
Una raffica di prescrizioni, quattro assoluzioni e una condanna. Con questo verdetto si chiude il processo per l’urbanistica in Mugello a sei anni dall’avvio dell’inchiesta. Cade l’accusa di corruzione (il fatto non sussiste) per Paolo Cocchi, ex assessore regionale alla cultura della giunta Martini e già sindaco di Barberino del Mugello, per aver messo a disposizione il proprio ruolo istituzionale a favore del costruttore Danilo Cianti, titolare della Mugello lavori, per agevolarlo nella sua attività, ottenendo in cambio l’ampliamento della casa. Il tribunale di Firenze assolve, per quello stesso episodio Barbara Bardazzi, moglie di Cocchi, l’imprenditore Danilo Cianti e il figlio Simone imputati di concorso in corruzione.
«Questo processo ha distrutto la carriera politica di Paolo Cocchi — denuncia il difensore di Cocchi, l’avvocato Piermatteo Lucibello — l’assoluzione di oggi è l’esatta ripetizione della sentenza di non luogo a procedere pronunciata tre anni fa dal gup. La mancanza di prove era evidente allora ed è stata ribadita dal tribunale»

