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Raccolta rifiuti, PMLI: no alla distribuzione degli utili, servono bollette più basse e servizi migliori

di Leonardo Romagnoli

La posizione in Valdisieve e Mugello

La gestione della raccolta rifiuti torna al centro del confronto politico in Valdisieve e nel Mugello. La Cellula F. Engels della Valdisieve e l’Organizzazione di Vicchio del Mugello del PMLI hanno espresso sostegno alla proposta dell’Unione dei Comitati “TARIC sì ma non così” dell’ATO Toscana Centro: usare gli eventuali utili del servizio per migliorare la raccolta e ridurre la TARIC, invece di distribuirli tra i soci.

Il punto, secondo i promotori della proposta, è semplice: se i cittadini pagano il servizio, gli eventuali benefici economici devono tornare alla popolazione. Una linea che il PMLI condivide, soprattutto in una fase segnata da aumenti delle bollette e da crescenti difficoltà per molte famiglie.

Utili da reinvestire, non da distribuire

Nel documento viene contestata l’idea che un servizio pubblico essenziale possa generare dividendi. Anche se oggi i soci beneficiari sono i Comuni, la distribuzione degli utili viene letta come un segnale politico preoccupante.

Secondo il PMLI, questo meccanismo rispecchia una logica privatizzatrice e potrebbe aprire la strada, in futuro, all’ingresso di capitali privati nei servizi pubblici locali. Una possibilità che, viene ricordato, risulta congelata fino al 2029, anno di scadenza dell’attuale piano industriale di Plures S.p.A., società di cui fa parte Alia.

Da qui la richiesta di mantenere chiusa quella che viene definita una “porta” verso la privatizzazione, evitando scelte che possano favorire la trasformazione dei servizi pubblici in strumenti di profitto.

Le criticità delle postazioni stradali digitali

Nel testo viene affrontato anche il tema dei cambiamenti introdotti in alcuni Comuni, dove il sistema porta a porta è stato sostituito dalle postazioni stradali digitali.

Secondo quanto denunciato dai Comitati, questa modifica avrebbe prodotto diversi problemi: difficoltà nella rilevazione dei conferimenti, riduzione degli spazi di parcheggio e disagi per le persone anziane, costrette in alcuni casi a percorrere distanze significative per conferire i rifiuti.

Il PMLI parla di un passo indietro rispetto alla raccolta differenziata porta a porta, considerata un risultato raggiunto con fatica anche attraverso la mobilitazione popolare contro il progetto del mega impianto di Selvapiana, poi bloccato.

Il nodo politico della multiutility

La critica si allarga poi alla costruzione della multiutility Plures, indicata come parte di un processo funzionale alla liberalizzazione e alla possibile privatizzazione dei servizi.

Nel documento viene chiamato in causa il centrosinistra regionale, ritenuto il principale promotore di un’impostazione giudicata contraria alla gestione pienamente pubblica dei servizi essenziali.

Per il PMLI, la questione non riguarda solo l’organizzazione industriale del servizio, ma anche il controllo democratico su settori che incidono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini: rifiuti, tariffe, qualità del servizio e condizioni di lavoro.

Lavoratori della raccolta, il tema delle condizioni contrattuali

Tra gli aspetti da affrontare, il PMLI inserisce anche le condizioni dei lavoratori impiegati nella raccolta, in particolare nel porta a porta nel basso Mugello.

Nel documento si parla di personale spesso dipendente da cooperative, con stipendi bassi e carichi di lavoro pesanti. Viene descritto un sistema in cui un singolo operatore deve guidare, individuare i cassonetti, raccogliere i rifiuti e registrare i conferimenti tramite palmare.

Secondo i marxisti-leninisti, queste condizioni sono incompatibili con un servizio pubblico e risultano ancora più gravi nei territori amministrati, nella maggior parte dei casi, dalla sinistra istituzionale.

La richiesta ai Comuni

Il PMLI sostiene quindi la richiesta dei Comitati alle amministrazioni locali: uscire allo scoperto e prendere una posizione pubblica nei confronti di Alia, ATO Toscana Centro e degli altri soggetti competenti.

Al centro resta il rifiuto dell’ingresso dei privati nei servizi pubblici. Nel documento viene richiamato anche il referendum sull’acqua del 2011, indicato come una prova della contrarietà della popolazione alla privatizzazione dei beni e dei servizi essenziali.

Per Valdisieve e Mugello, così come per gli altri Comuni dell’ATO, il tema resta politico prima ancora che tecnico: stabilire se gli eventuali ricavi della raccolta rifiuti debbano produrre dividendi o tornare ai cittadini attraverso tariffe più leggere e un servizio più efficiente.

Possibile mobilitazione contro la privatizzazione

La conclusione del PMLI è netta. Se le amministrazioni dovessero proseguire verso scelte considerate privatizzatrici, la risposta dovrebbe essere la mobilitazione più ampia possibile.

L’obiettivo indicato è mantenere la gestione dei servizi pubblici fuori dalle logiche di profitto, chiedendo che ogni eventuale utile venga reinvestito nella qualità del servizio, nella tutela dei lavoratori e nella riduzione della TARIC per cittadini e famiglie.


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