A un anno dalla scomparsa di Eleonora Guidi, l’Istituto Superiore “E. Balducci” promuove una campagna di sensibilizzazione che sta coinvolgendo l’intera comunità di Pontassieve. Un’iniziativa educativa e civile che nasce dalla scuola e si diffonde nei luoghi del vivere quotidiano, con un obiettivo chiaro: imparare a riconoscere ciò che amore non è.
Un messaggio che attraversa la città
La campagna non resta confinata alle aule scolastiche. I messaggi sono visibili in numerosi spazi pubblici e privati del territorio, trasformando la città in un percorso di riflessione condivisa.
Tra i luoghi coinvolti:
- la Biblioteca comunale
- il Palazzo Comunale
- diversi esercizi commerciali
- altri spazi frequentati ogni giorno da cittadini e studenti
Una presenza diffusa, pensata per raggiungere persone di tutte le età e stimolare una presa di coscienza collettiva.
Quando il controllo non è amore
Il cuore della campagna è un lavoro sulle parole. Parole che, se usate in modo sbagliato, possono ferire, isolare, limitare la libertà personale. I cartelli affissi in città invitano a riconoscere segnali spesso sottovalutati, ma profondamente dannosi.
Non è amore quando qualcuno:
- ti dice come devi vestirti
- svaluta o critica le tue passioni
- controlla le tue spese
- tenta di allontanarti da amici e affetti
Messaggi diretti, comprensibili, pensati soprattutto per i più giovani, ma capaci di parlare a tutta la comunità.
Il ruolo della scuola e degli studenti
L’iniziativa nasce dal lavoro congiunto di docenti e studenti dell’Istituto Balducci, che hanno scelto di ispirarsi alle campagne di prevenzione e sensibilizzazione promosse dalla Polizia di Stato, adattandole al contesto locale e scolastico.
La scuola diventa così spazio attivo di educazione civica, non solo luogo di formazione didattica ma anche presidio culturale contro ogni forma di violenza e sopraffazione.
Un ricordo che diventa impegno civile
La campagna non è solo un momento commemorativo. È soprattutto un impegno concreto, che trasforma il ricordo di Eleonora Guidi in un’azione rivolta al presente e al futuro.
L’obiettivo è chiaro:
diffondere consapevolezza per prevenire la violenza, partendo dall’educazione emotiva, dal linguaggio e dal rispetto reciproco.
La consapevolezza come primo passo
Riconoscere i segnali, chiamare le cose con il loro nome, non normalizzare il controllo o la svalutazione: la consapevolezza è il primo passo verso la libertà. Ed è proprio da qui che Pontassieve, insieme al Balducci, ha scelto di partire.
Un messaggio semplice, ma necessario. Da leggere, condividere e portare con sé, ogni giorno.


