili dei servizi sanitari e delle reti territoriali.
Ospedale del Mugello: avanti con i lavori e nuove sale operatorie
Uno dei punti focali è stato lo stato di avanzamento dei lavori all’ospedale del Mugello, con interventi strutturali e tecnologici già in corso. Attualmente sono in fase di realizzazione le nuove centrali tecnologiche (gas medicinali, idrica, antincendio), mentre stanno per partire i lavori per la costruzione di una nuova palazzina collegata all’edificio esistente.
Durante l’estate, verranno adeguate le sale operatorie del terzo piano, escluse quelle dedicate alla nascita, con un intervento completo sia dal punto di vista impiantistico che strutturale. Gli interventi ginecologici e traumatologici saranno temporaneamente riorganizzati presso altre strutture della rete ospedaliera fiorentina, ma resteranno attivi al Mugello i controlli pre e post-operatori.
A settembre prenderà il via la realizzazione della High Dependency Unit (HDU), un’area di semi-intensiva all’interno del pronto soccorso per pazienti che richiedono osservazione o cure urgenti fino a 48 ore. Questo intervento, finanziato dal DL34/2020, rappresenta un importante passo avanti nella gestione delle emergenze.
Case della Comunità: cantieri attivi in tutto il territorio
Parallelamente, procede lo sviluppo delle Case della Comunità, fulcro della riorganizzazione della sanità di prossimità. Il progetto più avanzato è quello di Borgo San Lorenzo, dove è già attivo il cantiere per la realizzazione dell’Hub principale del Mugello. Il nuovo edificio, adiacente al poliambulatorio esistente, ospiterà anche l’Ospedale di Comunità. I lavori sono regolari e in linea con le scadenze previste dal PNRR.
A Dicomano, il primo dei cinque cantieri è stato avviato la scorsa primavera: le strutture saranno pronte entro l’estate, seguite da finiture e impiantistica. Anche a Marradi è iniziato il recupero dell’ex ospedale San Francesco, mentre a Scarperia-San Piero è in corso il cantiere per una struttura spoke.
A Palazzuolo sul Senio, il progetto per la Casa della Comunità è in fase di progettazione, rallentato però da lavori di messa in sicurezza dell’edificio. Tutti gli interventi in corso – finanziati con fondi PNRR, regionali e aziendali – devono concludersi entro il 2026, termine stabilito per rispettare gli impegni del Piano nazionale.
Medicina di base: più collaborazione per superare le criticità
Un tema particolarmente sentito è quello dell’assistenza medica nei comuni montani dell’Alto Mugello, dove si avverte la mancanza di medici di famiglia. Per fronteggiare questa criticità, è stato ricordato l’accordo recentemente siglato tra l’Azienda Usl Toscana Centro e l’Azienda Usl di Bologna. Grazie a questa intesa, i cittadini residenti nei territori montani possono scegliere medici anche dell’Emilia-Romagna, ampliando così le possibilità di accesso alle cure.
Non solo: anche i medici di confine potranno spostarsi nelle RSA dell’Alto Mugello per visitare pazienti che li abbiano scelti, facilitando così una gestione più efficace delle aree marginali. È un primo passo, ma rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione interregionale possa diventare uno strumento strategico per affrontare problemi locali.
Via Bolognese chiusa: impatto sulla mobilità e sui servizi
Infine, è stata affrontata la chiusura della via Bolognese, un nodo viario cruciale per l’accesso ai servizi sanitari. Le criticità legate al traffico e al trasporto dei pazienti sono state discusse in relazione alla necessità di mantenere una viabilità adeguata, soprattutto in caso di emergenza o per le fasce più fragili della popolazione.
Una sanità che cambia passo
La riunione della Conferenza Zonale ha confermato la volontà di accelerare i processi di trasformazione, sia strutturali che organizzativi, per garantire ai cittadini del Mugello una sanità più vicina, efficiente e integrata. I progetti avviati non riguardano solo nuove costruzioni, ma un cambio di paradigma che punta alla presa in carico delle persone sul territorio, alla continuità assistenziale e a una maggiore sinergia tra i diversi livelli di cura.
Il Mugello si trova oggi a un bivio, e le scelte di oggi determineranno la qualità della sanità dei prossimi decenni.

