All’Ospedale del Mugello si apre un nuovo passaggio nel percorso di ristrutturazione del presidio. È tornata infatti operativa la sala operatoria 1, completamente riqualificata, mentre nei primi giorni di marzo è iniziata la seconda fase degli interventi che riguarda un’altra sala.
Il cantiere va avanti dentro un piano più ampio di ammodernamento della struttura, articolato in più tappe e destinato a proseguire fino al 2029. L’obiettivo resta quello di tenere insieme due esigenze non semplici da conciliare, portare avanti i lavori e garantire allo stesso tempo la continuità dell’assistenza.
La sala operatoria 1 di nuovo attiva
La prima sala operatoria è stata rinnovata in modo completo. Gli interventi hanno riguardato i nuovi impianti di ventilazione e climatizzazione, con standard aria ISO5, gli adeguamenti elettrici e quelli relativi ai gas medicali. A questo si aggiunge la riqualificazione di pareti, pavimenti e ambienti di presala.
La riapertura ha un effetto immediato anche sull’organizzazione sanitaria. Con la riattivazione della sala schermata riprendono infatti gli interventi di traumatologia, un passaggio che consente di evitare il trasferimento dei pazienti con fratture all’Ospedale San Giovanni di Dio di Firenze. Un aspetto concreto, che incide direttamente sui tempi di presa in carico e sulla gestione dei casi urgenti.
Partita la seconda fase del cantiere
Archiviata la prima tranche di lavori, nei primi giorni di marzo è scattata la fase successiva sulla seconda sala operatoria. L’assetto organizzativo è stato costruito con un sistema alternato, pensato per mantenere attiva la risposta alle urgenze anche durante il proseguimento del cantiere.
Una parte della chirurgia programmata è stata invece trasferita temporaneamente in altri presidi dell’Azienda USL Toscana Centro. L’azienda fa sapere che le prestazioni restano sotto controllo costante, proprio per limitare il più possibile l’impatto della riorganizzazione sui pazienti.
Il ringraziamento della direzione
Il direttore generale Valerio Mari ha evidenziato il lavoro svolto nella prima fase del progetto, ringraziando la direttrice del presidio Claudia Capanni per la gestione del percorso. Al centro del riconoscimento c’è soprattutto l’organizzazione messa in campo per garantire la continuità assistenziale nonostante la presenza dei cantieri.
È un punto che pesa più di altri, perché in un ospedale lavori di questa portata non si misurano solo sui tempi di consegna, ma anche sulla capacità di mantenere attivi i servizi essenziali mentre gli spazi cambiano.
Un piano di ristrutturazione che guarda al 2029
Quello delle sale operatorie è soltanto uno dei capitoli aperti nel progetto di riqualificazione dell’ospedale. Il piano complessivo prevede 10 fasi e tocca più aree strategiche della struttura.
Tra gli interventi già programmati c’è l’ampliamento della terapia sub intensiva del Pronto Soccorso, con 6 posti letto e conclusione prevista entro maggio 2026. Da marzo 2026 è inoltre prevista la sostituzione del secondo apparecchio radiologico, con una durata stimata di circa due mesi.
Sul fronte strutturale prosegue anche l’adeguamento sismico con l’inserimento di isolatori. I lavori sono stati avviati a maggio 2024 e il collaudo è indicato entro dicembre 2029. Sono già state realizzate, invece, le nuove centrali dei gas medicali, antincendio e idrica, insieme alle nuove reti impiantistiche.
Nel programma rientra anche la costruzione di un nuovo edificio destinato a camera calda, discharge room, uffici del 118 e Direzione sanitaria.
Come cambia l’ospedale durante i lavori
Secondo quanto spiegato da Claudia Capanni, il lavoro organizzativo e tecnico punta a ridurre al minimo l’impatto del cantiere sulla qualità dei servizi. In questa fase il presidio sta puntando sulla separazione dei flussi, sulla protezione degli accessi, sull’attivazione di nuove centrali impiantistiche e su riorganizzazioni temporanee gestite in sicurezza.
Il quadro resta però complesso. Alcune criticità, almeno per ora, sono inevitabili. Tra queste ci sono l’inagibilità delle camere mortuarie, la riorganizzazione del ritiro dei materiali ingombranti dalla farmacia, per cui è stato attivato un trasporto interno dedicato, e la temporanea indisponibilità dei parcheggi riservati ai dipendenti con disabilità.
Nelle prossime fasi è prevista anche una riorganizzazione di cucina e mensa, con il servizio che dovrebbe comunque continuare senza interruzioni.
Un equilibrio delicato
La trasformazione dell’Ospedale del Mugello procede quindi su un doppio binario. Da una parte ci sono i lavori, necessari per aggiornare strutture e impianti. Dall’altra c’è la gestione quotidiana di un presidio che deve continuare a funzionare, in sicurezza, anche mentre cambia pelle.
La riapertura della prima sala operatoria rappresenta un segnale concreto in questa direzione. Non chiude certo il percorso, ma segna un passaggio importante dentro un intervento lungo e articolato, destinato a ridisegnare l’ospedale nei prossimi anni.


