Nuova audizione parlamentare sul caso Forteto. Davanti alla Commissione d’inchiesta è intervenuto il magistrato Galeotti, pubblico ministero che avviò le indagini sulla comunità di Vicchio e portò alla condanna di Rodolfo Fiesoli. Parole dure sulle responsabilità istituzionali e sul mancato riconoscimento verso le vittime.
Il ritorno in Commissione dopo sei anni
A distanza di sei anni, Galeotti è tornata davanti alla Commissione parlamentare che si occupa della vicenda Forteto, uno dei casi più discussi della storia giudiziaria toscana.
Galeotti fu il sostituto procuratore che nel 2011 avviò le indagini sulla comunità di Vicchio e che nel 2015 ottenne la condanna in primo grado di Rodolfo Fiesoli, fondatore della struttura.
Il procedimento si è chiuso definitivamente nel 2019 con la condanna di Fiesoli, morto nel 2025 all’età di 84 anni.
Le accuse sulle mancate responsabilità
Nel corso dell’audizione, Galeotti ha puntato l’attenzione sulle conseguenze istituzionali successive alla sentenza definitiva.
Secondo quanto riferito, dopo la condanna non sarebbero state avviate azioni disciplinari né iniziative interne negli apparati pubblici coinvolti nella vicenda.
Il magistrato ha sottolineato soprattutto l’assenza di un gesto simbolico nei confronti delle vittime, sostenendo che nessuna delle istituzioni interessate avrebbe chiesto scusa ai minori affidati alla comunità e poi coinvolti in abusi e maltrattamenti.
Il riferimento alle carriere interne
Nel suo intervento, Galeotti ha anche osservato come alcune figure coinvolte abbiano proseguito i propri percorsi professionali senza particolari conseguenze.
Un passaggio che riapre il tema delle eventuali responsabilità amministrative e disciplinari, distinto da quello penale già definito nei tribunali.
Il clima dopo l’avvio del processo
Durante l’audizione è emerso anche un ricordo personale legato al periodo successivo al trasferimento da Pistoia a Firenze.
Galeotti ha raccontato che, dopo l’inizio del dibattimento e con l’emergere del materiale raccolto dagli investigatori, i rapporti con parte dell’ambiente lavorativo si sarebbero raffreddati, fino a episodi di isolamento da parte di alcuni colleghi.
Una vicenda ancora aperta nel dibattito pubblico
Sebbene il capitolo giudiziario si sia concluso, il caso Forteto continua a interrogare istituzioni e opinione pubblica sul sistema degli affidamenti, sui controlli e sulle responsabilità di chi avrebbe dovuto vigilare.
L’audizione di Galeotti riporta al centro una pagina ancora sensibile per il Mugello e per l’intero Paese.

