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Polizze catastrofali obbligatorie dal 2026: CNA lancia l’allarme a Borgo San Lorenzo

di Leonardo Romagnoli

Giovedì 27 novembre, alle ore 17:30, la sede di CNA a Borgo San Lorenzo, in piazza Martin Luther King, ospiterà un incontro aperto al pubblico su un tema sempre più urgente: l’obbligo, a partire dal 1° gennaio 2026, di stipulare polizze assicurative contro eventi catastrofali, misura che coinvolgerà anche le micro e piccole imprese.

Un cambiamento che sta facendo discutere, soprattutto per le sue ricadute economiche e operative sul tessuto imprenditoriale locale. CNA, l’associazione che rappresenta artigiani e piccole imprese, ha già espresso più volte la propria contrarietà alla norma, definendola potenzialmente dannosa e poco equilibrata.

All’incontro interverrà Annalisa Cipriani, responsabile amministrativa di CNA Firenze Metropolitana, che illustrerà i dettagli della nuova legge e i suoi obblighi. Insieme a lei, saranno presenti anche consulenti assicurativi esperti nel settore artigianale, per fornire una panoramica dei prodotti disponibili e aiutare le imprese a orientarsi tra le varie opzioni.

L’appuntamento sarà un’occasione concreta per fare chiarezza su una misura che rischia di trasformarsi in un ulteriore peso per chi ogni giorno tiene in piedi l’economia dei territori.

A lanciare un allarme forte e chiaro è Raffaele Cacciapuoti, presidente di CNA Mugello, che commenta senza giri di parole: “Rischia di diventare l’ennesima tassa per gli imprenditori”. E prosegue: “Serve una risposta concreta ai danni causati dai fenomeni climatici estremi, ma senza una seria politica di prevenzione – come la manutenzione del territorio e investimenti infrastrutturali – tutto ciò rischia di diventare solo un costo in più per le imprese”.

Secondo Cacciapuoti, il problema è più ampio e strutturale: “Abbiamo aziende che, dopo le alluvioni, hanno ricevuto ristori minimi”, denuncia. “Negli ultimi dieci anni gli investimenti pubblici per la sicurezza del territorio sono crollati, e la manutenzione da parte degli enti competenti è insufficiente. In questo contesto, non si può pensare che la soluzione sia far pagare tutto agli imprenditori”.

Una critica che si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per gli effetti del cambiamento climatico, che in zone come il Mugello si stanno manifestando con sempre maggiore frequenza e intensità. Ma per CNA la risposta non può essere solo assicurativa: occorre un disegno strategico, fatto di prevenzione, cura del territorio e sostegno reale alle imprese.

“Fare impresa oggi in aree soggette a calamità naturali richiede un coraggio enorme”, conclude Cacciapuoti. “Gli artigiani del Mugello questo coraggio lo dimostrano ogni giorno, restando nei loro territori, sostenendo l’economia locale e mantenendo un presidio sociale essenziale. Ma lo Stato non può abbandonarli di fronte alle emergenze”.

Il dibattito resta aperto e l’incontro di giovedì rappresenta un momento fondamentale per confrontarsi su una misura che, pur nascendo da buone intenzioni, rischia di avere effetti pesanti se non accompagnata da un piano di interventi strutturali.

L’ingresso è libero, e CNA invita tutte le imprese, gli artigiani e i cittadini interessati a partecipare per comprendere a fondo le implicazioni della norma e valutare insieme possibili alternative o correttivi.

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