Torna attiva la sala 1 dopo la riqualificazione. Proseguono i cantieri per adeguamento sismico e ampliamenti. L’Azienda: continuità garantita, ma possibili disagi temporanei
All’ospedale del Mugello, nel territorio di Firenze, è tornata operativa la prima sala operatoria interessata dai lavori di riqualificazione partiti lo scorso novembre. La sala 1 è di nuovo attiva dopo un intervento profondo che ha riguardato impianti, finiture e sistemi di sicurezza.
Un passaggio atteso, mentre l’intero presidio è coinvolto in un piano di ristrutturazione destinato a proseguire fino al 2029.
Sala 1 riaperta, standard più alti per l’aria
La riqualificazione ha interessato ventilazione, impianti elettrici e gas medicali. Sono stati rifatti pareti, pavimenti e porte, compresi gli spazi di presala, tra cui risveglio e preparazione.
Il cuore dell’intervento è il nuovo impianto di climatizzazione, che consente di raggiungere la qualifica ISO5, uno standard elevato per la qualità dell’aria in ambito chirurgico.
Il Direttore generale, Valerio Mari, ha ringraziato la dottoressa Claudia Capanni, alla guida della direzione del presidio, per la gestione della fase iniziale dei lavori. La riorganizzazione è stata costruita su un sistema di alternanza tra le sale, così da mantenere attiva l’attività chirurgica anche durante il cantiere.
Stop ai trasferimenti per le fratture
Con la riattivazione della sala schermata sono ripresi gli interventi di traumatologia. Non sarà più necessario trasferire i pazienti con fratture al Ospedale San Giovanni di Dio.
Una novità concreta per il territorio, che riduce i tempi di attesa e limita gli spostamenti verso altri presidi.
A inizio marzo partiranno i lavori sulla seconda sala operatoria. Anche in questo caso si procederà per fasi, mantenendo un sistema alternato per garantire le urgenze.
Chirurgia programmata e recupero delle prestazioni
L’attività chirurgica programmata ha subito una rimodulazione. Alcune sedute sono state trasferite temporaneamente in altri ospedali della Asl Toscana centro. Le restanti prestazioni vengono monitorate con l’obiettivo di recuperare gli interventi non appena entrambe le sale torneranno a pieno regime.
Il piano, spiegano dalla direzione, punta a limitare l’impatto sui cittadini, pur in un contesto complesso.
Un cantiere lungo cinque anni
Le sale operatorie rappresentano solo una parte del progetto complessivo. Da circa un anno e mezzo l’ospedale è interessato da un intervento strutturale che comprende ampliamenti e adeguamento sismico.
Il cronoprogramma prevede 10 fasi operative fino al completamento, stimato per dicembre 2029. I lavori per l’adeguamento sismico, avviati a maggio 2024, dureranno 1.820 giorni e includono l’inserimento di isolatori sismici, con avvio della fase dedicata previsto da maggio 2027.
Tra le opere già realizzate figurano nuove centrali per gas medicali, impianto antincendio e rete idrica, oltre a infrastrutture elettriche e reti per il trasporto dei fluidi. Sono state completate anche le fondazioni delle future torri di ampliamento e le opere strutturali per un nuovo edificio sul versante sud-est, destinato a discharge room, camera calda, uffici del 118 e spazi per la direzione sanitaria.
Parallelamente è in corso l’ampliamento della terapia sub-intensiva del Pronto Soccorso, con sei posti letto aggiuntivi e conclusione prevista entro maggio 2026.
Da marzo partirà anche la sostituzione del secondo apparecchio radiologico, intervento stimato in circa due mesi.
Continuità operativa tra cantieri e riorganizzazioni
La linea dichiarata dalla direzione è chiara: mantenere l’operatività dell’ospedale durante tutte le fasi del cantiere.
La dottoressa Claudia Capanni ha spiegato che sicurezza clinica e continuità assistenziale vengono garantite attraverso la separazione dei flussi, la protezione degli accessi e la riduzione delle interferenze tra attività sanitaria e lavori edili. Sul fronte impiantistico sono già attive nuove reti e centrali, pensate per assicurare il funzionamento ininterrotto dei servizi.
Restano però possibili disservizi temporanei, legati alla natura stessa dell’intervento.
Camere mortuarie inagibili
Un caso concreto riguarda l’inagibilità delle camere per l’esposizione dei defunti. I lavori impediscono l’accesso al seminterrato dove si trovano e non sono stati individuati spazi alternativi all’interno della struttura, già caratterizzata da carenza di locali disponibili.
Una situazione che, pur non incidendo su prestazioni cliniche in senso stretto, tocca aspetti delicati legati alla dignità e al supporto alle famiglie.
Farmacia e materiali ingombranti, nuovo percorso per il ritiro
Altro nodo riguarda il ritiro di materiale voluminoso dalla farmacia, in particolare nutrizione enterale per pazienti con PEG o sondino naso-gastrico. L’accesso utilizzato in passato non è più praticabile.
Per ridurre il disagio è stato attivato un servizio di trasporto interno dalla farmacia di assistenza integrativa al piano meno uno fino all’uscita nell’area accesso barellati, dove gli utenti possono arrivare in auto. Il percorso è lungo e richiede carrelli e ascensori, motivo per cui non è stato chiesto a pazienti e caregiver di occuparsene autonomamente.
Parcheggi e mensa, spazi ridotti
I lavori hanno inciso anche sui parcheggi riservati ai dipendenti con disabilità, ora sostituiti con posti comunali più distanti.
Nelle prossime settimane sarà necessario riorganizzare cucina e mensa, coinvolte a rotazione dai cantieri. La direzione assicura comunque la continuità del servizio senza introduzione di prenotazioni obbligatorie, nonostante la riduzione degli spazi.
