Il Consiglio comunale del 27 febbraio ha visto l’approvazione unanime di un Ordine del Giorno sul Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) di San Pellegrino. Un risultato che, se da un lato segna un’apertura al confronto, dall’altro lascia aperti diversi interrogativi sul reale impegno dell’Amministrazione in questa vicenda.
Un documento inizialmente debole
Il testo originario presentato dalla Maggioranza appariva, a nostro avviso, come un’operazione di facciata, più orientata a placare le tensioni che a risolvere concretamente le criticità. Vale la pena ricordare che già a novembre 2024 avevamo proposto una mozione con misure più incisive, tra cui:
- Un incontro tra il Sindaco e il Prefetto di Firenze per discutere le difficoltà legislative legate all’integrazione e alla richiesta di manodopera, oltre a una revisione del numero di richiedenti asilo presenti a San Pellegrino;
- Il rafforzamento delle misure sanitarie e dell’assistenza medica per gli ospiti del CAS;
- L’istituzione di un tavolo di coordinamento con associazioni e soggetti coinvolti, finalizzato a migliorare l’accoglienza, l’insegnamento della lingua italiana e l’inserimento lavorativo, prevedendo anche agevolazioni per i trasporti pubblici.
Questa mozione fu bocciata dalla Maggioranza, con accuse di “chiacchiere inutili” e “spot elettorali”. Eppure, l’Ordine del Giorno da loro presentato qualche mese dopo non prevedeva impegni concreti, limitandosi a chiedere al Ministero dell’Interno e alla Prefettura una generica “progressiva chiusura del CAS”.
Di fronte a un aumento del 50% degli sbarchi rispetto all’anno precedente, appare poco realistico pensare che il Prefetto possa accettare una chiusura immediata della struttura. Servono soluzioni praticabili, fondate su una gestione efficace e responsabile del fenomeno migratorio.
Le nostre proposte di modifica
Per dare maggiore concretezza al documento, abbiamo presentato due emendamenti:
- Riduzione del numero di ospiti: invece di una chiusura totale, riteniamo più fattibile un ridimensionamento della struttura, così da migliorare la qualità dell’accoglienza e ridurre le criticità.
- Ruolo attivo del Comune nel coordinamento: abbiamo chiesto che l’Amministrazione non si limiti a dichiarare di non avere competenze dirette, ma si faccia promotrice di un coordinamento tra tutti gli attori coinvolti.
Se il primo emendamento è stato accolto, il secondo è stato depotenziato, trasformandosi in un semplice impegno a informare periodicamente la cittadinanza, senza un reale coinvolgimento attivo del Comune nella gestione della questione.
Abbiamo più volte ribadito la nostra insoddisfazione per l’atteggiamento dell’Amministrazione, convinti che un Comune non possa limitarsi a un ruolo passivo, ma debba assumersi precise responsabilità nei confronti della comunità e delle persone coinvolte.
Un punto di partenza, non di arrivo
Nonostante le perplessità, abbiamo scelto di votare a favore del documento, poiché rappresenta un primo passo verso un confronto che fino ad oggi era stato evitato. Tuttavia, il nostro impegno non si esaurisce qui: continueremo a monitorare la situazione affinché il dibattito prosegua in modo costruttivo e nell’interesse di tutti.
La questione del CAS di San Pellegrino è complessa e richiede serietà e responsabilità. È fondamentale garantire il rispetto e la dignità di chi fugge da guerre e povertà, ma anche ascoltare le preoccupazioni dei cittadini e sostenere il prezioso lavoro dei volontari. L’Amministrazione non può e non deve voltare le spalle a nessuna di queste realtà.
Lista BeneComune

