Mercoledi il Consiglio di amministrazione della Mukki approva il progetto di fusione con la Centrale del Latte di Torino. Sarà il primo passo che condurrà entro il mese di giugno alla nascita della Centrale del Latte d’Italia, terzo polo nazionale del settore dopo Granarolo e Parmalat, con stabilimenti in Piemonte, Toscana , Liguria e Veneto. Si tratterà di una società quotata in borsa come attualmente lo è quella di Torino che farà scendere la quota del comune di Firenze dall’attuale 43% al 13% della nuova centrale d’Italia che controllerà la “Centrale del latte della Toscana” che manterrà il marchio Mukki e la sede , con stabilimento di produzione, a Firenze.
Nella nuova centrale d’Italia la Toscana peserà per il 30% e Torino per il 40% mentre l’altro 30% dipenderà dal mercato. Per la Toscana c’è però il problema di Pistoia che già in passato avrebbe voluto vendere la propria quota di Mukki(il18,5%) con un interessamento di Granarolo. Sfumata quella ipotesi il Consiglio comunale ha però ribadito nell’ultima seduta la volontà di vendere la propria quota in tempi rapidi. Il Cda di Mukki invita invece i soci ad approvare subito la fusione con Torino e a rimandare al momento della quotazione in borsa la cessione delle eventuali azioni della società. Anche nelle ultime dichiarazioni del presidente Marchionni si punta a sottolineare la conferma degli accordi commerciali con i produttori locali e il rispetto dei livelli occupazionali nello stabilimento fiorentino.
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