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Anima Marradi – Raccolta rifiuti a Marradi: un anno di fallimenti e degrado, ora serve una svolta coraggiosa

di Leonardo Romagnoli

È trascorso un anno dall’entrata in vigore del nuovo sistema di raccolta rifiuti promosso dall’amministrazione Triberti, un progetto che avrebbe dovuto migliorare efficienza e decoro urbano a Marradi, ma che si è trasformato, giorno dopo giorno, in un simbolo di disorganizzazione e malcontento diffuso.

Fin dai primi mesi, molti avevano sottolineato come il piano fosse tecnologicamente superato, inadeguato alle peculiarità del territorio e ideato più per rispondere alle logiche aziendali di Hera che alle reali necessità della cittadinanza. Le preoccupazioni, allora bollate come critiche strumentali, si sono purtroppo rivelate fondate.

La gestione comunale si è mostrata sorda ai suggerimenti e incapace di imporre modifiche sostanziali o di contrapporsi con decisione a Hera, portando Marradi a un livello di degrado urbano che non trova precedenti. È innegabile che la raccolta differenziata sia cresciuta in termini percentuali, ma l’altro lato della medaglia è rappresentato da un costo elevatissimo in termini di immagine pubblica, igiene e decoro, oltre che economico.

I cittadini si trovano infatti a convivere con punti di raccolta che, tanto nel centro storico quanto nelle frazioni, sono divenuti vere e proprie discariche a cielo aperto. Cumuli di sacchi maleodoranti giacciono per giorni, alimentando il senso di abbandono e danneggiando l’immagine di un paese che si vorrebbe a vocazione turistica.

Il problema dell’inciviltà di alcuni cittadini, che continuano a smaltire rifiuti in modo illecito, non può essere ignorato. Eppure, nonostante le ripetute richieste di installare fototrappole e strumenti di videosorveglianza per individuare i responsabili, l’amministrazione non è stata nemmeno in grado di acquistare una videocamera. Una prova ulteriore di un immobilismo amministrativo che lascia sgomenti.

Non si tratta solo di decoro. C’è anche una questione di sicurezza sanitaria: l’abbandono incontrollato dei rifiuti rappresenta un potenziale focolaio di infezioni, un pericolo per i residenti e un danno alla credibilità di Marradi.

La beffa si consuma anche sul piano economico. A fronte di una raccolta differenziata in aumento, era lecito aspettarsi una riduzione delle tariffe per le famiglie e le imprese. Invece, le promesse si sono dissolte: le bollette rimangono invariate e l’unico intervento previsto – una modesta riduzione del 4-5% per le aziende – è stato ottenuto drenando risorse preziose dal bilancio comunale, sottraendole ad altri servizi fondamentali.

La gestione del rapporto con Hera è apparsa priva di indipendenza. In Consiglio Comunale ci si è limitati a ratificare le decisioni aziendali, senza quel minimo di fermezza e competenza che avrebbe potuto tutelare meglio i cittadini.

Già nove mesi fa era stato chiesto un piano concreto di interventi, accompagnato da un’assunzione di responsabilità politica. Nulla è stato fatto. Al contrario, il tempo è trascorso fra annunci di miglioramenti futuri e giustificazioni vaghe. Si era detto che, una volta “a regime”, la situazione sarebbe cambiata. Ma oggi, che il sistema è pienamente operativo, Marradi si trova nella medesima condizione, se non peggiore.

Questo immobilismo stride con la narrazione di un Comune che si dichiara promotore del turismo. Quale turista dovrebbe scegliere di visitare un borgo in cui l’odore dei rifiuti accoglie i visitatori e le immagini dei cassonetti traboccanti fanno il giro dei social?

Per tutte queste ragioni, Rudi Frassineti, capogruppo di Anima Marradi, ha annunciato la presentazione di una mozione per uscire dalla convenzione con Hera, come già avvenuto in altre realtà insoddisfatte del servizio. La proposta mira ad avviare un percorso alternativo di gestione dei rifiuti, più vicino alle esigenze del territorio e capace di ridare dignità al paese.

È una scelta che richiede coraggio politico e volontà di rompere con l’inerzia, assumendosi la responsabilità di cambiare rotta per tutelare la comunità. Con le elezioni regionali ormai imminenti, però, il timore è che prevalga ancora una volta la prudenza elettorale e il silenzio.

Eppure, mai come ora, Marradi ha bisogno di un gesto di orgoglio e di chiarezza. Non si può chiedere ai cittadini di pagare tariffe alte in cambio di un servizio che alimenta il degrado. Non si può continuare a promettere correttivi che non arrivano.

La domanda, a questo punto, è una sola: l’amministrazione avrà il coraggio di compiere un passo deciso per il bene del paese, o continuerà a rinviare ogni decisione in nome di un equilibrio politico sempre più precario?

La sfida è aperta, e i cittadini di Marradi meritano risposte concrete, non altri mesi di attesa.

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