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Mugello sommerso dalle frane: tutelare il patrimonio boschivo no all’eolico

di Leonardo Romagnoli

Il Mugello ha vissuto due giorni drammatici il 14 e il 15 marzo, con un’ondata di maltempo che ha messo in ginocchio il territorio. Il fiume Sieve è esondato, mentre i torrenti hanno tracimato, causando l’interruzione della viabilità principale e il blocco delle linee ferroviarie. Le frane hanno aggravato la situazione, isolando abitazioni e interrompendo i collegamenti stradali.

Le immagini di case, aziende, centri commerciali, campi agricoli e sportivi sommersi dall’acqua parlano da sole. I danni sono ingenti: veicoli distrutti, strade impraticabili e infrastrutture compromesse. Il paesaggio del Mugello, solitamente verde e rigoglioso, mostra ora la sua fragilità, con smottamenti e frane che si moltiplicano, ben visibili anche a occhio nudo sull’Appennino mugellano.

Emergenza tra blackout e acqua potabile a rischio

Oltre ai danni strutturali, molte abitazioni sono rimaste senza elettricità e, in alcuni casi, senza acqua potabile. Gli impianti idrici hanno subito guasti a causa dell’alluvione, aumentando il disagio per le famiglie colpite.

L’Appennino Mugellano, già soggetto a vincoli paesaggistici per la sua instabilità naturale, ha confermato ancora una volta la necessità di tutela. La sua fragilità non è solo un problema ambientale, ma anche di sicurezza per la popolazione, che deve fare i conti con il rischio idrogeologico sempre più elevato.

Vicchio: oltre 30 frane e intere aree sommerse

A Vicchio la situazione è critica: si registrano più di 30 frane, 11 sfollati e 32 persone isolate. Il torrente Arsella è esondato, mentre la frana sulla strada per Rupecanina ha reso ancora più difficile il transito. Imprese locali sommerse dall’acqua e dal fango contano danni economici ingenti.

Il sindaco ha lanciato un appello urgente alle istituzioni, chiedendo il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale. La Sieve ha allagato la zona artigianale di Ponte a Vicchio, mettendo in ginocchio le attività economiche.

Anche nelle frazioni di Corella e Villore, nei comuni di Dicomano e Vicchio, la situazione non è migliore: numerosi eventi franosi hanno interrotto strade e isolato diverse abitazioni. La circolazione tra San Bavello e Corella è stata deviata a causa di una frana, mentre a Villore sei persone sono state evacuate.

Preoccupazione per il progetto eolico sul Monte Giogo di Villore

L’ondata di maltempo ha riacceso il dibattito sul futuro del Monte Giogo di Villore, dove è prevista la realizzazione di un impianto eolico industriale. Le recenti frane hanno evidenziato il rischio di cementificazione e deforestazione in un’area già fragile, con un impatto potenzialmente devastante sugli ecosistemi naturali.

“Questi eventi dimostrano quanto sia pericoloso modificare l’assetto del territorio”, sottolineano i comitati ambientalisti, che continuano a opporsi al progetto. In particolare, la frana avvenuta vicino alle marronete del Solstretto ha riacceso le preoccupazioni, visto che l’area è prossima alla futura installazione di una torre eolica alta 170 metri.

Appello alla tutela del territorio

L’instabilità dell’Appennino è sotto gli occhi di tutti. Per questo, i comitati ambientalisti invitano cittadini e istituzioni a riflettere sulla necessità di preservare i crinali boscosi, evitando interventi industriali che potrebbero aggravare il dissesto idrogeologico.

Chiunque voglia sostenere questa causa può firmare le petizioni disponibili ai seguenti link:
🔹 Salviamo il Monte Giogo di Villore: Firma qui
🔹 No alla speculazione sulle rinnovabili in Toscana: Firma qui

Il Comitato Tutela Crinale Mugellano e la coalizione TESS (Transizione Energetica Senza Speculazione) continuano la battaglia per la difesa del territorio, affinché eventi come questi non diventino la tragica normalità.

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