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Revisione della spesa o attacco allo stato sociale?

di Leonardo Romagnoli

Revisione della spesa o attacco allo stato sociale?

Spending review o welfare review?
Il governo Monti sta seguendo le indicazioni delle tecnocrazie dell’asse Francoforte-Bruxelles, che mirano a un progressivo smantellamento dello Stato sociale e alla privatizzazione dei servizi. Dopo la mannaia sulle pensioni ora tocca alla sanità: eppure basterebbe guardare il disastro del modello americano, che costa il doppio di quelli europei ed è meno efficiente

Antonio Lettieri

Nel confronto con la crisi, la politica dell’asse Francoforte-Bruxelles si muove lungo il doppio binario dell’austerità e delle riforme strutturali. C’è un punto in cui i due binari s’incontrano per diventare uno solo. E’ il punto dove il taglio della spesa pubblica (austerità) si risolve nel taglio di alcuni capitoli della spesa sociale (riforme strutturali). In tutta l’Unione europea, i due capitoli essenziali sui quali s’interviene sono le pensioni e la sanità. In Italia è stata utilizzata la mannaia per le pensioni, portando l’età della pensione alla soglia dei 70 anni. Ora s’intensifica l’opera di erosione del sistema sanitario pubblico.
Quando le autorità europee dettano i canoni delle riforme strutturali, il paradigma di riferimento è la riduzione della spesa pubblica associata a dosi crescenti di privatizzazione del welfare. In altri termini il modello americano che nei sistemi pensionistici, sanitari, educativi è caratterizzato dal crescente predominio del mercato.
In questi giorni, mentre in Italia si discute di ennesimi tagli alla sanità, è stata portata all’attenzione la riforma sanitaria americana, che si è salvata dal rischio di essere cancellata dalla Corte Suprema – possibilità sulla quale contava Mitt Romney, il candidato repubblicano alle elezioni presidenziali di novembre.
Quando Obama arrivò alla Casa Bianca, 47 milioni di americani erano privi di assistenza sanitaria, una vergogna per il paese più ricco del mondo. La via più semplice, lungamente coltivata dall’ala liberal del Partito democratico, era la generalizzazione del sistema di assistenza pubblica, Medicare, instaurato da Lyndon Johnson negli anni Sessanta a favore delle persone da 65 anni in su. Si sarebbe trattato di un servizio universale a più basso costo. Ma questo modello si scontrò con la violenta opposizione del potente complesso assicurativo-sanitario privato. Lo scontro prosegu

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