
Ordinanza di proroga per la gestione dell’area pedonale
Più tempo alla sperimentazione della pedonalizzazione del centro storico. E così, più tempo per verificare con residenti e commercianti, e gli altri cittadini, l’impatto che ha avuto sulle loro abitudini il provvedimento.
La sperimentazione, la cui conclusione era fissata per il 20 gennaio, continua ancora. E’ un’ordinanza comunale del 17 gennaio che ne stabilisce la proroga “in attesa di disciplinare in via definitiva il funzionamento dell’Area Pedonale”. Ulteriore tempo a disposizione che servirà pure per definire nei dettagli di tipo organizzativo e di gestione la prevista installazione di due porte telematiche.
Oltre alla proroga, l’ordinanza comunale autorizza per i residenti dell’Area Pedonale (ex Ztl, contrassegno rosso) la sosta in via Cocchi e il transito in corso Matteotti per consentire l’uscita dalla via, e istituisce la sosta a disco orario in piazza del Mercato dall’intersezione con via San Francesco, direzione via degli Argini, con 5 spazi lato destro e 6 spazi lato sinistro, orario 9-13 e 15-19, con autorizzazione alla sosta senza limitazione oraria per i residenti dell’Area Pedonale, e Zru, esibendo il contrassegno rosso (ex Ztl), e verde (Zru).
In merito all’istituzione dell’Area Pedonale, l’Amministrazione comunale tiene a fare due precisazioni. La prima: il provvedimento di pedonalizzazione è condiviso e sostenuto dai commercianti con l’associazione di categoria Confesercenti e Comitato Nel Borgo che hanno anche firmato un protocollo d’intesa di valorizzazione del Centro Commerciale Naturale, ed è stato in parte modificato dopo la discussione e il confronto avuti con i residenti nell’assemblea pubblica prima dell’avvio della sperimentazione. La seconda: le 2 porte telematiche sono, da un punto di vista tecnico, il sistema più efficace per controllare gli accessi e ne era già previsto l’impiego nell’ambito della regolamentazione della Ztl; inoltre, la fornitura è ricavata da economie sui lavori di ripavimentazione in via San Martino, su finanziamento europeo, che potevano essere reinvestite esclusivamente nel centro storico. Dunque, nessun denaro dei borghigiani è stato toccato e speso.

2 commenti
Non vorremmo pensare che l’amministrazione comunale borghigiana racconta bugie per difendersi. Eppure nelle precisazioni dell’ultimo comunicato sulla pedonalizzazione sostiene una verità opposta rispetto a quella degli atti ufficiali.
Già aver lanciato una sperimentazione di pedonalizzazione un mese fa senza mettere in atto neanche le modifche ai sensi di circolazione previsti, e doverla prorogare, dimostra il livello molto alto di improvvisazione e superfcialità raggiunto. Ma che le sperimentazioni a Borgo siano opere infnite lo
sappiamo da “l’Ovonda”, speriamo solo che non debba durare gli stessi anni.
Già aver indetto una riunione aperta alla cittadinanza per parlarne quando in realtà era già stato tutto deciso e le porte telematiche da collocare in via Mazzini e corso Matteotti già acquistate per 45 mila euro, è stato
un’esempio di mancanza di rispetto e di correttezza. Un esempio di quanto poco diano peso al valore dei soldi pubblici: un provvedimento inutile nei fatti perché non sono certo il traffico o gli accessi non autorizzati i problemi del nostro centro storico.
Per giustifcarsi su questo, la giunta dice sul suo comunicato stampa:”la fornitura è ricavata da economie sui lavori di pavimentazione in via San Martino, su fnanziamento europeo, che potevano essere reinvestite
esclusivamente nel centro storico. Dunque, nessun denaro dei borghigiani è stato toccato e speso”.
Queste afermazioni sono false. I nostri capaci amministratori leggano gli atti che loro stessi hanno
approvato. Il fnanziamento europeo per pavimentare in via San Martino, pari a 98.290 euro, è già stato speso.
I fondi restanti sono “risorse proprie” reperite nel bilancio comunale (Delibera Giunta n.136 del 30.12.2010).
E le porte telematiche, secondo determinazione 620 del 17.10.2013, sono state acquistate utilizzando capitoli del bilancio comunale fnanziati con fondi propri. E che tutto dovesse essere speso per forza nel centro storico
è pura invenzione. I soldi avanzati dal progetto di pavimentazione potevano tranquillamente essere riutilizzati altrove.
Precisiamo che anche qualora fossero stati fondi provenienti da un fnanziamento europeo, non sarebbe comunque giustifcata una spesa inutile. Sono sempre soldi che vengono dalle tasse, non crescono sugli alberi.
Chiediamo all’amministrazione, all’ufficio stampa e a tutti coloro che hanno difuso questa falsa informazione di rettifcare. E magari l’amministrazione farebbe bene anche a chiedere scusa.
Roberto Nazio
Portavoce Per Borgo-Lista Civica
In riferimento a quanto espresso nella nota sulla proroga della sperimentazione della pedonalizzazione e alla nota del gruppo consiliare e lista “Per Borgo” che chiede di rettificare, l’Amministrazione comunale precisa e specifica che:
I lavori di ripavimentazione in pietra di via San Martino sono stati finanziati con fondi europei gestiti da Gal-Start e con un cofinaziamento comunale per un importo complessivo di 193.000 euro.
Nella realizzazione sono state ricavate, a consuntivo, economie, cioè risparmi, nell’ambito del quadro economico dell’intervento. Nell’atto comunale per la fornitura di due porte telematiche si impegnano 31.118 euro di tale quadro economico che già riguardava l’intervento di miglioramento del centro storico, oltre a 13.778 euro relativi a oneri di urbanizzazione-permessi da costruire (destinabili a investimenti). Risorse non derivanti da fiscalità generale, cioè tasse e tributi.
Il sintetico commento nella precedente nota, risultato di una eccessiva sintesi, non ha restituito con precisione le scelte dell’Amministrazione.