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Pensionato di Marradi arrestato dai Carabinieri di Castel Bolognese

di Leonardo Romagnoli

 

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I Carabinieri di Castel Bolognese e del Nucleo operativo della Compagnia di Faenza alle 21 di mercoledì sera hanno arrestato un 58enne pensionato di Marradi, incensurato, ritenuto il conducente dell’auto pirata che ha investito ed ucciso Imelde Ghetti, la 76enne di Castel Bolognese, la notte del 2 novembre alle 23.25, mentre tentava di attraversare la via Emilia sulle strisce pedonali a Castel Bolognese.
Nei giorni scorsi un pool di uomini dell’Arma che era stato appositamente costituito per risalire all’identificazione del pirata della strada aveva analizzato le immagini delle telecamere lungo la via Emilia per capire se vi fosse qualche fotogramma utile per risalire alla targa del fuoristrada di colore grigio che sin dalla notte del sinistro mortale era ricercato perché descritto dai testimoni per essere il veicolo che aveva prima investito la signora Ghetti e poi si era dato alla fuga.

Dalle immagini delle telecamere si era appurato trattarsi di un Land Rover modello Frelander, cosa avvalorata da alcuni frammenti di carrozzeria, fra cui una porzione della calandra dell’auto e il marchio appartenente ad un fuoristrada Land Rover, ritrovati sul luogo dell’incidente la notte dai carabinieri del reparto scientifico risultati essere, attraverso una concessionaria specializzata con la casa madre britannica, appartenenti ad un Freelander, quindi compatibile con quanto avevano ripreso le telecamere, immatricolato nel 1998; dalla visura del Registro automobilistico i carabinieri hanno stilato la lista di proprietari del mezzo in tutta l’ Emilia Romagna.

Sono state numerosissime le verifiche effettuate dai militari dell’Arma che hanno controllato uno ad uno i mezzi nella lista per controllarne le caratteristiche, finché nel pomeriggio di mercoledì, grazie anche ad una segnalazione di una passante che aveva notato un Freelander parcheggiato a Lugo, aveva telefonato al comando della polizia municipale di Faenza dicendo che l’auto in foto sul Resto del carlino di quel giorno era quella che vedeva e che potrebbe essere quella dell’incidente.

La Pm di Faenza, dopo aver fatto una visura sulla targa aveva passato le informazioni ai carabinieri della Compagnia manfreda ed hanno individuato il proprietario. Le successive verifiche tecniche sul mezzo hanno consentito di appurare che i frammenti rinvenuti sul luogo del sinistro si “incastravano” perfettamente con le parti mancanti sul veicolo in uso al 58enne inoltre il cofano anteriore presentava un’evidente ammaccatura assolutamente compatibile con l’incidente ripresa dalle telecamere.

Il proprietario del veicolo trattenuto negli uffici della caserma dell’Arma di via Da Maiano fino a tarda notte, preso atto delle schiaccianti prove raccolte nei suoi confronti ha ammesso con il maresciallo del Nucleo Operativo di essere lui l’investitore della signora e di essere fuggito in preda al panico, dopodiché nei giorni successivi non aveva avuto il coraggio di presentarsi spontaneamente nonostante il rimorso per l’accaduto. Dopo la spontanea confessione il l’uomo, visto il suo stato psicofisico non è stato mai lasciato da solo per timore di compiere dei gesti autolesionistici. Nella mattinata di giovedì il 58enne comparirà per il processo di direttissima davanti al Tribunale di Ravenna.

Il resto del Carlino

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