A San Godenzo si è tenuto un incontro pubblico dedicato al rapporto tra energie rinnovabili, legalità e tutela dei territori. L’iniziativa è stata promossa dalla Coalizione ambientale TESS, Transizione Energetica Senza Speculazione, insieme alle associazioni Italia Nostra e Atto Primo, con il patrocinio del Comune.
Ad aprire i lavori è stato il sindaco Emanuele Piani. L’incontro è stato condotto da Giacomo Di Girolamo, giornalista e scrittore, autore della biografia di Matteo Messina Denaro “L’invisibile” e del volume “Cosa Grigia”.
Il settore delle rinnovabili e le zone d’ombra
Al centro del dibattito sono finite le possibili infiltrazioni criminali nei grandi investimenti legati agli impianti industriali da fonti energetiche rinnovabili.
Secondo quanto illustrato durante l’incontro, la presenza di opere rilevanti, finanziamenti consistenti e prospettive di profitto può favorire la nascita di aree poco trasparenti, nelle quali diventa difficile distinguere gli interessi legittimi da quelli illeciti.
Di Girolamo ha richiamato il caso siciliano dei cosiddetti “signori del vento”, esponenti mafiosi e imprenditori collusi che avrebbero utilizzato il settore eolico per costruire reti economiche e finanziarie.
Nel corso della serata sono stati citati anche fenomeni come estorsioni, imposizione di subappalti, acquisizione di terreni tramite intermediari e pressioni sulle amministrazioni locali. Gli incendi dolosi, è stato spiegato, possono essere impiegati per intimidire imprese e comunità oppure per condizionare l’assegnazione dei lavori.
La definizione di “Cosa Grigia”
Il giornalista ha descritto con l’espressione Cosa Grigia una trasformazione della criminalità organizzata, sempre meno riconoscibile attraverso i metodi tradizionali e maggiormente capace di inserirsi nei circuiti economici, amministrativi e istituzionali.
Non più soltanto violenza evidente, dunque, ma una presenza che può utilizzare competenze professionali, strumenti tecnologici, società formalmente legali e procedure burocratiche.
Nella ricostruzione proposta da Di Girolamo, la Cosa Grigia è uno spazio nel quale possono incontrarsi criminalità, economia, politica e una forma di “legalità flessibile”. Con questa espressione si indica l’uso distorto delle norme e delle procedure per favorire interessi privati a danno delle risorse pubbliche e dei beni comuni.
Il sistema descritto può coinvolgere imprenditori, funzionari, professionisti, dirigenti e tecnici, creando una rete difficile da individuare perché capace di mimetizzarsi dietro progetti presentati come innovativi o sostenibili.
Trasparenza e informazione come strumenti di difesa
Uno dei temi centrali dell’incontro è stato il ruolo delle comunità locali. Di Girolamo ha invitato cittadini e amministratori a chiedere informazioni complete, trasparenza nelle procedure e accesso agli atti relativi ai grandi progetti.
Secondo i promotori, la mancanza di un dibattito pubblico, la scarsa informazione e l’assenza di confronto possono rendere più vulnerabili i territori interessati da investimenti di notevole impatto.
La difesa dei luoghi, è stato sottolineato, non coincide con l’opposizione alle energie rinnovabili, ma con la richiesta di una transizione energetica controllabile, partecipata e rispettosa delle comunità.
Il futuro dei crinali appenninici
Una parte del confronto ha riguardato i crinali dell’Appennino Mugellano, la Montagna Fiorentina e le aree vicine al Parco nazionale delle Foreste Casentinesi.
Per la Coalizione TESS questi luoghi rappresentano un patrimonio paesaggistico, storico e identitario da tutelare. L’obiettivo dichiarato è evitare che la produzione energetica si traduca in consumo di territorio o in progetti decisi senza il coinvolgimento della popolazione.
Durante il dibattito sono state indicate alcune possibili alternative, tra cui l’installazione degli impianti in aree già edificate o cementificate e lo sviluppo di comunità energetiche democratiche e solidali, fondate sull’autoproduzione, sull’autoconsumo e sulla condivisione locale dell’energia.
L’incontro si è concluso con un richiamo alla responsabilità individuale e collettiva. Per i promotori, la transizione energetica deve procedere insieme alla legalità, alla partecipazione pubblica e alla salvaguardia dei territori.

