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Publiacqua, accordo con le cooperative sociali: lavoro e inclusione per persone svantaggiate

di Leonardo Romagnoli

Dalla cura del verde ai fontanelli pubblici, firmato un protocollo triennale per l’inserimento lavorativo

Un’intesa che unisce servizio pubblico e inclusione sociale. È stato firmato nella sede di Publiacqua S.p.A. a Firenze un protocollo d’intesa tra il principale gestore idrico della Toscana e le centrali cooperative AGCI Toscana, Confcooperative-Federsolidarietà Toscana e Legacoop Toscana – Dipartimento Welfare.

L’obiettivo è chiaro: affidare alcune attività operative a cooperative sociali, creando opportunità concrete di lavoro per persone appartenenti a categorie svantaggiate.

Le attività coinvolte

Dalla manutenzione ordinaria dei fontanelli pubblici alla gestione del verde, fino a piccoli interventi tecnici e servizi di supporto. Il protocollo prevede la possibilità di esternalizzare diverse attività, tra cui:

  • manutenzione e gestione dei fontanelli;
  • servizi ambientali e cura del verde;
  • supporto logistico;
  • comunicazione e sensibilizzazione;
  • servizi legati all’economia circolare;
  • manutenzione ordinaria di impianti e infrastrutture;
  • presidio, sorveglianza e pulizia;
  • supporto ai progetti di sostenibilità.

Si tratta di un accordo triennale che punta a generare valore aggiunto per le comunità locali, avviando una collaborazione strutturata tra impresa pubblica e terzo settore.

Le firme e i protagonisti

Alla firma del protocollo sono intervenuti Nicola Perini, presidente di Publiacqua S.p.A., Alessandro Giaconi, presidente di AGCI Toscana, Giacomo Billi, presidente di Confcooperative-Federsolidarietà Toscana, e Gianni Autorino, responsabile del Dipartimento Welfare di Legacoop Toscana.

L’accordo si inserisce nel quadro degli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e richiama i principi di sostenibilità e responsabilità sociale d’impresa, anche alla luce del decreto legislativo 125/2024 che recepisce la direttiva europea sulla rendicontazione di sostenibilità.

Inclusione e valore per il territorio

Il macro-obiettivo è l’inclusione lavorativa e sociale di persone svantaggiate. Il protocollo prevede la sperimentazione di nuove forme di partenariato basate su co-programmazione e co-progettazione.

La collaborazione si articolerà su tre direttrici:

  • inserimento lavorativo di persone fragili;
  • valorizzazione delle risorse territoriali in chiave di economia circolare;
  • miglioramento dei servizi pubblici con attenzione alla dimensione sociale.

Un modello che punta a coniugare efficienza operativa e impatto sociale.

Un tavolo di coordinamento per guidare il progetto

Elemento centrale dell’intesa è la governance. Verrà istituito un Tavolo di coordinamento con il compito di elaborare un piano operativo, monitorare l’attuazione del protocollo, promuovere buone pratiche e valutare l’impatto sociale ed economico delle azioni intraprese.

Il piano partirà da un’analisi delle attività di Publiacqua S.p.A. potenzialmente esternalizzabili, dalla mappatura delle competenze delle cooperative sociali e dall’individuazione dei fabbisogni occupazionali delle persone svantaggiate.

Successivamente saranno avviati progetti pilota, accompagnati da attività di formazione per il personale coinvolto e percorsi di rafforzamento organizzativo per le cooperative.

Un modello replicabile

L’intesa non si limita all’affidamento di servizi. L’obiettivo dichiarato è trasformare il protocollo in una buona pratica da estendere ad altre realtà del territorio. Al termine della fase pilota, le parti valuteranno risultati e criticità, con l’intenzione di promuovere il modello a livello regionale e nazionale.

“Le cooperative di tipo B svolgono una funzione pubblica decisiva per intervenire in modo strutturale sulle diseguaglianze. Se vogliamo sostenere le fragilità dobbiamo mettere in campo azioni reali e continuative”, ha dichiarato Nicola Perini, sottolineando la responsabilità delle aziende di servizio pubblico nel contribuire alla coesione sociale.

Anche i rappresentanti di AGCI Toscana, Confcooperative-Federsolidarietà Toscana e Legacoop Toscana hanno evidenziato come l’accordo rappresenti un passo concreto verso un’economia più equa e orientata al bene comune.


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