Si ferma per alcuni giorni l’attività chirurgica programmata all’ospedale del Mugello. La sospensione è scattata da oggi e andrà avanti fino all’inizio di maggio, per consentire il completamento dell’ultima parte dei lavori di riqualificazione nelle sale operatorie.
Cosa succede nelle prossime settimane
Negli ultimi mesi le due sale operatorie dell’ospedale del Mugello erano tornate a lavorare con regolarità. Restava però da chiudere un ultimo tratto del cantiere, necessario per completare la sala operatoria 2 e i corridoi di accesso.
Proprio questa fase finale ha imposto una nuova interruzione dell’attività chirurgica programmata. In questa finestra, utilizzando accessi provvisori realizzati appositamente, sarà possibile svolgere soltanto interventi urgenti e chirurgia ambulatoriale semplice.
Dove saranno trasferiti i pazienti
Tra le conseguenze immediate c’è il trasferimento dei pazienti con fratture all’ospedale San Giovanni di Dio. Restano invece garantite le prestazioni legate alle urgenze e quelle di chirurgia ambulatoriale.
La ripresa della normale attività è prevista nella settimana del 4 maggio, quando le sale operatorie dovrebbero tornare pienamente disponibili.
I lavori nelle sale operatorie
L’intervento di riqualificazione ha riguardato diversi elementi strutturali e tecnici. In particolare sono stati rifatti gli impianti di ventilazione, le pareti, i pavimenti e le porte di entrambe le sale operatorie.
Altri lavori hanno interessato modifiche migliorative agli impianti elettrici e ai gas medicali, con l’obiettivo di rendere gli ambienti più funzionali e sicuri.
Il risultato atteso è un miglioramento complessivo delle sale, sia dal punto di vista strutturale sia sul fronte del comfort operativo, con standard di sicurezza adeguati.
Prestazioni sotto controllo
L’azienda sanitaria ha spiegato che, una volta conclusi questi ultimi lavori, entrambe le sale operatorie torneranno a funzionare insieme. Nel frattempo, la direzione del presidio assicura che le prestazioni vengono monitorate costantemente, così da poter recuperare l’attività sospesa non appena il blocco operatorio rientrerà a pieno regime.
Resta quindi una fase di transizione breve ma delicata, con l’obiettivo di chiudere il cantiere e riportare alla normalità l’attività chirurgica nel presidio mugellano.

