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Mukki, Mugello voce unica: salvaguardare comparto agroalimentare

di Leonardo Romagnoli

Mukki, Mugello voce unica: salvaguardare comparto agroalimentare
Incontro sindaci, allevatori, associazioni categoria, assessore regionale Salvadori

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Valorizzazione del prodotto e della filiera corta, unitarietà d’intenti tra enti locali, allevatori e Regione per salvaguardare il comparto agroalimentare del Mugello, la sua produzione di latte di alta qualità, i suoi produttori, i consumatori. E’ quanto è stato ribadito al termine dell’incontro che si è svolto stamani a Borgo San Lorenzo presso l’Unione montana dei Comuni del Mugello, al quale erano presenti i sindaci e numerosi allevatori mugellani, rappresentanti delle associazioni di categoria, oltre che l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Salvadori. Un incontro che è servito a mettere allo stesso tavolo tutti i soggetti pubblici, grazie anche al sostegno e all’attenzione della Regione Toscana, per condividere una linea comune sulla vicenda Centrale del Latte-Mukki, nel quale è stata ulteriormente riconosciuta l’eccellenza che viene prodotta dal Mugello insieme al valore sociale oltre che economico rappresentato dagli stessi allevatori locali. Da parte di tutti, Regione compresa, è stata espressa la volontà di mantenere una posizione unica e condivisa sulla questione della Centrale del Latte, che pone al centro la tutela del territorio, a partire dai suoi produttori.incontromukki3

Per il 19 dicembre è stato fissato un altro incontro, sempre presso la sede dell’Unione dei Comuni a Borgo San Lorenzo.

 

 

<< Indietro Fai Cisl all’attacco: “La Mukki non si svende nè si vende” 11 dicembre 2014 15:33 Economia e Lavoro Toscana Mukki Mukki “La Centrale del latte deve rimanere a partecipazione pubblica, con un maggior coinvolgimento della Regione, anche attraverso Fidi toscana, qualora Pistoia volesse comunque vendere, perché la Mukki non è un carrozzone ma una partecipata “doc”, un’eccellenza dell’economia toscana. Cederla sarebbe un grave errore che né Regione né Comune di Firenze possono commettere.” E’ la posizione espressa dalla Fai Cisl di Firenze e Prato in merito al dibattito che si è acceso sulla possibile dismissione della Centrale del latte di Firenze, Pistoia e Livorno. “E non ci accontentiamo –dice Udirica Fabbri, della segreteria Fai- di dichiarazioni come “la Mukki non si svende”, perché significa solo che sarà garantita una vendita a prezzi alti. Ma la Centrale non è un buono per fare cassa e non va venduta !” “Com’è possibile –si domanda Fabbri- pensare di dismettere un’azienda che opera in condizioni di eccellenza e di virtuosità, che garantisce il lavoro a 170 dipendenti e ad un indotto di 1000 famiglie in momento in cui tutti dicono di voler creare posti di lavoro?” Per questo la Fai di Firenze ha chiesto un tavolo di discussione tra tutti gli attori in campo e invita la Regione Toscana “a dichiarare ‘strategica’ la sua partecipazione nella Centrale, evitando l’ingresso di un partner privato, chiunque egli sia, che sarebbe interessato solo al marchio ed alla quota di mercato.” La Fai critica anche la pioggia di dichiarazioni di questi giorni, in cui “prevalgono il populismo e la voglia di eliminare tutto ciò che è pubblico” e dimostrano in tanti casi “una profonda ignoranza sulla realtà Mukki.” “E’ ormai pensiero comune infatti –dice Fabbri- che le aziende partecipate siano carrozzoni che divorano denaro pubblico, ma non è il caso della Centrale del latte. La Mukki riesce a stare su un mercato altamente concorrenziale e a competere anche con gruppi, come appunto Granarolo, 10 volte più grandi, visto che in Toscana mantiene il 40% delle quote di mercato.” E contemporaneamente ha creato e tiene in vita “una filiera del latte che dal Mugello arriva fino nel Senese e in Maremma” e raccoglie il latte anche nelle zone più impervie “sostenendo le aziende allevatrici e garantendo con la presenza dell’uomo la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico”. “E questo –conclude Fabbri- nessun privato accetterebbe di farlo, acquistando piuttosto latte oltreconfine per abbattere i prezzi.”Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2014/12/11/fai-cisl-allattacco-la-mukki-non-si-svende-ne-si-vende/
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“La Centrale del latte deve rimanere a partecipazione pubblica, con un maggior coinvolgimento della Regione, anche attraverso Fidi toscana, qualora Pistoia volesse comunque vendere, perché la Mukki non è un carrozzone ma una partecipata “doc”, un’eccellenza dell’economia toscana. Cederla sarebbe un grave errore che né Regione né Comune di Firenze possono commettere.” E’ la posizione espressa dalla Fai Cisl di Firenze e Prato in merito al dibattito che si è acceso sulla possibile dismissione della Centrale del latte di Firenze, Pistoia e Livorno. “E non ci accontentiamo –dice Udirica Fabbri, della segreteria Fai- di dichiarazioni come “la Mukki non si svende”, perché significa solo che sarà garantita una vendita a prezzi alti. Ma la Centrale non è un buono per fare cassa e non va venduta !” “Com’è possibile –si domanda Fabbri- pensare di dismettere un’azienda che opera in condizioni di eccellenza e di virtuosità, che garantisce il lavoro a 170 dipendenti e ad un indotto di 1000 famiglie in momento in cui tutti dicono di voler creare posti di lavoro?” Per questo la Fai di Firenze ha chiesto un tavolo di discussione tra tutti gli attori in campo e invita la Regione Toscana “a dichiarare ‘strategica’ la sua partecipazione nella Centrale, evitando l’ingresso di un partner privato, chiunque egli sia, che sarebbe interessato solo al marchio ed alla quota di mercato.” La Fai critica anche la pioggia di dichiarazioni di questi giorni, in cui “prevalgono il populismo e la voglia di eliminare tutto ciò che è pubblico” e dimostrano in tanti casi “una profonda ignoranza sulla realtà Mukki.” “E’ ormai pensiero comune infatti –dice Fabbri- che le aziende partecipate siano carrozzoni che divorano denaro pubblico, ma non è il caso della Centrale del latte. La Mukki riesce a stare su un mercato altamente concorrenziale e a competere anche con gruppi, come appunto Granarolo, 10 volte più grandi, visto che in Toscana mantiene il 40% delle quote di mercato.” E contemporaneamente ha creato e tiene in vita “una filiera del latte che dal Mugello arriva fino nel Senese e in Maremma” e raccoglie il latte anche nelle zone più impervie “sostenendo le aziende allevatrici e garantendo con la presenza dell’uomo la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico”. “E questo –conclude Fabbri- nessun privato accetterebbe di farlo, acquistando piuttosto latte oltreconfine per abbattere i prezzi.”Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2014/12/11/fai-cisl-allattacco-la-mukki-non-si-svende-ne-si-vende/
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“La Mukki non si svende nè si vende” dice la Fai Cisl

“La Centrale del latte deve rimanere a partecipazione pubblica, con un maggior coinvolgimento della Regione, anche attraverso Fidi toscana, qualora Pistoia volesse comunque vendere, perché la Mukki non è un carrozzone ma una partecipata “doc”, un’eccellenza dell’economia toscana. Cederla sarebbe un grave errore che né Regione né Comune di Firenze possono commettere.” E’ la posizione espressa dalla Fai Cisl di Firenze e Prato in merito al dibattito che si è acceso sulla possibile dismissione della Centrale del latte di Firenze, Pistoia e Livorno. “E non ci accontentiamo –dice Udirica Fabbri, della segreteria Fai- di dichiarazioni come “la Mukki non si svende”, perché significa solo che sarà garantita una vendita a prezzi alti. Ma la Centrale non è un buono per fare cassa e non va venduta !” “Com’è possibile –si domanda Fabbri- pensare di dismettere un’azienda che opera in condizioni di eccellenza e di virtuosità, che garantisce il lavoro a 170 dipendenti e ad un indotto di 1000 famiglie in momento in cui tutti dicono di voler creare posti di lavoro?” Per questo la Fai di Firenze ha chiesto un tavolo di discussione tra tutti gli attori in campo e invita la Regione Toscana “a dichiarare ‘strategica’ la sua partecipazione nella Centrale, evitando l’ingresso di un partner privato, chiunque egli sia, che sarebbe interessato solo al marchio ed alla quota di mercato.” La Fai critica anche la pioggia di dichiarazioni di questi giorni, in cui “prevalgono il populismo e la voglia di eliminare tutto ciò che è pubblico” e dimostrano in tanti casi “una profonda ignoranza sulla realtà Mukki.” “E’ ormai pensiero comune infatti –dice Fabbri- che le aziende partecipate siano carrozzoni che divorano denaro pubblico, ma non è il caso della Centrale del latte. La Mukki riesce a stare su un mercato altamente concorrenziale e a competere anche con gruppi, come appunto Granarolo, 10 volte più grandi, visto che in Toscana mantiene il 40% delle quote di mercato.” E contemporaneamente ha creato e tiene in vita “una filiera del latte che dal Mugello arriva fino nel Senese e in Maremma” e raccoglie il latte anche nelle zone più impervie “sostenendo le aziende allevatrici e garantendo con la presenza dell’uomo la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico”. “E questo –conclude Fabbri- nessun privato accetterebbe di farlo, acquistando piuttosto latte oltreconfine per abbattere i prezzi.”

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