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Rufina, scontro sul patrocinio alla Pastasciutta antifascista: ANPI replica a Insieme per Rufina

di Leonardo Romagnoli

Si accende il confronto politico a Rufina intorno alla Pastasciutta antifascista organizzata per la sera del 12 settembre dalla sezione locale dell’ANPI, in collaborazione con il Circolo Arci. Al centro della polemica c’è la richiesta avanzata dal gruppo consiliare Insieme per Rufina di revocare il patrocinio concesso dal Comune all’iniziativa.

La sezione ANPI ha risposto con un duro comunicato, interpretando la richiesta come un attacco non soltanto all’associazione, ma al significato storico e politico dell’antifascismo. L’amministrazione comunale, secondo quanto riferito dall’ANPI, ha respinto la richiesta di revoca.

La richiesta di Insieme per Rufina e la replica dell’ANPI

Secondo la ricostruzione contenuta nel comunicato dell’associazione, la posizione di Insieme per Rufina sarebbe collegata alle scelte dell’ANPI nazionale e, in particolare, alla sua opposizione al DDL 1004 e alla partecipazione al presidio organizzato il 9 settembre davanti a Montecitorio.

L’ANPI di Rufina respinge questa impostazione e sostiene che la controversia vada oltre il confronto sul provvedimento parlamentare. Per la sezione locale, dietro la richiesta relativa al patrocinio ci sarebbe un attacco più generale all’antifascismo, indicato come uno dei fondamenti della Repubblica e della Costituzione.

Nel comunicato viene inoltre ribadita la condivisione della posizione nazionale dell’associazione sui temi del sionismo e dell’antisemitismo, definita pubblica e consultabile.

Il richiamo alla storia della famiglia Cervi

Un passaggio centrale della replica riguarda l’origine della Pastasciutta antifascista, iniziativa che negli anni si è diffusa in numerose località italiane.

L’ANPI ricorda l’episodio del 25 luglio 1943, quando a Campegine, in provincia di Reggio Emilia, la famiglia Cervi offrì una grande pastasciutta per celebrare la caduta del regime fascista e l’arresto di Benito Mussolini.

Proprio questo legame con la memoria della Resistenza viene utilizzato dalla sezione rufinese per contestare la richiesta di togliere il patrocinio comunale. Nel suo intervento l’associazione richiama anche la successiva uccisione dei sette fratelli Cervi, avvenuta nel dicembre dello stesso anno.

Il Comune mantiene il patrocinio

L’ANPI ha quindi ringraziato l’Amministrazione comunale di Rufina per aver respinto la richiesta avanzata dal gruppo consiliare.

La decisione consente all’iniziativa del 12 settembre di mantenere il sostegno istituzionale inizialmente accordato e chiude, almeno sul piano amministrativo, la questione del patrocinio. Resta invece aperto il confronto politico, alimentato dalle posizioni contrapposte emerse nelle ultime ore.

La solidarietà del PMLI all’ANPI di Rufina

Sulla vicenda è intervenuta anche la cellula “F. Engels” del Partito Marxista-Leninista Italiano, che da Pontassieve ha diffuso una nota di solidarietà nei confronti della sezione ANPI.

Il PMLI attacca duramente Insieme per Rufina e collega la controversia ad altri contrasti avvenuti in passato sul tema della memoria storica, citando in particolare il dibattito relativo al Confine Orientale.

La formazione marxista-leninista condivide inoltre la posizione espressa dall’ANPI sul DDL 1004 e sostiene che la richiesta di revocare il patrocinio alla Pastasciutta antifascista abbia un significato politico più ampio. Nel comunicato vengono espresse anche valutazioni fortemente critiche sul governo Meloni, sulla politica israeliana e sull’attuale situazione in Palestina.

Si tratta di giudizi politici attribuibili al PMLI, inseriti in una nota dai toni particolarmente netti e che si aggiungono alla presa di posizione dell’ANPI senza coincidere necessariamente, in ogni passaggio, con quella dell’associazione partigiana.

Pastasciutta antifascista, la polemica arriva alla serata del 12 settembre

La controversia accompagna dunque l’appuntamento previsto a Rufina per il 12 settembre 2026. Per l’ANPI la manifestazione mantiene soprattutto il valore di memoria legato alla famiglia Cervi e alla storia dell’antifascismo italiano.

Il PMLI attribuisce invece alla partecipazione alla serata anche un significato politico attuale, considerandola una dimostrazione della presenza sul territorio di un fronte antifascista.

La discussione sul patrocinio ha così trasformato un appuntamento commemorativo locale in un nuovo terreno di confronto politico a Rufina, intrecciando memoria della Resistenza, antifascismo e questioni legate all’attualità nazionale e internazionale.

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