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Mugello, strade interrotte e pendolari allo sbando: “Non siamo un territorio di serie B”

di Leonardo Romagnoli

Il Mugello non può e non deve essere considerato un territorio di serie B. A ribadirlo con forza è Laura Maria Cosetta Fratini, consigliera comunale per il gruppo Libera Sinistra in Movimento (assieme a Rifondazione Comunista) nel Consiglio comunale di Scarperia e San Piero e nell’Unione Montana dei Comuni, che denuncia la gestione dei lavori e delle chiusure che per il secondo anno consecutivo penalizzano pesantemente pendolari, residenti e attività economiche.

“La Via Bolognese – sottolinea Fratini – è stata nuovamente chiusa per lunghi periodi, senza che si siano trovate alternative credibili per garantire un collegamento regolare e sicuro verso Firenze. Anche quest’anno assistiamo alla chiusura estiva della linea ferroviaria Faentina e alla presenza di cantieri e sensi unici alternati sulla Strada Faentina 302. Tutto questo accade nell’indifferenza generale, come se fosse normale interrompere l’accesso principale al Mugello.”

I problemi che si susseguono sono concreti e ben documentati. La Statale Bolognese SS 65 è l’asse principale che collega il Mugello al capoluogo. Da luglio a settembre è oggetto di lavori su vari tratti, che vengono comunicati di volta in volta, generando incertezza e disagi. Dal 2 agosto al 7 settembre, inoltre, la linea ferroviaria Faentina sarà chiusa per lavori, mentre i tentativi di confronto con Trenitalia su eventuali interventi in orario notturno non hanno prodotto alcun risultato.

“Ci riferiscono che la realizzazione di cantieri di notte è ritenuta impraticabile, ma di fronte a questa situazione le conseguenze ricadono tutte sui cittadini, che hanno il diritto di muoversi e raggiungere Firenze senza ostacoli insormontabili” osserva Fratini.

Pendolari allo sbando e traffico congestionato

I disagi si traducono in tempi di percorrenza interminabili. Come evidenziava già nei primi giorni dei lavori Lorenzo Masi, consigliere fiorentino del M5S, bastano pochi chilometri sulla Bolognese per accumulare oltre quaranta minuti di ritardo, mentre il traffico sulla Faentina è cresciuto di circa il 38%.

Chi deve utilizzare gli autobus sostitutivi sulla Faentina si trova spesso a dover affrontare code e ritardi che possono superare un’ora e mezza per arrivare a Firenze. Una condizione che colpisce pendolari, studenti, lavoratori e anche il turismo, che negli ultimi anni aveva cominciato a riscoprire il Mugello come destinazione.

Cantieri e frane: una situazione al limite

Il quadro della viabilità appare ancora più critico a causa dei numerosi punti problematici. Sulla Strada Faentina 302, due semafori regolano sensi unici alternati in tratti già da tempo compromessi:

  • in località Faltona, dove un’alluvione aveva eroso parte del muro di contenimento sul torrente omonimo, i lavori di ripristino sono iniziati dopo il sollecito del consigliere M5S di Borgo San Lorenzo Tommaso Romagnoli, ma non si concluderanno prima di agosto;
  • nei pressi del Mulinaccio, un secondo semaforo è stato installato a causa di una frana che ha reso necessario un intervento parziale rivelatosi insufficiente. La carreggiata mostra cedimenti e ulteriori distacchi sia a monte sia a valle, mentre la segnaletica e le barriere risultano precarie.

Un’altra frana, segnalata tra Vaglia e Fontebuona, preoccupa per le dimensioni e per il rischio di riattivazione. In questo tratto le protezioni consistono in barriere provvisorie con reti e pali di fortuna, mentre detriti rocciosi e alberi instabili minacciano ulteriori cedimenti.

“Chi percorre quella strada ogni giorno merita garanzie sulla sicurezza – sottolinea Fratini – e la possibilità di un’alternativa praticabile, anche temporanea. Sarebbe necessario valutare soluzioni come un bypass provvisorio, l’uso di ponti Bailey o altri interventi che evitino di isolare interi comuni.”

L’esigenza di un piano strategico per il Mugello

Di fronte a questo scenario, la denuncia dei consiglieri è chiara: non si possono accettare interventi gestiti in modo frammentario e comunicati solo all’ultimo momento.

“Da mesi si sapeva che i lavori avrebbero avuto un impatto pesantissimo – spiega Fratini – eppure si è preferito non affrontare il problema con la necessaria determinazione. Non è accettabile che la Città Metropolitana e la Regione Toscana non abbiano preteso un piano condiviso con Anas, RFI e Trenitalia. La programmazione degli interventi dovrebbe prevedere alternative praticabili e scorrevoli, non percorsi pieni di semafori e ostacoli.”

I consiglieri rivolgono un appello a tutti gli enti competenti: la gestione della viabilità non può basarsi solo su esigenze del capoluogo, trascurando territori che contribuiscono alla vitalità economica, turistica e sociale dell’area metropolitana.

“Serve – concludono – un impegno concreto, investimenti seri e un lavoro di squadra che metta al centro la pianificazione, il monitoraggio del territorio, la prevenzione del dissesto idrogeologico e un uso sostenibile del suolo. Non possiamo permetterci di rimanere ostaggio di frane, cantieri e scelte unilaterali che penalizzano migliaia di cittadini.”

Una nota positiva arriva dalla prossima riapertura del ponte in località La Brocchi, che dopo un lungo cantiere consentirà di ridurre i flussi di traffico sul centro urbano di Borgo San Lorenzo. Ma la speranza condivisa è che la pianificazione del futuro non ripeta gli stessi errori di superficialità e disattenzione.

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