“Stop al gemellaggio con chi costruisce muri e utilizza la violenza”.
Le immagini dei profughi in Ungheria, “dove cercano aiuto e vedono filo spinato, dove sperano nella salvezza e trovano dolore, dove chiedono sicurezza e si imbattono invece contro un muro fatto di manganelli e lacrimogeni” hanno spinto il sindaco di Borgo San Lorenzo Paolo Omoboni a scrivere una lettera al primo cittadino di Varpalota, in Ungheria. I due comuni, infatti, sono gemellati dal 2006.
“Nessun rapporto di amicizia – dice il sindaco Omoboni – può essere intrattenuto con chi condivide la politica ungherese dei muri di filo spinato”. Nella lettera, già inviata, l’amministrazione del comune nel cuore del Mugello chiede al sindaco ungherese Marta Talaber di prendere le distanze da quanto sta succedendo alle frontiere dell’Ungheria. “Le immagini che vediamo mi rendono difficile credere che possano essere ancora ideali condivisi – scrive Omoboni – ti chiedo cara collega quali siano i tuoi, i vostri, quelli della tua terra. Ti chiedo se come me ti senti lontana e distante, amareggiata e in contrasto profondo con quanto avviene. Ti chiedo se quei valori che sono alla base dell’unione Europea sono anche i tuoi, ti domando se rifiuti e condanni quello che sta accadendo”.

“Il gemellaggio tra Borgo San Lorenzo e Varpalota è stato creato con l’auspicio che l’associazionismo e la cultura entrambi i Comuni potessero incrementare con il tempo il reciproco scambio, condividendo valori e obiettivi. In questo momento non ti nascondo che temo proprio che i valori che stiamo continuando a perseguire possano essere ben lontani dall’andare nella stessa direzione delle vostre”.

