L’Alleanza Fiorentina per la Giustizia Ecologica, Climatica e Sociale prende posizione con fermezza contro il grave episodio avvenuto nei giorni scorsi al cantiere dell’impianto eolico di Monte Giogo di Villore, nel Mugello. L’assalto, compiuto da un gruppo organizzato di circa cinquanta persone incappucciate, ha avuto come obiettivo bloccare la realizzazione di uno dei più significativi progetti di produzione di energia pulita previsti dal Piano Nazionale Energia e Clima.
L’azione è stata condotta con modalità intimidatorie e violente: gli aggressori hanno fatto irruzione nel cantiere, minacciando i lavoratori presenti con cani e coltelli, sottraendo motoseghe e attrezzature, vandalizzando i mezzi e le strutture in uso. Un attacco che ha seminato paura e tensione tra gli operai impegnati nella costruzione dell’impianto.
L’Alleanza Fiorentina, che raccoglie sigle come Legambiente Firenze, Ecofuturo, Extinction Rebellion Firenze, FIAB Firenze Ciclabile, ISDE, Energia per l’Italia e numerose altre realtà ambientaliste, ha espresso solidarietà ai lavoratori e all’azienda responsabile del progetto, ribadendo la legittimità dell’opera. L’impianto ha infatti superato tutte le fasi dell’iter autorizzativo, compresa una inchiesta pubblica, ed è stato riconosciuto di pubblica utilità sia dalla Regione Toscana che dal Consiglio dei Ministri.
Il progetto prevede l’installazione di aerogeneratori capaci di produrre circa 80 GWh all’anno di energia pulita, quantità che permetterà di evitare l’emissione di 40 milioni di chilogrammi di anidride carbonica ogni anno, un beneficio ambientale paragonabile alla capacità di assorbimento di oltre un milione e trecentomila alberi. Si tratta di un contributo significativo per ridurre le emissioni climalteranti e per contrastare la crisi climatica che investe l’intero pianeta.
L’energia eolica, come sottolineano numerosi studi indipendenti e dati consolidati, è la fonte rinnovabile con il minor impatto ambientale complessivo e rappresenta una strada imprescindibile per il futuro energetico del Paese. Oltre a garantire una produzione sostenibile, consente di ridurre la dipendenza dall’importazione di combustibili fossili e di consolidare la sicurezza energetica nazionale.
Gli ecologisti che aderiscono all’Alleanza hanno condannato con decisione un episodio definito una “manifestazione di violenza devastante”, che non può trovare alcuna giustificazione. Nella loro posizione si evidenzia come l’aggressione sia il frutto di una propaganda negazionista e fossile che da anni alimenta sospetti, pregiudizi e disinformazione sul tema delle energie rinnovabili, con l’obiettivo di rallentare la transizione verso un modello di sviluppo più giusto, sano ed equilibrato.
Secondo l’Alleanza, l’attacco al cantiere di Villore è un segnale inquietante di una deriva violenta e antiscientifica che tenta di bloccare con la forza opere legittime e necessarie per fronteggiare l’emergenza climatica. Le organizzazioni promotrici ribadiscono che la transizione energetica non è un’opzione ma una priorità storica, e che occorre garantire la sicurezza degli operatori e la continuità dei lavori.
A questo proposito, l’Alleanza ha chiesto alle autorità competenti di avviare rapidamente le indagini per individuare i responsabili e di predisporre tutte le misure di tutela necessarie a consentire il completamento del progetto nei tempi previsti. Un invito chiaro anche a istituzioni e cittadini a non lasciarsi trascinare da narrazioni ostili che alimentano conflitti e a riconoscere l’importanza di investire in infrastrutture pulite e moderne.
Il raid contro il cantiere eolico rappresenta un attacco diretto alla prospettiva di un futuro alimentato da energie rinnovabili. Un futuro in cui, oltre alla riduzione delle emissioni climalteranti, potranno crearsi opportunità economiche, occupazionali e di innovazione, in coerenza con gli obiettivi fissati a livello europeo e internazionale.
La prossima sfida sarà difendere il diritto delle comunità a beneficiare di questi impianti e a partecipare a un percorso di cambiamento che non può più essere rimandato. Il cantiere di Monte Giogo di Villore diventa quindi un simbolo di questa battaglia culturale e politica: da un lato la difesa dell’ambiente e dell’occupazione qualificata, dall’altro chi tenta di arrestare il cambiamento con atti di intimidazione.
Le associazioni firmatarie – tra cui Aspo Italia, Associazione Pro CER, Associazione Progetto Firenze, Cittadini per l’Italia Rinnovabile, EcoLobby – si sono dette pronte a proseguire nell’impegno di informare l’opinione pubblica, sostenere la scienza e promuovere la transizione ecologica. Una transizione che, come dimostra la vicenda di Villore, incontra ancora ostacoli e resistenze, ma che rappresenta una scelta di civiltà e responsabilità.

