Il progetto complessivo, che ha lo scopo di fornire acqua alle aziende agricole del territorio maggiormente interessato dagli effetti negativi degli scavi e di mantenere una portata sufficiente ai corsi d’acqua anche durante i periodi di maggiore siccità, prevede la realizzazione di 8 invasi , di cui 7 tra le valli del Bagnone e del Bosso e uno nel bacino del torrente Capannaccia.
L’invaso detto “Pergola A” è l’unico che è stato sottoposto a valutazione di impatto ambientale essendo di capacità superiore a 100.000 mcubi con un collegamento per alimentare altri invasi più piccoli , “Pergola B” e “C” e “Tabernacolo”.
La quota del piano di campagna del fondovalle, nel luogo scelto per la realizzazione dello sbarramento varia fra i 214 e 215 m.s.l.m.. La soglia sfiorante del paramento sarà posta a 221,26 m.s.l.m., quota che consentirà di raggiungere un’altezza massima pari a 222.76 m.s.l.m. e il coronamento del manufatto di progetto sarà di 272 m, e sarà realizzato con un rilevato “in terra” che raggiungerà i 225 m di quota, per cui l’opera presenterà un franco di sicurezza al di sopra della quota del massimo invaso di 2,24 m. Il rilevato, avente una sezione trapezia interrotta da una bancata ampia circa 4 m, ha una larghezza massima di progetto pari a 50 m, raggiungerà un dislivello massimo di circa 9 m dal piano di campagna attuale e presenterà argini caratterizzati da una pendenza omogenea pari a 26,57°. Dal punto di vista geometrico la lunghezza del corpo diga sarà di circa 280 m con un’altezza massima di 11 m di cui 2,24 m di franco di sicurezza, e 1,5 m come differenza fra quota di massimo invaso e quota di esercizio posta a 221,26 m. E’ previsto che i materiali necessari al completamento della diga provengano da operazioni di scavo e riprofilatura in situ, per un totale di 30.000 m3. Per quanto attiene la parte centrale della diga da realizzarsi in calcestruzzo, lo sviluppo trasversale al corso d’acqua sarà di 33m. L’opera sarà protetta nei confronti di fenomeni di filtrazione da un taglione di monte, profondo 3 m, come previsto dalla vigente normativa per rilevati di altezza superiore ai 6 m. e i manufatti idraulici saranno interamente alloggiati nel corpo diga.
La pronuncia di compatibilità ambientale contiene comunque numerose prescrizioni che vanno dalla tutela dei manufatti archeologici eventualmente rinvenuti nella costruzione, agli aspetti paesaggistici e floro-faunistici, dalla cantieristica alla gestione delle terre di scavo e alla viabilità. I lavori dovranno essere eseguiti in periodo di magra.
Dovrebbe essere il passo decisivo per riuscire a concretizzare gli interventi previsti a seguito dell’Addeddum del 2002 e che hanno coinvolto nella progettazione


