La Città Metropolitana di Firenze ha approvato il nuovo Piano territoriale metropolitano (Ptm), il documento che definirà le strategie di sviluppo del territorio nei prossimi anni. Il piano, adottato dal Consiglio metropolitano e dalla Conferenza Metropolitana su proposta del consigliere delegato alla Pianificazione territoriale Massimo Fratini, punta a coniugare crescita, tutela del paesaggio e sostenibilità.
Il documento fotografa lo stato del territorio metropolitano, suddividendolo in sette aree omogenee, ciascuna con caratteristiche economiche, ambientali e sociali differenti. Accanto a questa lettura, introduce gli Ambiti Territoriali di Interesse Metropolitano (Atim), strumenti destinati a orientare le future politiche di pianificazione.
“L’obiettivo è tutelare la struttura profonda del territorio e le relazioni che nel tempo hanno costruito il paesaggio”, ha spiegato Fratini durante la presentazione del Piano.
La sindaca della Città Metropolitana Sara Funaro ha evidenziato il percorso condiviso che ha portato all’approvazione del documento: “Il Ptm rappresenta uno strumento fondamentale perché individua potenzialità e criticità delle diverse aree della Metrocittà, offrendo una base per una programmazione efficace”.
Il Piano è stato approvato con il voto favorevole di Pd e Uniti per la Città Metropolitana, l’astensione di Territori al Centro e Territori Beni Comuni e il voto contrario di Centrodestra e Civici per il Cambiamento.
Cos’è il Piano territoriale della Città Metropolitana di Firenze
Il Piano territoriale metropolitano individua gli indirizzi che guideranno lo sviluppo urbanistico e infrastrutturale dell’intero territorio, mantenendo come riferimento le cosiddette invarianti strutturali, cioè gli elementi naturali, storici e paesaggistici che hanno definito l’identità dell’area nel corso dei secoli.
L’obiettivo è evitare una crescita disordinata, promuovendo invece uno sviluppo compatibile con la tutela ambientale, la sicurezza del territorio e la valorizzazione delle specificità locali.
Le sette aree omogenee del territorio
Per descrivere in modo più preciso le diverse realtà della Città Metropolitana, il Piano suddivide il territorio in sette zone.
Valdarno Fiorentino
Comprende Figline e Incisa Valdarno, Reggello e Rignano sull’Arno. È un territorio in crescita, sempre più integrato con l’area fiorentina sia dal punto di vista residenziale sia produttivo.
Tra le priorità emergono la tutela dell’Arno e del paesaggio collinare, la prevenzione del rischio idrogeologico e la necessità di sviluppare un’offerta turistica capace di valorizzare il patrimonio culturale locale.
Area Fiorentina
È il cuore della Città Metropolitana e comprende Firenze insieme ai principali comuni della cintura urbana.
Qui si concentra oltre il 70% dei poli attrattivi metropolitani e la migliore accessibilità ferroviaria. Restano però aperte questioni come l’effetto isola di calore, il consumo di suolo, le disuguaglianze sociali e la necessità di migliorare la mobilità in alcune aree.
Mugello e Romagna Toscana
L’area montana presenta una forte identità ambientale e paesaggistica, ma continua a confrontarsi con lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione.
Il Piano punta a recuperare il patrimonio storico diffuso, rafforzare i collegamenti e sostenere uno sviluppo capace di riequilibrare il rapporto tra fondovalle e territori montani.
Val di Sieve
L’asse della Sieve rappresenta il principale elemento di connessione tra i comuni della valle.
L’economia si basa soprattutto su agroalimentare, pelletteria e metalmeccanica, mentre tra le criticità figurano il divario infrastrutturale tra fondovalle e aree montane, la connettività digitale ancora insufficiente e il rischio idraulico.
Empolese
Grazie alla posizione strategica tra Firenze e la costa, l’Empolese continua a essere uno dei principali poli economici della Toscana.
Il distretto della moda e della pelletteria rappresenta uno dei motori dell’economia locale, ma il Piano richiama l’attenzione sulla necessità di investire nella rigenerazione urbana, nei servizi e nella prevenzione del rischio alluvionale.
Chianti Fiorentino
Il Chianti mantiene una forte vocazione agricola e turistica, con un patrimonio paesaggistico riconosciuto a livello internazionale.
La pianificazione dovrà trovare un equilibrio tra sviluppo turistico, tutela del paesaggio, conservazione dei borghi storici e contenimento della pressione edilizia.
Val d’Elsa
La Val d’Elsa si distingue per il patrimonio storico, archeologico e ambientale, ma presenta criticità sul fronte delle infrastrutture e dell’accessibilità.
Il Piano individua come priorità il miglioramento dei collegamenti e la valorizzazione del patrimonio culturale e naturalistico come leva di sviluppo.
Gli Ambiti Territoriali di Interesse Metropolitano (Atim)
Una delle principali innovazioni introdotte dal Piano riguarda gli Atim, strumenti trasversali che identificano gli elementi strategici da preservare e valorizzare.
Le categorie individuate sono quattro:
- Atim Ambientale, dedicato a boschi, aree protette e crinali.
- Atim Fluviale, che comprende Arno, Sieve, Elsa, Pesa e gli altri corsi d’acqua.
- Atim Storico-Culturale, relativo a centri storici, ville, castelli e complessi monumentali.
- Atim Storico-Agrario, che tutela i paesaggi agricoli tradizionali, gli oliveti, i vigneti e i terrazzamenti.
Questi ambiti diventeranno uno dei principali riferimenti per le future scelte urbanistiche e ambientali della Città Metropolitana.
Le sfide per lo sviluppo del territorio metropolitano
Il Piano evidenzia alcune criticità comuni a tutte le aree.
La prima riguarda il crescente divario tra i territori più urbanizzati e i comuni montani, dove continuano a pesare spopolamento e invecchiamento della popolazione.
A questo si aggiungono la necessità di rafforzare le infrastrutture digitali e il trasporto pubblico, il contrasto al rischio idrogeologico e il recupero del patrimonio storico rurale, spesso interessato da fenomeni di abbandono.
L’obiettivo del Piano territoriale metropolitano è costruire uno sviluppo più equilibrato, valorizzando le identità locali senza rinunciare all’innovazione e alla sostenibilità, attraverso una programmazione unitaria dell’intero territorio della Città Metropolitana di Firenze.

